“LA RAGAZZA CON LA LEICA”: HELENA JANECZEK A ZURIGO

“LA RAGAZZA CON LA LEICA”: HELENA JANECZEK A ZURIGO

ZURIGO\ aise\ - La scrittrice Helena Janeczek presenta a Zurigo presso il Literaturhaus il suo libro "La ragazza con la leica", ed. Guanda, vicitore del Premio Strega 2018, recentemente tradotto in tedesco con il titolo "Das Mädchen mit der Leica", ed. Berlin Verlag.
L'evento si terrà il 16 marzo alle ore 19.30, presso la Literaturhaus Zürich che lo ha organizzato in collaborazione con l'Istituto Italiano di Cultura di Zurigo.
Il libro racconta la vita di Gerda Taro, una ragazza ribelle, del suo amore con Robert Capa, dell'avventura di fotografare e della gioia di vivere nella Parigi degli anni Trenta. Modera in italiano e tedesco lo scrittore Franco Supino.
Il 1° agosto 1937 una sfilata piena di bandiere rosse attraversa Parigi. È il corteo funebre per Gerda Taro, la prima fotografa caduta su un campo di battaglia. Proprio quel giorno, avrebbe compiuto ventisette anni. Robert Capa, in prima fila, è distrutto: erano stati felici insieme, lui le aveva insegnato a usare la Leica e poi erano partiti tutti e due per la Guerra di Spagna. Nella folla seguono altri che sono legati a Gerda da molto prima che diventasse la ragazza di Capa: Ruth Cerf, l’amica di Lipsia, con cui ha vissuto i tempi più duri a Parigi dopo la fuga dalla Germania; Willy Chardack, che si è accontentato del ruolo di cavalier servente da quando l’irresistibile ragazza gli ha preferito Georg Kuritzkes, impegnato a combattere nelle Brigate Internazionali. Per tutti Gerda rimarrà una presenza più forte e viva della celebrata eroina antifascista: Gerda li ha spesso delusi e feriti, ma la sua gioia di vivere, la sua sete di libertà sono scintille capaci di riaccendersi anche a distanza di decenni. Basta una telefonata intercontinentale tra Willy e Georg, che si sentono per tutt’altro motivo, a dare l’avvio a un romanzo caleidoscopico, costruito sulle fonti originali, del quale Gerda è il cuore pulsante. È il suo battito a tenere insieme un flusso che allaccia epoche e luoghi lontani, restituendo vita alle istantanee di questi ragazzi degli anni Trenta alle prese con la crisi economica, l’ascesa del nazismo, l’ostilità verso i rifugiati che in Francia colpiva soprattutto chi era ebreo e di sinistra, come loro. Ma per chi l’ha amata, quella giovinezza resta il tempo in cui, finché Gerda è vissuta, tutto sembrava ancora possibile.
Helena Janeczek, nata a Monaco di Baviera in una famiglia ebreo-polacca, vive in Italia da oltre trent’anni. È autrice dei romanzi "Cibo" (Mondadori, 2002), "Le rondini di Montecassin" (Guanda, 2010), finalista al Premio Comisso e vincitore del Premio Napoli, del Premio Sandro Onofri e del Premio Pisa, e "Lezioni di tenebra" (Guanda, 2011). (aise)


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