“EMPIRE”: ALL’IIC DI LONDRA LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO DI ELISABETTA BENASSI

“EMPIRE”: ALL’IIC DI LONDRA LA PRIMA TAPPA DEL PROGETTO DI ELISABETTA BENASSI

LONDRA\ aise\ - Dal 17 al 30 aprile l’Istituto Italiano di Cultura di Londra ospita la prima tappa del progetto di Elisabetta Benassi “Empire”, vincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.
Il progetto “Empire” è promosso dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
Attraverso il recupero e la trasformazione di materiali e di simboli, il lavoro di Elisabetta Benassi indaga il rapporto tra passato ed epoca contemporanea, interrogandosi sulla condizione e l’identità del presente. Il progetto “Empire” si inserisce in questo filone di ricerca già a partire dal titolo, che rimanda inevitabilmente alla vasta e complessa vicenda dell’Impero Romano e alla sua incessante revisione politica e culturale.
Il termine “impero”, nelle sue varie e contrastanti accezioni, accende nell’immaginario collettivo figure di potenza e grandezza, ma rievoca al contempo cupi scenari di coercizione, dominio e sottomissione. Ponendosi nel punto di snodo tra processi storici e memoria, tra valenze simboliche e politiche, tra linguaggio verbale ed esperienza visiva, Elisabetta Benassi torna a riflettere con questo progetto sul rapporto dialettico tra ieri e oggi. Come una sorta di macchina per produrre configurazioni inattese, l’opera punta a “complicare la vita” a una Antichità considerata ormai come un dato acquisito e restituita invece come intreccio conflittuale, punto di resistenza alla presunta ineluttabilità del presente.
“Empire” si sviluppa concretamente come una installazione di 6000 mattoni in terracotta – appositamente realizzati in Gran Bretagna da una fornace nella Royal Forest of Dean nel Gloucestershire, con crete di colore viola-nero – che recano impressa a rilievo l’iscrizione che dà il nome all’opera. Si aggiungono due mattoni realizzati in lega di bronzo e oro. Anche sul piano formale, “Empire” ricalca in questo modo l’elemento costruttivo di base dell’architettura antica, il mattone romano appunto, mutandolo in una entità dotata di nuove potenzialità estetiche e significanti.
La natura site-specific dell’opera le permette di ridisegnarsi continuamente, in base al contesto e allo spazio in cui si inserisce. Di volta in volta “Empire” può così evocare architetture fantastiche ed effimere, “castelli” o cataste simili a quelli erette durante il processo di essiccazione dei mattoni, dai profili suggestivi ed enigmatici, o anche labirinti tridimensionali praticabili dallo spettatore, “cortine” e strutture disposte in configurazioni diversamente proporzionate, pensate per entrare in relazione con il contesto in cui l’opera va a inserirsi.
A Londra, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura, i mattoni di “Empire” disegnano un labirinto sul pavimento che gli spettatori potranno percorrere alla ricerca di una via di uscita da un “sogno imperiale” che si dimostra contraddittorio nel presente come nel passato.
Dopo la mostra all’Istituto Italiano di Cultura a Londra, l’opera “Empire” verrà presentata a Roma, al Museo Nazionale Romano - Palazzo Altemps, alla Mostyn Contemporary Art Gallery nel Galles e troverà infine la sua sede definitiva presso Museo Nazionale Romano di Crypta Balbi a Roma, in contemporanea all’esposizione documentativa ed emblematica presso la sede della Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon.
Il progetto “Empire” di Elisabetta Benassi è stato realizzato grazie al sostegno di Italian Council Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane (DGAAP) del Ministero per i beni e le attività culturali, guidata da Federica Galloni.
Promosso dal Museo Nazionale Romano in collaborazione con la Pontificia Accademia dei Virtuosi al Pantheon, partner l’Istituto Italiano di Cultura di Londra e la Mostyn Contemporary Art Gallery di Llandudno. (aise)

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