L’IIC DI PECHINO CELEBRA IL GIORNO DELLA MEMORIA 2021

L’IIC di Pechino celebra il Giorno della Memoria 2021

PECHINO\ aise\ - Il 27 gennaio 1945 i soldati dell’Armata Rossa abbattevano i cancelli di Auschwitz e liberavano i prigionieri sopravvissuti allo sterminio del campo nazista. Le truppe liberatrici, entrando nel campo di Auschwitz-Birkenau, scoprirono e svelarono al mondo intero il più atroce orrore della storia dell'umanità: la Shoah. Dalla fine degli anni ’30 al 1945 in Europa furono deportati e uccisi circa sei milioni di ebrei.
Con una legge del 20 luglio 2000, la Repubblica italiana ha istituito il Giorno della Memoria e nel primo articolo riconosce il 27 gennaio come data simbolica per "ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati".
La legge che istituisce il Giorno della Memoria cerca di prendere in carico il ricordo tremendo di quanto è accaduto e la responsabilità preventiva della nostra comunità e di quella europea in generale nei confronti del futuro. Lo scopo indicato dalla legge nell’articolo 2, è proprio quello di "conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinché simili eventi non possano mai più accadere".
L’Istituto Italiano di Cultura di Pechino partecipa alla commemorazione del Giorno della Memoria 2021, presentando in streaming al suo pubblico due appuntamenti: il concerto “Lunga vita alla vita”, che presenta il patrimonio musicale nato nei campi di concentramento e ritrovato dal pianista italiano Francesco Lotoro, e la proiezione del film di Andrea e Antonio Frazzi “Il cielo cade”.
Il concerto “Lunga vita alla Vita!”, prodotto dalla Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria e dalla società INTERGEA, è un tributo alla memoria di uomini e donne, di ogni nazionalità, cultura ed estrazione sociale, che nei campi di concentramento civili e militari, campi di lavori forzati e sterminio aperti dal 1933 al 1953, sono state private dei più elementari diritti umani o hanno perso la vita.
Il Concerto è testimonianza di un patrimonio musicale nato in quei luoghi come un fiore in mezzo al deserto; un tesoro artistico e umano riportato alla luce dal pianista italiano Francesco Lotoro, che negli ultimi 33 anni ha recuperato più di ottomila partiture musicali, un’eredità che attende di essere studiata, eseguita, divulgata poiché custodisce le preziose orme di esseri viventi che facendo musica hanno sperato in un futuro migliore.
Il concerto riporta in vita tanta musica che racconta delle aspirazioni di esseri umani che sono stati capaci di ribaltare la realtà di lager e gulag.
I musicisti che hanno prodotto musica nei campi, noti o del tutto anonimi, erano non solo dotati di genio e talento ma anche di smisurata fede nell’umanità.
Nato nel 1964 a Barletta, Francesco Lotoro è pianista, compositore e direttore d'orchestra oltre ad essere docente di pianoforte presso il Conservatorio “Niccolò Piccinni" di Bari. Presso questo stesso istituto ha conseguito il diploma di pianoforte, continuando poi i suoi studi di pianoforte con Kornel Zempleny e Laszlo Almasy presso la "F. Liszt" Music Academy di Budapest, e perfezionandosi con i maestri Viktor Merzhanov, Tamas Vasary e Aldo Ciccolini. Attivo come compositore, é autore di numerosi volumi di musicologia. Nel 1995 ha fondato l'Orchestra Musica Judaica.
Negli ultimi trent’anni, è stato instancabilmente impegnato nel recupero, studio, revisione, archiviazione, esecuzione, registrazione e promozione di migliaia di opere di musica concentrazionaria. Ha recuperato oltre 8.000 partiture, prodotte nei campi di concentramento, sterminio e prigionia civili e militari di tutto il mondo tra il 1933 (apertura della KZ Dachau) al 1953 (morte di Joseph Stalin e amnistia per i prigionieri dei Gulag), cioè dall'ascesa del nazionalsocialismo alla fine dello stalinismo sovietico, 12.500 documenti di produzione musicale nei campi (microfilm, diari, quaderni musicali, registrazioni fonografiche, interviste con musicisti sopravvissuti) e 3000 pubblicazioni universitarie, saggi di musica concentrazionaria e saggi musicali prodotti nei campi. Un archivio unico al mondo creato viaggiando e incontrando ovunque autori e custodi di queste preziose testimonianze.
È autore, come pianista, organista, direttore, dell'Enciclopedia in 24 volumi CD KZ Musik (Musikstrasse - ICML), contenente 407 opere scritte in cattività civile e militare durante la seconda guerra mondiale, e dell'Antologia della musica concentrata. Attualmente sta lavorando all'edizione dell'Enciclopedia The saurus Musica e Concentrationaria e, un'opera monumentale in più volumi dedicata alla musica scritta nei campi di concentramento e a tutti i relativi compositori. Questa immensa eredità artistica e umana che Francesco Lotoro è riuscito a raccogliere, è alla base della Fondazione Istituto di Letteratura Musicale Concentrazionaria, creata nel 2014 dal musicista con un piccolo gruppo di altri soci fondatori a Barletta, la città pugliese dove verrà creata la Cittadella della Musica Concentrazionaria.
Il lavoro svolto finora da Lotoro nel campo della musica concentrata ha suscitato un ampio interesse e riconoscimento a livello internazionale: nel 2013 il Ministero della Cultura francese lo ha nominato Chevalier de l'Ordre des Arts et Lettres, seguito nel 2014 da il titolo di Cavaliere dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana conferito dal presidente italiano Sergio Mattarella. Attualmente è impegnato nel progetto 100 VIAGGI ideato da Donatella Altieri, alla ricerca degli ultimi musicisti sopravvissuti e delle loro opere.
Il concerto “Lunga vita alla Vita!” sarà trasmesso in diretta streaming alle ore 19 del 27 gennaio. Con Francesco Lotoro, fanno parte dell’organico del concerto anche Anna Maria Stella Pansini, Angelo De Leonardis, Nicola Sette, Paolo Candido, Fabrizio Signorile, Liliana Corsignano, Francesco Capuano, Elia Ranieri e Dominga Damato.
Si terrà invece l’indomani, 28 gennaio, sempre alle ore 19, la proiezione del film “Il cielo cade” di Andrea e Antonio Frazzi, che sarà presentato, su prenotazione, in lingua italiana con sottotitoli in cinese.
Tratto dall’omonimo romanzo autobiografico della regista Lorenza Mazzetti, con le musiche di Luis Bacalov, il film è interpretato da Isabella Rossellini, Jeroen Krabbe, Barbara Enrichi e Gianna Giochetti.
La pellicola racconta di due sorelle, Penny e Baby, che in tenera età perdono i genitori e vengono affidate agli zii aristocratici che vivono in una grande casa in campagna. La sorella della mamma (un’intensa Isabella Rossellini) accoglie con affetto le due bambine, mentre il marito, un intellettuale tedesco, è più rigido e severo. Le due bambine riescono ad ambientarsi e a fare amicizia con i figli dei contadini che faranno scoprire loro un mondo nuovo, pieno di emozioni, a contatto con la natura. Ma le vicende politiche raggiungono quell’oasi di pace.
In conformità alle indicazioni delle autorità competenti in materia di prevenzione e controllo epidemiologico, l’accesso alla sala dell’Istituto sarà consentito ad un numero ristretto di spettatori, solo tramite prenotazione online e previo rilevamento della temperatura corporea e controllo dell’app Health Kit al momento dell’ingresso in sala. In sala, le sedute verranno posizionate in modo da assicurare il mantenimento di almeno un metro di distanza tra gli spettatori. Durante tutta la durata dell’evento sarà inoltre richiesto agli spettatori l’uso della mascherina.
In caso di impedimento a partecipare, si prega di cancellare la propria prenotazione almeno 24 ore prima dell’evento inviando una mail a iicpechino@qq.com. (aise) 

Newsletter
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli
Archivi