TIME IS OUT OF JOINT: LA GNAM DI ROMA A MADRID

TIME IS OUT OF JOINT: LA GNAM DI ROMA A MADRID

MADRID\ aise\ - La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma protagonista in Spagna. L’Istituto Italiano di Cultura di Madrid organizza infatti per domani, 6 febbraio, l’incontro "Time is Out of Joint: l'esperienza della Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea", sull’esperienza di gestione e l’approccio strategico della GNAM di Roma.
All’evento, che si terrà nella sede dell’Istituto a partire dalle ore 20.00, interverranno la direttrice Cristiana Collu, il commissario della mostra omonima, Saretto Cincinelli, e l’artista spagnolo Paco Cao. L’incontro si svolgerà in lingua italiana con traduzione simultanea ed ingresso libero fino a esaurimento posti.
L’incontro sarà anche l’occasione per presentare il Catalogo di Time is Out of Joint, che documenta il lavoro di trasformazione sfociato nel nuovo allestimento e raccoglie i contributi di filosofi, antropologi, scrittori e curatori che hanno deciso di accogliere le suggestioni teoriche ed estetiche poste dalla scelta curatoriale di una nuova museologia. Alla luce della nuova mostra Joint is Out of Time, inaugurata il 21 gennaio 2019, non mancano nuovi spunti di riflessione sul percorso di questo progetto.
Dal novembre 2015 Cristiana Collu è la direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma; nel 2015 ha diretto l’Istituto Superiore Regionale Etnografico di Nuoro, dal 2012 al 2015 il Mart - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e dal 1997 al 2012 il MAN - Museo d’Arte della Provincia di Nuoro.
Saretto Cincinelli è stato collaboratore di Flash Art (Milano) e Ars Mediterranea (Barcellona) e ha collaborato alla realizzazione della mostra Time is Out of Joint alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Fra le mostre recenti, si segnalano inoltre Il disegno del disegno al Museo del Novecento di Firenze nel 2018 e Joint is Out of Time di nuovo alla GNAM, 2019.
Paco Cao vive dal 1995 a New York, dove la sua opera è stata presentata e/o realizzata in collaborazione con istituzioni tali come il MoMA, il MET ed il Museo del Barrio di New York; altre sue mostre sono state organizzate con il Museo del Prado e il Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid, il MAN - Museo d’Arte della Provincia di Nuoro, il Mart - Museo d’Arte Moderna e Contemporanea di Trento e Rovereto e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma.
"Time is Out of Joint" è il principio con il quale la direttrice della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea, Cristiana Collu, ha deciso di riorganizzare e riallestire la collezione storica del museo che dal giugno 2016 dirige.
La frase, pronunciata da Amleto nel dramma di Shakespeare, è l’incipit attraverso il quale il nuovo allestimento esce dai cardini di un ordinamento cronologico e di una disposizione delle opere tutta interna a un impianto storicista e cerca una propria collocazione nel presente, a partire da una riflessione sulla funzione dell’istituzione museale, la sua relazione con il pubblico e la sua missione conservativa. Un gesto radicale volto a ripensare le condizioni della percezione e gli infiniti usi possibili delle opere, così sottratte – anche grazie a una generale ristrutturazione degli spazi nei quali l’elemento centrale è la luce – a una loro destinazione fissata dai cardini della storia dell’arte e ricollocate nel contesto di uno specifico interrogativo estetico rivolto all’arte.
La mostra "Joint is Out of Time", inaugurata il 21 gennaio scorso, con l’introduzione di nuove opere ha portato ad un’evoluzione di Time is Out of Joint (come esprime il gioco di double bind del titolo) in una relazione disgiuntiva tra due progetti che si configurano come momenti autonomi ma indissociabili di un unico processo: due momenti simultanei di un'operazione tesa a far emergere, contemporaneamente, da una parte la riserva d'avvenire custodita dalla prestigiosa collezione della Galleria Nazionale e, dall’altra, la profonda incidenza della memoria della storia dell’arte che anima le nuove opere in mostra. L’operazione ha esplicitato nuovamente la plasticità di un progetto pensato sin dall’origine in continua modulazione, un sistema aperto ad accogliere sfumature e tonalità diverse e complementari.
Intenso è stato il dibattito scaturito dalla presentazione pubblica di "Time is Out of Joint", che ha coinvolto tanto i settori accademici e universitari quanto il pubblico medesimo, chiamato a trovare i termini di una propria relazione con le opere disposte in una narrativa più elastica.
Oggi, ad una certa distanza da quella discussione, non esente dall’espressività di critiche talvolta anche molto accese, il Catalogo di "Time is Out of Joint" documenta il lavoro di trasformazione sfociato nel nuovo allestimento e raccoglie i contributi di filosofi, antropologi, scrittori e curatori che hanno deciso di accogliere le suggestioni teoriche ed estetiche poste dalla scelta curatoriale di una nuova museologia. Questo, anche attraverso la selezione di immagini del fotografo Fernando Guerra che restituisce il senso di una narrativa aperta e situata in uno spazio vivo e arioso nel quale lo spettatore potrà scegliere di cercare una propria collocazione.
Il catalogo di "Time is Out of Joint" diventa allora l’occasione per una riflessione a tutto tondo sulla collocazione dell’arte nei suoi usi contemporanei, a partire dai molteplici nessi che in questo libro emergono con l’insieme delle scienze sociali e delle altre forme della narrazione del presente, a partire dai contributi, tra gli altri, di Jacques Rancière, Franco Rella, Stefano Velotti, Giacomo Marramao, Antonello Negri, Annarosa Buttarelli, Pietro Montani, Tommaso Pincio, Valerio Magrelli, Elena Stancanelli, oltre a quelli degli stessi curatori Cristiana Collu e Saretto Cincinelli. (aise)


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