FERNANDO BOTERO A BOLOGNA

FERNANDO BOTERO A BOLOGNA

Fernando Botero, Flying trapeze, 2007. Matita su carta, 30x40 cm. Collezione privata dell'artista

BOLOGNA\ aise\ - La stagione autunnale si preannuncia emozionante per i visitatori di Palazzo Pallavicini a Bologna: le suggestive sale della splendida struttura storica bolognese, in Via San Felice, a pochi passi dalle Due Torri e da Piazza Maggiore, ospiteranno sino al 12 gennaio 2020 un’importante esposizione dedicata all’artista colombiano Fernando Botero (1932).
La mostra, promossa dal Gruppo Pallavicini S.r.l, composto da Chiara Campagnoli, Deborah Petroni e Rubens Fogacci, è curata da Francesca Bogliolo insieme all’artista.
Il corpus della mostra è costituito da 50 opere uniche mai viste prima nel capoluogo emiliano, comprendenti una serie di disegni realizzati a tecnica mista e un pregiato insieme di acquerelli a colori su tela. L’esposizione, articolata in sei sezioni, rispetta i temi cari all’artista e pone la sua attenzione all’occhio poetico che questi è capace di posare sul mondo, regalando una bellezza fatta di volumi abbondanti, colori avvolgenti e iconografie originali. Un visionario inno all’esistenza che approfondisce il disegno inteso come fondamento della forma, primario e imprescindibile strumento di bellezza.
Tra i soggetti selezionati compaiono personaggi legati alla tauromachia e al circo, silenti ed equilibrate nature morte, delicati nudi, personalità religiose, individui colti nella propria quotidianità: una rassegna visiva che tiene conto dell’intensa ricerca visiva di Botero, tesa all’affermazione del suo caratteristico linguaggio.
Tra le opere esposte si nascondono i segreti della vita, celati sotto presenze dai volumi corpulenti, persone o oggetti in attesa di un movimento casuale o volontario. In perfetto equilibrio tra ironia e nostalgia, atmosfere oniriche e realtà fiabesca, classicità italiana e cultura sudamericana, l’arte di Botero risulta creatrice e portatrice di uno stile figurativo e personale, capace senza indugio anche in questa occasione di coinvolgere e affascinare chi guarda.
Libertà creativa e monumentalità rappresentano il fil rouge dell’esposizione, il cui allestimento è stato progettato con l’Accademia di Belle Arti di Bologna diretta da Enrico Fornaroli e realizzato in collaborazione con il Biennio specialistico in Scenografia e allestimenti degli spazi espositivi e museali grazie ai docenti Enrico Aceti, Rosanna Fioravanti, Michele Chiari ed Erasmo Masetti, insieme agli studenti Alessandro Barbera, Larissa Candido Bergamaschi, Cecilia Giovine, Ester Grigoli, Sarah Menichini, Bianca Piacentini, Rossella Pisani, Elena Romagnani e Tatiana Sànchez Sandoval. (aise)


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