“GUARDAMI! SONO UNA STORIA…”: I PORTAROLI DEL PITOCCHETTO A FERRARA

“GUARDAMI! SONO UNA STORIA…”: I PORTAROLI DEL PITOCCHETTO A FERRARA

FERRARA\ aise\ - Si è aperta venerdì, 10 luglio, e continuerà sino al 4 ottobre alla Pinacoteca di Ferrara la mostra “Guardami! Sono una storia…I Portaroli del Pitocchetto”, prima di una serie di tre mostre dossier previste presso la Pinacoteca Nazionale di Ferrara sino al marzo 2021, che propongono una riflessione approfondita su singole opere provenienti da musei italiani, invitando il pubblico ad osservarle di volta in volta accuratamente e a conoscere il lavoro di studio, organizzazione scientifica e comunicazione culturale nell’ambito museale ed universitario.
Il progetto, organizzato in partenariato con la Rete dei Musei Nazionali, in particolare la Pinacoteca di Brera, le Gallerie Nazionali di Arte Antica - Galleria Corsini di Roma e i Musei Reali di Torino, è frutto della collaborazione fra le Gallerie Estensi e il Laboratorio DiDiArt del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara.
Alle fasi di ricerca, progettazione e organizzazione hanno partecipato giovani studiosi e studenti di UniFe con la supervisione dei funzionari delle Gallerie Nazionali e di alcuni componenti del Comitato Scientifico del Laboratorio. Gli studenti hanno avuto modo di accostarsi alla vita del museo e di studiare a contatto diretto con chi da anni lavora alle Gallerie e ha messo generosamente a disposizione la propria esperienza.
“Con queste mostre vogliamo proporre la pittura come narrazione”, spiega la direttrice delle Gallerie Estensi, Martina Bagnoli. “Le mostre sono incentrate su dipinti importanti della storia dell’arte e sono nate per far apprezzare al pubblico l'analisi dettagliata e metodica dell'opera d'arte. Lo spettatore è incoraggiato a scoprire tutto quello che un dipinto racconta di un periodo storico, di un soggetto iconografico, di uno stile pittorico, del rapporto con lo spettatore. Questi piccoli eventi espostivi sono nati per insegnare al pubblico a rallentare lo sguardo. Sono anche l’occasione per formare dei curatori in erba. Infatti la mostra è curata dagli studenti del Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Ferrara, che ne hanno seguito ogni fase, dall'allestimento alla scrittura dei testi, dalla comunicazione alla didattica e hanno avuto occasione di apprezzare da vicino il lavoro di studio, organizzazione scientifica e comunicazione culturale che il museo impone”.
La prima delle tre occasioni espositive vede protagonisti i due Portaroli realizzati negli anni Trenta del Settecento da Giacomo Ceruti, detto il Pitocchetto, provenienti dalla Pinacoteca di Brera. Le opere, riconosciute come il punto più alto della produzione a soggetto pauperistico del pittore, raffigurano due giovani pitocchi, ragazzi di strada impiegati in umili lavori, figure chiave dell’originale accezione di “pittura della realtà” del grande artista, che si inserisce nella tradizione del naturalismo lombardo con un’attenzione al modello in grado di creare quasi un nuovo genere pittorico sospeso fra la scena popolare e il ritratto.
A guidare i visitatori in questa esperienza di osservazione approfondita delle opere, destinata a far emergere le loro qualità stilistiche e la loro storia, sono stati realizzati i vari apparati, in un seminario che ha coinvolto giovani studiosi e studenti.
Un video di approfondimento e alcuni testi scientifici, con due narratori di eccezione, accompagnano gli spettatori all’incontro con le opere, illustrandone lo stile, la storia, il rapporto con la tradizione artistica, illuminando i dettagli e proponendo, infine, un’inedita attualizzazione dei soggetti rappresentati.
La mostra di Ferrara è anche l’occasione per uno scambio tra Musei Statali Autonomi: le Gallerie Estensi di Modena presteranno infatti nello stesso periodo alla Pinacoteca di Brera due dipinti di Cristoforo Munari: Natura morta con violino e Natura morta con cesto di fiori, brocca di porcellana cinese e frutta, che saranno esposti a Brera nella sala 36 del museo al posto dei Ceruti e saranno presentati al pubblico a partire dal 14 luglio fino al 4 ottobre 2020. Uno scambio di prestiti che rientra nell'ambito di una partnership fra istituzioni culturali, in particolare tra Musei Statati Autonomi tesa a valorizzare le reciproche collezioni. (aise)


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