“Da De Chirico a Chagall e oltre“: giganti del ‘900 alla 21Gallery di Villorba

TREVISO\ aise\ - Alcuni dei “giganti” dell’arte italiana e internazionale del XX secolo arrivano a Villorba, in provincia di Treviso, nelle sale di 21Gallery, per raccontare attraverso capolavori e opere inedite il senso della bellezza nella ricerca artistica contemporanea. La mostra “Da De Chirico a Chagall e oltre. Il senso della bellezza nell’arte contemporanea”, curata da Cesare Biasini Selvaggi, si terrà dal 28 maggio al 30 settembre e presenterà capolavori e opere inedite per la prima volta esposte al pubblico di venti grandi artisti del ‘900: Afro, Giacomo Balla, Alighiero Boetti, Valerio Adami, Carla Accardi, Marc Chagall, Enzo Cucchi, Giorgio de Chirico, Fortunato Depero, Piero Dorazio, Tano Festa, Lucio Fontana, Jannis Kounellis, Fernand Léger, Piero Pizzi Cannella, Agostino Bonalumi, Alberto Burri, Massimo Campigli e Giulio Turcato.
Il percorso espositivo composto da 37 opere è stato concepito per documentare come l’arte contemporanea non abbia fornito l’ennesima immagine della bellezza naturale, quanto piuttosto abbia insegnato a interpretare il mondo, a comporre ipotesi alternative per il presente, ovvero a conferirgli una diversa visibilità e possibilità di significato. Solo gli artisti del XX secolo sono riusciti a dimostrare come la bellezza sia qualcosa che risieda oltre i soli canoni estetici: è qualcosa che nasce dal profondo e che si può trovare anche nella cosa più piccola e insignificante sotto gli occhi di tutti. È un’esperienza totalizzante così forte da influenzare le proprie scelte e le proprie aspettative di vita.
Cercò bellezza nell’inconscio Giorgio de Chirico, autore della tela Ettore e Andromaca (1955). Per i futuristi invece non c’era alcuna bellezza se non nella velocità. La celebre avanguardia di Filippo Tommaso Marinetti è presente con gli inediti dipinti di Giacomo Balla dal titolo Marvele (1919 ca.) e di Fortunato Depero Personaggi capresi (1917 ca.), affiancati nel percorso espositivo dalla Composition-étude pour une peinture murale (1938) di Fernand Léger. Marc Chagall, dal canto suo, inseguì la bellezza del sogno, la sua purezza. È nella dimensione del sogno, infatti, che questo artista raggiunse la “vera” bellezza, che è insieme soprannaturale, magica, miracolosa, come testimonia il suo suggestivo dipinto in mostra Les Mariés sur fond bleu (1980-82).
Emerse nell’Informale una valorizzazione della “materia”, la sua pionieristica esplorazione per scoprirne la segreta bellezza nascosta. A cominciare dalla ricerca estetica di Alberto Burri, di cui è stato selezionato il catrame e olio su tela Composizione (1950). I Concetti spaziali che Lucio Fontana stesso definiva la fine dell’arte, erano in realtà la promessa del territorio di una nuova bellezza sconosciuta tutta da indagare. La ricerca di Fontana irrompe nelle sale di 21Gallery con la preziosa terracotta smaltata intitolata Crocifissione (1955-60), a cui segue il Senza titolo (2002) di Jannis Kounellis, un evocativo lavoro in lamiera di ferro, piombo, martello, sacco di juta, cavo d’acciaio, rete metallica e disegni. Tra le rarità della mostra, spicca di Alighiero Boetti 17 aprile 1972, eseguito nel 1968 in vernice industriale su legno. L’opera è un Date Painting dalla serie Le tre Marie risalente al 1968, anno di svolta e di allontanamento di Boetti dall’arte povera verso lavori ad alta valenza concettuale. Conclude il percorso espositivo una sezione rivolta al senso della bellezza nella ricerca artistica di undici autori della scena più recente, estremamente diversi fra loro per età, estrazione e mezzi espressivi: più che proporre esempi di bellezza essi ne mettono in rassegna tentativi di comprensione. Da Maurizio Savini a Mauro Di Silvestre, Francesca Marconi, il duo Eva Hide, Roberto Bernardi, Gonzalo Borondo, il duo Antonello Ghezzi, Giulio Frigo, Alessandro Giannì, Nicole Voltan e Luca Grimaldi. (aise)