L’IIC DI MONTREAL CELEBRA IL GIORNO DELLA MEMORIA CON LA TAVOLA ROTONDA “DES HISTOIRES À L’HISTOIRE: JUIF.VE.S SÉPHARADES, MÉMOIRES ET PRATIQUES DOCUMENTAIRES”

L’IIC di Montreal celebra il Giorno della Memoria con la tavola rotonda “Des histoires à l’Histoire: juif.ve.s sépharades, mémoires et pratiques documentaires”

MONTREAL\ aise\ - Che cos’è il “Giorno della Memoria”? Il 27 gennaio 1945 segnò la demolizione dei cancelli del campo di concentramento di Auschwitz. Così, come dichiarato dall’articolo 1 della legge del 20 luglio 2000, n. 211, “La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati”.
In occasione del “Giorno della Memoria 2021”, l’Istituto Italiano di Cultura di Montréal e il Collectif Judéité(s) hanno organizzato una tavola rotonda on line dedicata al tema “Des histoires à l’Histoire: juif.ve.s sépharades, mémoires et pratiques documentaires”. La conferenza si terrà lunedì 25 gennaio, a partire dalle 14:30 ora locale (le 20:30 in Italia).
Durante l’esposizione “La parole transmise”, che sarà virtualmente disponibile tra febbraio e marzo 2021, l’artista visivo Alessio Mazzaro ci invita a scoprire la diaspora ebraica marocchina attraverso un percorso polifonico, fatto di storie, dialoghi, immagini e suoni. Le parole e le storie raccolte dall’artista e la loro messa in scena legano le storie degli ebrei e delle ebree sefarditi alla grande storia di migrazioni e spostamenti che li attraversa, tra Casablanca, Parigi e Montréal.
A titolo di introduzione alla mostra, questa tavola rotonda sarà un’opportunità per conoscere ed esplorare le questioni storiche e socio-antropologiche della diaspora ebraica marocchina e per ritornare sul percorso artistico di Mazzaro attraverso una riflessione sulla pratica documentaria come modo di ascoltare e rappresentare una comunità, le sue storie e la sua storia. Attraverso il filo conduttore della parola, della storia e della memoria e la loro connessione con lo spazio e il tempo, scienze sociali e arte saranno in dialogo grazie alla presenza della sociologa Emanuela Trevisan Semi (Università di Ca’ Foscari, Venezia), della storica Yolande Cohen (Université du Québec à Montréal), del curatore Théo-Mario Coppola e dell’artista Alessio Mazzaro. Francesco D’Arelli, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, presenterà la tavola rotonda e Valentina Gaddi (Université de Montréal) modererà l’incontro.
Emanuela Trevisan è ricercatrice in Ebraico moderno e studi ebraici presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È stata fino al 2017 coordinatrice del Master Europeo Crossing the Mediterranean del progetto EU-MES (Sustainability between people and Territory in the Mediterranean) finanziato da EACEA. I suoi interessi di ricerca riguardano gli ebrei in Marocco, i caraiti e gli ebrei etiopi e la marginalità nella società israeliana. I suoi ultimi libri sono Taamrat Emmanuel, un intellettuale ebreo etiope tra colonizzati e colonizzatori, edizioni CPL, Primo Levi Center New York, 2018; e (con Hanane Sekkat Hatimi) Mémoire et représentations des juifs au Maroc: les voisins absents de Meknès, Paris, Publisud, 2011. Ha inoltre curato Conversioni all’ebraismo, Roma, Bonanno, 2016 e (con Dario Miccoli, Tudor Parfitt) Memory and Ethnicity, Ethnic Museums in Israel and the Diaspora, Cambridge, Cambridge Scholars Publishers, 2013.
Yolande Cohen è professoressa al Département d’histoire de l’Université du Québec à Montréal e dirige Storia, donne, genere e migrazioni (www.hfgm.uqam.ca). È autrice di numerosi studi sugli ebrei del Marocco durante il periodo postcoloniale e in Québec. In particolare, ha curato il libro collettivo Les Sépharades du Québec. Parcours d’exils nord-africains (Montréal, Del Busso Éditeur, 2017).
Théo-Mario Coppola è un curatore indipendente e scrittore d’arte. All'incrocio tra empatia e attivismo, la sua pratica curatoriale fa appello a forme sperimentali, narrative, politiche basate sulla ricerca. Théo-Mario ha fondato e curato “Hotel Europa”, una serie annuale di mostre e programmi (Vilnius, Lituania nel 2017, Bruxelles, Belgio nel 2018 e Tbilisi, Georgia nel 2019). Nel 2018 ha curato la terza edizione del festival d’arte Nuit Blanche a Villa Medici a Roma. Théo-Mario è stato inoltre nominato curatore dell’undicesima edizione della Biennale Momentum che si svolgerà nel 2021 a Moss, Norvegia.
Alessio Mazzaro è artista, ingegnere ambientale e ricercatore di storie. Vincitore della borsa di ricerca ECF Courageous Citizens, è stato artista in residenza presso la Cité internationale des Arts (Parigi, 2017) e la Residencia Artistica Faap e Pivo (San Paolo, 2019 e 2020). Ha collaborato con il Center for Global Migration Studies e il Max Plack Institute per la diversità etnica e religiosa a Göttingen (DE). Alessio è stato assistente di Petrit Halilaj e Flaka Haliti alla Biennale d’arte di Venezia. Attraverso pratiche documentarie e performance, lavora al confine tra performer, spettatore e testimone, e interroga, nello spazio pubblico, la capacità d’agire del cittadino sulla realtà e l’arte.
Valentina Gaddi è dottoranda in sociologia all’Université de Montréal e vanta una borsa di studio del programma internazionale IRTG-Diversity. Attraverso un approccio etnografico, la sua tesi esplora la costruzione identitaria delle donne ebree chassidiche di Montréal, all’incrocio tra genere, religione, razza e classe. Più ampiamente, si interessa di questioni di pluralismo, relazioni etniche e il ruolo della religione e dell’individuo credente nelle nostre società contemporanee. Valentina coordina inoltre il Collectif Judéité(s), un raggruppamento interuniversitario di studenti e studentesse e giovani ricercatori e ricercatrici, le cui ricerche sono connesse all’ebraicità. Adepta dell’approccio etnografico, le piace combinare prospettiva sociologica e approccio artistico per meglio comunicare i risultati delle sue ricerche. (aise) 

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