“LEGGENDE GROENLANDESI” NELLE LIBRERIE ITALIANE CON IPERBOREA

“LEGGENDE GROENLANDESI” NELLE LIBRERIE ITALIANE CON IPERBOREA

MILANO\ aise\ - La serie di Iperborea sulle fiabe e leggende nordiche prosegue con una raccolta dedicata alla Groenlandia, la remota terra danese prossima al Canada artico, patria della misteriosa cultura inuit. È nelle librerie italiane dal 18 novembre scorso “Leggende Groenlandesi” (pp.256, euro 16,50), con la traduzione di Bruno Berni e le illustrazioni di Federica Bordoni.
Un’isola enorme, la più grande del globo, con i suoi insediamenti sparsi e piccolissimi, unica dimensione sociale possibile per un’umanità che deve fare i conti con i ghiacci del Nord più estremo: questo il paesaggio che fa da sfondo alle storie della tradizione popolare groenlandese. I principi, le fate, le fanciulle da salvare e i regni da conquistare delle fiabe europee sono lontani un mondo intero; al centro, qui, c’è la dura quotidianità della sopravvivenza, filtrata attraverso strati ancestrali di miti e animismo che trasfigurano foche, narvali, beluga e trichechi – prede importanti per il sostentamento del popolo inuit – umanizzandoli, trasformandoli perfino in dimore per le anime di coloro che sanno tornare dalla morte.
Le due grandi figure nodali, spesso sovrapposte, sono il cacciatore, capace di sfamare la sua comunità, e lo sciamano, che grazie a un duro apprendistato sa farsi intermediario tra l’uomo e le entità della natura che abita. Attorno a loro, spiriti ausiliari, giganti e nani di montagna, donne che sposano volpi e balene, orfani maltrattati che trovano la loro meritata rivalsa e vecchie mangiatrici di polmoni umani, tra arrampicate verso il paese dei morti in cielo, discese in un aldilà marino, visite all’uomo della luna, antichi codici da osservare, armi portentose e l’onnipresente kayak.
Raccolte un secolo fa dal grande esploratore e antropologo Knud Rasmussen e trascritte in danese, la lingua del governo centrale, le “Leggende groenlandesi” consegnano intatto il millenario confronto di questo popolo dei ghiacci con una natura matrigna, fatto di paura ma anche di un ricco e originale immaginario con cui superarla. (aise)


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