“PROTAGONISTI”: I RITRATTI DI SANDRO BECCHETTI IN MOSTRA A CASTIGLIONE DEL LAGO

“PROTAGONISTI”: I RITRATTI DI SANDRO BECCHETTI IN MOSTRA A CASTIGLIONE DEL LAGO

PERUGIA\ aise\ - Le fotografie di Sandro Becchetti sono un viaggio fotografico nella storia della società e della cultura del nostro Paese, scandito dai volti di personaggi, noti e meno noti, della politica, dello spettacolo, dello sport, ritratti in oltre quaranta anni di attività da fotoreporter.
La fotografia di Becchetti entra nelle sale di Palazzo della Corgna a Castiglione del Lago con la mostra “Protagonisti” che sarà visitabile sino all'8 dicembre, in un percorso tra personaggi noti e meno noti, della politica, dello spettacolo, dello sport, ritratti in oltre quaranta anni di attività del fotoreporter romano per conto di quotidiani, periodici, agenzie di stampa nazionali e per riviste internazionali e televisioni. Questi si alternano a volti di perfetti sconosciuti mettendo a fuoco sguardi, particolari dell’abbigliamento o della corporeità, focus sulla partecipazione sociale, sul mondo del lavoro, sui disagi non solamente umani ma anche di animali e perfino di città.
Tra i personaggi “illustri” spiccano i ritratti di Federico Fellini, Alfred Hitchcock, Moira Orfei, Claudia Cardinale, Pier Paolo Pasolini, Andy Warhol, Joe Cocker, Ugo Tognazzi ed altri.
La mostra è promossa dal comune di Castiglione del Lago e organizzata da Sistema Museo e Cooperativa Lagodarte, in collaborazione con Aurora Group e con Gianna Bellavia.
Nato a Roma nel 1935, Sandro Becchetti inizia l'attività di fotografo professionista a partire dalla seconda metà degli anni Sessanta. Ha collaborato con periodici, quotidiani, agenzie di stampa nazionali, riviste internazionali e televisioni. Nella terra d’origine della sua famiglia, l’Umbria, ha trascorso gli ultimi anni di vita.
Protagonisti per Sandro Becchetti erano tanto i personaggi “famosi” che incontrava e immortalava in ambito lavorativo, quanto persone del tutto sconosciute che lo incuriosivano per strada, e grazie ai quali trovava ulteriori spunti di confronto e riflessione. Becchetti, però, ci stupisce: utilizzando un combinato disposto di sapiente tecnica fotografica in bianco e nero (metodo che a suo giudizio consentiva a ciascuno di poter dare la propria interpretazione dell’immagine) e una sensibilità decisamente fuori dal comune, ha eccelso proprio nel saper condensare in un singolo scatto l’anima più profonda del “protagonista”. Ad esempio Moira Orfei, il cui volto è immortalato ritratto su un manifesto affisso ad un bandone, ovvero l’icona che forse identifica più di tutte Moira Orfei con il Circo; o nel caso del celebre pugile Monzon, il cui volto reale per Becchetti non è il viso ma il pugno chiuso che lo ha reso un campione. (aise)


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