"IL NIDO DEGLI UCCELLI": A MELBOURNE IL ’68 NEGLI SCATTI DI GABRIELE MILELLI

"IL NIDO DEGLI UCCELLI": A MELBOURNE IL ’68 NEGLI SCATTI DI GABRIELE MILELLI

MELBOURNE\ aise\ - In occasione del 50esimo anniversario della stagione di fermento sociale e culturale che si manifestò in Europa nel 1968, l'Istituto Italiano di Cultura di Melbourne ospita dallo scorso mese di novembre "Il nido degli Uccelli"/'68. Dispositivi Scenici in Movimento (1963-1968), mostra fotografica a cura di Fabrizio Urettini. Le foto, in mostra nello Stato australiano del Victoria sino al 15 febbraio, sono state scattate a Sant'Ivo alla Sapienza da Gabriele Milelli, all'epoca dei fatti giovane studente di Architettura.
La mostra, come spiega il curatore, è un tentativo di sintesi, attraverso dispositivi e immagini inedite, del quinquennio di mobilitazioni studentesche tra il 1963 e il 1968 a Roma. Senza voler fornire l'ennesima lettura politica di quella stagione di protesta ci siamo soffermati su alcune forme espressive, come la prima occupazione dell'Università di Roma nel 1963 e poi gli happening del collettivo "Gli Uccelli", che ci sono sembrate significative per raccontare le trasformazioni radicali che investono non solo gli usi e i costumi ma anche i linguaggi della politica. L'occupazione degli atenei, l'happening permanente, la manifestazione-spettacolo, il teatro-guerriglia, la radicalizzazione politica costituiscono alcune delle forme di sperimentazione di un nuovo modo di occupare la piazza fino ad allora sconosciuto. Un "soggetto collettivo in movimento" e una ribellione generazionale che si esprimerà anche attraverso la creazione di spazi fisici in cui praticare quotidianamente esperienze di gruppo. «Mangiare insieme, vivere insieme, una permanente dimensione collettiva di militanza»: queste esperienze contribuiranno a trasformare profondamente l’immaginario sociale dei giovani della seconda metà degli anni Sessanta, a Roma come a Berkeley, a Berlino come a Praga, contribuendo alla nascita di una nuova radicalità e di movimenti impegnati nella lotta per una società nuova. Si è soliti considerare l’esistenza di due movimenti, uno tutto politico e l’altro tutto contro-culturale. Tuttavia, negli slogan come nelle pratiche politiche quotidiane in uso durante le occupazioni universitarie, è evidente l'esistenza di un file rouge che unisce i due percorsi, che si contaminano a vicenda. È per questo che la mostra li presenta insieme: con le sequenze narrative che mostrano la furia distruttrice dell'assedio di Giurisprudenza raccontiamo il passaggio dal disordinato dominio delle assemblee alla nascita dell’estetica del conflitto; si arriva quindi all’occupazione della lanterna di Sant’Ivo alla Sapienza da parte del gruppo degli “Uccelli”, con l’affacciarsi di dispositivi scenici che danno vita allo sconfinamento tra arte e politica. Il tutto attraverso la lente della Leica di Gabriele Milelli, all'epoca dei fatti giovane studente di Architettura a Roma, che ha custodito per 50 anni intatto un archivio di immagini ancora totalmente inedito. (aise)


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