FELLINI E LA DOLCE ITALIA IN MOSTRA A BRATISLAVA

FELLINI E LA DOLCE ITALIA IN MOSTRA A BRATISLAVA

BRATISLAVA\ aise\ - Nell’anno in cui ricorre il 100° anniversario della nascita di Federico Fellini l’Istituto Italiano di Cultura di Bratislava, insieme alla Galleria di Arte della Città di Zilina, ha organizzato la mostra “8 ½ di Federico Fellini nelle fotografie inedite di Paul Ronald”, con 50 foto scattate sul set del film Premio Oscar dal fotografo di scena ufficiale, Paul Ronald.
Sono materiali rimasti inediti per decenni provenienti dall’Archivio Enrico Minisini di Cividale del Friuli, che raccontano con splendide immagini il set, il regista Federico Fellini e il protagonista Marcello Mastroianni al lavoro o in pausa, le varie attrici impegnate nella lavorazione, la troupe, gli ospiti in visita, le comparse, i figuranti.
La mostra, realizzata da Centro Cinema Città di Cesena e Regione Emilia-Romagna, è curata da Antonio Maraldi, responsabile del Centro Cinema, e fa parte del programma ufficiale del Comitato per le celebrazioni del Centenario della nascita di Federico Fellini.
A Bratislava, la mostra è allestita in una galleria “a cielo aperto”: immagini in grande formato in 50 citylight posizionati nelle strade del centro, un inedito ed originale allestimento che la rende fruibile ad un pubblico molto ampio, a tutti coloro che dopo il periodo di “quarantena” stanno gradualmente tornando a godersi la città.
Le locandine, le fotobuste e i manifesti esposti portano i visitatori nel mitico mondo della Dolce Vita di via Veneto a Roma, dei paparazzi, dell’Italia del boom economico, di Marcello Mastroianni, Sophia Loren, Giulietta Masina, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e dei tanti divi del cinema che hanno caratterizzato una stagione irripetibile, dove l’Italia cercava di lasciarsi alle spalle le ferite della guerra.
Insieme ai materiali collegati ai film di Fellini, ne sono esposti altri di pellicole uscite nel periodo in cui il grande cineasta riminese creava i suoi capolavori: è quindi interessante vedere il parallelo anche con i lavori di Luchino Visconti, Dino Risi, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Ettore Scola, Mario Monicelli, Marco Bellocchio e altri che hanno fatto la storia del grande cinema italiano.
Guardando il tutto emerge un Paese che ha voglia di spensieratezza e di divertirsi, di andare in vacanza, ma anche un popolo che durante il benessere crescente comincia a porsi interrogativi che porteranno alla contestazione del ’68.
In più manifesti compare Alberto Sordi, attore molto rappresentativo dell'italianità e nato appena 5 mesi dopo Fellini.
Proprio a Fellini si deve che l’Italia, per tutto il mondo, sia diventata il Paese della Dolce vita; pochi artisti sono riusciti a rappresentare l’intera storia dell’Italia come ha fatto Fellini, Maestro capace di inventare un mondo intero, creando un immaginario in grado non solo di raccontare la propria generazione, ma anche di capire quello che sarebbe successo dopo.
Fellini, con le sue pellicole, ha mostrato come, viaggiando a ritroso nel tempo, si possano trovare suggerimenti per comprendere il presente. La sua eredità è ancora dinamica e viva nel linguaggio artistico e creativo di oggi.
L’Archivio Enrico Minisini, composto da decine di migliaia di materiali originali su carta, collegati alla promozione di film italiani, in particolare degli anni ’50, ‘60 e ’70, collabora da anni con istituzioni e musei per la realizzazione di eventi, tra questi si ricorda anche un’esposizione tenuta a Miliano in occasione dell’Expo 2015.
La mostra, che si svolge sotto il patrocinio del Presidente della Regione di Žilina, Erika Jurinová, si aprirà il 22 maggio e sarà allestita sino al 12 luglio, rappresentando uno degli eventi di maggior rilievo della tredicesima edizione del festival italiano in Slovacchia “Dolce vitaj”.
Il festival si apre proprio oggi e continuerà fino al 2 giugno. Giunta alla sua tredicesima edizione, la rassegna dal 2007 presenta ogni anno le eccellenze culturali, il Made in Italy e lo stile di vita italiano in Slovacchia. Il nome del Festival richiama chiaramente il noto film di Fellini, evocando al tempo stesso la parola “vitaj” che in slovacco significa “benvenuto”. La manifestazione nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura e l’Ambasciata d’Italia a Bratislava, la Camera di Commercio Italo-Slovacca ed alcune aziende italiane operanti nel Paese. (aise)


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