“Victoria Ocampo; mediatrice delle Arti tra Argentina e Italia. Il caso SUR”: il libro di Maria Victoria Streppone

VENEZIA\ aise\ - Pubblicato nel 2020 da Aracne, “Victoria Ocampo; mediatrice delle Arti tra Argentina e Italia. Il caso SUR” è un libro, frutto della tesi di dottorato inter-ateneo di Maria Victoria Streppone, svolta per le Università Ca’ Foscari di Venezia, IUAV e Università di Verona, alla scopo di mettere in luce la particolarità dei legami culturali e intellettuali tra Italia e Argentina.
La ricerca di Streppone esplora il campo della storia dell'arte e presenta al lettore italiano una sintesi puntuale del ruolo culturale di Victoria Ocampo (Buenos Aires 1890-1979), nota intellettuale argentina che a partire della seconda decade del Novecento prende in considerazione una varietà di autori e artisti da promuovere, in particolare attraverso la creazione della rivista “Sur” (1931-1992). Il risultato del lavoro di Streppone è un testo che offre un ampio bagaglio di materiali e numerose idee interpretative sulla base degli scritti della Ocampo, sulla bibliografia a lei dedicata e su un ampio parterre archivistico internazionale consultati dall’autrice: “Victoria Ocampo Papers, 1908 1979” (lettere, documenti, fotografie), divisi fra Harvard University e La Academia Argentina de Letras; l’Archivio storico Attilio Rossi di Milano; i Fondi Margherita Sarfatti e Luciano Baldessari, presso il MART di Rovereto ecc.
Il focus su Ocampo sospinge l’analisi entro le prospettive degli studi di genere e rispetto alle differenti situazioni d’interazione culturale, aprendo la questione della compatibilità sociale attraverso diverse relazioni estetiche nei confronti degli ambienti internazionali in quella che può essere senz’altro chiamata la “epoca d’oro” della cultura argentina.
In modo sistematico, la narrazione espone una comprensione interdisciplinare del periodo di forte rilievo artistico-culturale sviluppatosi a Buenos Aires tra il 1931 e il 1951. Mediante l’analisi del ruolo culturale di Victoria Ocampo e della rivista “Sur”, da lei creata e diretta, si indaga quel milieu intellettuale dal quale si sarebbero alimentati tempi e modi dell’apporto italiano per il panorama creativo della Argentina, in particolare per l’architettura, il cinema e le arti plastiche mediante personalità italiane del calibro di Alberto Sartoris, Cesare Zavattini, Vittorio De Sica e dell’artista milanese Attilio Rossi, residente a Buenos Aires tra 1935 e 1950.
La figura di Victoria Ocampo, considerata da Gillo Dorfles “la calamita dell’intellighenzia di quel grande Paese”, pur avendo una forte notorietà in Francia, Spagna e Sud America, rimane pressoché sconosciuta in Italia, sebbene questa importante intellettuale argentina abbia sempre dimostrato particolare affinità per il Paese di Dante Alighieri.
Laureata in architettura presso l’Università di Buenos Aires, dal 2006 fino al 2012 Maria Victoria Streppone ha partecipato a diversi progetti UBACyT di ricerca sul rapporto tra architettura e filosofia. Ha anche collaborato come assistente nella stessa Facoltà e ha coordinato mostre e workshop a Barcellona. Trasferita in Italia, consegue la laurea specialistica in Architettura presso l'Università IUAV di Venezia.
Le sue riflessioni teoriche nascono dalla ricerca che approfondisce i rapporti e le relazioni sovrapposte tra l'architettura e le discipline artistiche nella sua forma critica, così come sullo studio del patrimonio storico e culturale nella storiografia contemporanea. I suoi scritti sono stati pubblicati in Europa e America Latina.(aise)