I cavalieri di Marino Marini alla GAM di Genova Nervi

GENOVA\ aise\ - In occasione della riapertura della Galleria d’Arte Moderna di Genova Nervi con un riallestimento che propone un’inedita rilettura delle sue collezioni, il museo presenta, negli spazi espositivi destinati dal nuovo progetto museografico alle mostre temporanee, un’ampia antologica dell’artista toscano Marino Marini (Pistoia 1901 – Viareggio 1980), uno tra i più importanti e significativi scultori italiani del Novecento.
La mostra, a cura della Fondazione Marino Marini di Pistoia, sarà aperta al pubblico dal 23 luglio al 14 novembre prossimi.
L’esposizione, focalizzata sul principale archetipo della sua ricerca plastica, quel ciclo dei Cavalli e cavalieri cui diede avvio il San Giorgio e il drago, realizzato nel 1930-31 e conservato presso i Musei Civici di Monza, raccoglie non solo sculture dedicate a questo tema fondamentale della sua lunga e articolata esperienza artistica, ma anche opere su carta e dipinti. Il dialogo tra scultura e disegno – qui inquadrato in un ampio arco cronologico, ai cui estremi si collocano il gesso San Giacomo a cavallo del 1939 e la tempera su carta intelata Composizione del 1966 – attesta l’autonomia linguistica delle diverse forme espressive nell’arte di Marini, ma anche la loro coerente integrazione stilistica e culturale.
Altrettanto complesso appare il motivo ispiratore di queste opere che, provenienti per la gran parte dalle collezioni della Fondazione Marino Marini di Pistoia, ma anche da alcune importanti collezioni private, rivelano la coesistenza nell’opera dell’artista toscano di arcaismo e modernità. Sia nelle sculture sia nelle grafiche e nei dipinti, Marini riuscì infatti a far convivere i rimandi alla tradizione della scultura classica con un personale confronto con le tensioni avanguardistiche del suo tempo.
Con una libertà creativa che gli permise, senza ripetizioni o momenti di stanchezza, di sperimentare e replicare questo soggetto sino agli anni settanta, Marini progressivamente disgregò dunque i contorni figurativi dei suoi cavalli e cavalieri per dare maggiore evidenza alla distribuzione delle masse plastiche.
Se la sua ricerca evidenzia in questo ambito l’inclinazione a confrontarsi con le specificità tecniche di differenti materiali, dal bronzo alla terracotta, il suo impegno nel campo della grafica e della pittura mostra la sua peculiare versatilità espressiva e la sua capacità di rileggere in maniera innovativa i temi a lui cari e di riproporli attraverso inedite soluzioni formali.
La mostra che, ad anni di distanza dall’esposizione a lui dedicata a Genova nelle sale di Palazzo Bianco, propone una complessiva analisi delle fasi salienti del suo ricco percorso artistico, inaugura infine negli spazi della rinnovata Galleria d’Arte Moderna un calendario di mostre dedicate ad artisti italiani dell’Otto e del Novecento e alle principali tendenze espressive del periodo di ricerca documentato dalle collezioni del museo. (aise)