La musica sulle antiche vie della Puglia meridionale con la sesta edizione de "Il cammino celeste"

LECCE\ aise\ - Si apre oggi, 20 luglio, per proseguire sino al 26, nelle province di Lecce e Brindisi con tappa conclusiva al MarTa di Taranto torna, con la sua terza edizione, "Il cammino celeste".
Il Festival musicale e culturale nasce nel 2016 da un'idea di Giorgia Santoro, che cura la direzione artistica, e Luigi Del Prete con l'intento di valorizzare le vie percorse dai pellegrini in viaggio verso Gerusalemme nella Puglia meridionale, con particolare attenzione al percorso che dal porto di Brindisi conduce fino a Santa Maria di Leuca. I pellegrini percorrevano il prolungamento della Via Traiana che nel suo tratto sino ad Otranto assunse il nome di “Traiana Calabra”. Strada romana che si ricongiungeva alla “Sallentina”, altra antichissima strada greco-messapica prima e romana poi, che congiungeva Taranto a Otranto passando per Santa Maria de Finibus Terrae a Leuca.
I concerti ospiteranno Enea Sorini, Peppe Frana e Alessandro De Carolis con "La Vil Cornice. Dante e i trovatori" (20 luglio a Torchiarolo), Gaetano Simone e Pierluigi Ostuni con "Sostiene le Blanc" (21 luglio a Caprarica di Lecce), la presentazione di "La Mar", nuovo disco del trio La Cantiga de la Serena (Dodicilune) con Roberto Chiga e il danzatore Andrea De Siena (22 luglio a Giuggianello), Sabina Macculi e Leopoldo Saracino in "Dalla porta d'Oriente" (23 luglio a Torre Lapillo), "Bakhur" di Nabil Bey e Mirko Signorile con Massimo Colazzo (24 luglio a Tricase), "Il cedro e la rosa" di Fabrizio Piepoli (25 luglio a Patù). Ultimo appuntamento al MarTa di Taranto con La Cantiga de la Serena.
Ogni concerto sarà preceduto da un cammino o da una visita guidata lungo alcuni tratti delle Vie Francigene con il coordinamento del geografo Fabio Mitrotti. Tutti i concerti (tranne quello conclusivo) e i cammini (escluse le visite alla Cutura di Giuggianello e al MArTA di Taranto) sono a ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
Il Cammino Celeste è una produzione di Zero Nove Nove in collaborazione con le amministrazioni comunali di Torchiarolo, Porto Cesareo, Giuggianello, Caprarica di Lecce, Patù, Tricase con il patrocinio dell'Associazione europea delle vie Francigene e dell'Associazione Le Comunità ospitanti degli itinerari Francigeni della Puglia meridionale.
Programma concerti e cammini
La sesta edizione partirà martedì 20 luglio alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) sul Sagrato della Chiesa Madre di Torchiarolo con "La Vil Cornice. Dante e i trovatori" di Enea Sorini (voce, salterio, percussioni), Peppe Frana (oud, guinterna) e Alessandro De Carolis (flauti, traversa). Il filo rosso che unisce Dante e la tradizione trobadorica provenzale è tra le sfumature dell’opera del grande fiorentino che più hanno richiesto l’impegno intellettuale di generazioni di filologi. Le sue manifestazioni più esplicite, come la presenza di Arnaut Daniel nella settima cornice del purgatorio e il riferimento a Guiraut de Bornehl, Folquet de Marselha e altri nel Convivio e nel De Vulgari Eloquentia, si affiancano ad echi ambigui e dibattuti come la presunta citazione di Ventadorn nel Paradiso (Par. XX 73-75 “Quale allodoletta che n’aere si spazia..”), fugando ogni dubbio riguardo la consuetudine di Dante con la letteratura galloromanza. Il programma musicale esplora il repertorio superstite di quei trovatori che hanno trovato spazio nell’immaginario e nello studio dantesco, in particolare quei canti di amor cortese dalle peculiari metafore erotico-naturalistiche sui quali il giudizio estetico e quello morale del sommo poeta appaiono in conflitto, mediandosi nella condanna del lussurioso Arnaut al Purgatorio. L’influenza trobadorica si riverbera in ambiente fiorentino nelle ballate monodiche di autore anonimo databili già pochi anni dopo la morte di Dante, con particolare evidenza nell’utilizzo della tecnica del Sehnal: il nascondimento nell’incipit della composizione poetica del nome della dama a cui fu dedicata. Prima del concerto dalle 18 (prenotazione obbligatoria 3478227836 - walkinsalento@gmail.com) si potrà partecipare al Cammino che si snoda lungo la Via Francigena dal Santuario della Madonna di Galeano (luogo di ritrovo) e Torchiarolo, tra l'ombra degli oliveti e i profumi della macchia mediterranea alla scoperta di tesori nascosti.
Mercoledì 21 luglio nel Palazzo Baronale di Caprarica di Lecce alle 20 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) la serata si aprirà con la presentazione del libro “Il pellegrinaggio medievale. Cavalieri, santi e viandanti per le vie della Puglia” di Francesco De Cillis. Alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) la musica di Sostiene le Blanc, progetto di Gaetano Simone (viola da gamba) e Pierluigi Ostuni (tiorba, basso continuo). Hubert Le Blanc, eccentrico violista da gamba e dottore francese, nel 1740 scrive la “Défense de la basse de viole contre les enterprises du violon et les prétentions du violoncelle”. Nel suo trattato Le Blanc sostiene la causa della viola da gamba, come promesso nel titolo non lasciando spazio a dubbi: la prosa sta alla nuova, funambolica, irriverente musica italiana come la poesia sta alla nobile ed elegante musica dei maestri di viola da gamba. Il programma proposto rappresenta una panoramica dei più importanti compositori per viola da gamba, dal Rinascimento italiano al Barocco francese, dalle effervescenti atmosfere spagnole alle quelle melanconiche inglesi.
Giovedì 22 luglio alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) nel Giardino Botanico La Cutura a Giuggianello, La Cantiga de la Serena presenterà i brani di La Mar, nuovo disco firmato Dodicilune. Fabrizio Piepoli (voce, chitarra battente, santur, daff), Giorgia Santoro (flauto, flauto basso, bansuri, tin whistle, arpa celtica, cimbali), Adolfo La Volpe (oud, chitarra classica, chitarra portoghese, bouzouki irlandese), affiancati nel concerto dal percussionista Roberto Chiga e dal coreografo e danzatore Andrea De Siena, da anni si dedicano al recupero e alla rielaborazione della musica antica e tradizionale del bacino del Mediterraneo, promuovendo il dialogo culturale tra Occidente e Oriente. La Mar è una raccolta di canti appartenenti a diverse tradizioni musicali che hanno come motivo conduttore il mare, “la mar” in ladino. Questo terzo lavoro discografico forma insieme ai precedenti una “trilogia del mare” e delinea un viaggio immaginario lungo il quale antiche cantighe sefardite (espressione della cultura degli ebrei spagnoli) si intrecciano a canti tradizionali pugliesi (canti narrativi, tarantelle), un syrto greco si fonde con un canto della Grecìa salentina, le sonorità ammalianti di una melodia siriana incrociano il vigore solenne di una villanella napoletana, fino a sciogliersi nel ritmo travolgente di un horo macedone. Un dialogo d’amore sospirato tra il mare e il femminile, il canto della sirena che continua ad ammaliare i viandanti di ogni tempo. La Cantiga de la Serena esegue questo repertorio utilizzando strumenti che appartengono a diverse culture musicali, lasciando ampio spazio alla libera espressione del proprio modo di sentire e filtrare questi antichi canti di amore, preghiera e gioia. Prima del concerto (ore 18 - ingresso 8 euro - info e prenotazioni 0836354164 - 3319902793) sarà possibile visitare La Cutura, antica tenuta di campagna costruita nel classico stile rurale di fine ottocento, che oggi è un rinomato giardino botanico che si estende per 35 ettari ed ospita una delle più ricche raccolte di piante rare: grasse e tropicali. Un paradiso nato dalla pietra (Cutura – da “cute”, sinonimo dialettale di pietra), unico in Italia, ricco di flora, luogo di conoscenza e ricreazione, dove piacere e natura si fondono in perfetta armonia, in un trionfo di profumi e colori.
Venerdì 23 luglio alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) davanti alla Torre Costiera di Torre Lapillo spazio a "Dalla porta d’Oriente. Canti d’amore e di pianto del XVII secolo" con Sabina Macculi (soprano) e Leopoldo Saracino (chitarra, tiorba). Il progetto nasce dall'inconto di due musicisti con una ampia attività in diversi ambiti musicali che hanno deciso di mettere in comune la curiosità verso le possibilità espressive offerte dall'accostamento della voce con gli strumenti della famiglia della chitarra e del liuto, proponendo programmi comprendenti un ampio arco storico e in cui convivono musica e poesia. Le composizioni vocali saranno presentate con l'accompagnamento di strumenti storici (tiorba e chitarra ottocentesca) e si alterneranno a letture poetiche e brani strumentali. Prima del concerto (ritrovo ore 18 alle Torre - info e prenotazioni 3282558560) si potrà partecipare al Cammino alle Spunnulate. Il percorso si snoda attraverso sentieri che, sul mare Ionio, conducono alle Spunnulate di Torre Castiglione, interessante fenomeno carsico.
Sabato 24 luglio alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) presso la Chiesa dei Diavoli a Tricase il cantante e leader dei Radiodervish Nabil Bey e il pianista Mirko Signorile, con letture a cura di Massimo Colazzo, proporranno il progetto Bakhur (incenso in arabo), una rivisitazione essenziale con voce e pianoforte dei più grandi interpreti della musica araba del ‘900 e non solo. Bakhur è un viaggio attraverso il repertorio musicale dei maggiori protagonisti della canzone mediorientale che hanno fatto epoca nella storia della musica araba. Un nome per tutti la divina Fairuz, cantante libanese ed unica diva della musica araba ancora in vita, la sua voce celestiale e le sue melodie avvolgono, come un fragrante incenso, la vita di ogni giorno della gente mediorientale, dalle sfere più mondane e popolari alle sfere più raffinate e spirituali. L’essenzialità del pianoforte avvolta dalla fragranza del canto danno, appunto, vita al nostro “Bakhur”. Dalle 18 (info e prenotazioni 3478227836 - walkinsalento@gmail.com), sempre dalla Chiesa dei Diavoli, partirà un percorso di trekking sulla Via Francigena sulla Serra del Mito, circa 6 km fra panorami mozzafiato vista mare e macchia mediterranea.
Domenica 25 Luglio alle 21 (ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria) in località Centopietre a Patù, Fabrizio Piepoli (voce, santur, shruti box, chitarre, pianoforte, live electronics) proporrà Il cedro e la rosa. La voce di Piepoli è un universo fluido. Circondata da molteplici strumenti è capace di estendersi dal registro baritonale a quello di mezzo soprano. Una voce sofisticata, che gioca continuamente con la propria identità, con il maschile e il femminile, la ricchezza melismatica e il silenzio. Il Cedro e la Rosa è un canzoniere Mediterraneo, fra tradizione e modernità, dettato da una logica fortemente personale ed emozionale, che insegue gli echi di un comune antico melos in cui sacro e profano si fondono inestricabilmente. Come in un giardino di cedri e rose, tarantelle e canti d’amore dal Gargano e dal Salento si intrecciano con struggenti fados portoghesi e dolci melodie sefardite, greche, libanesi, armene. Antiche preghiere in aramaico e latino si fondono con canti rituali sufi e ortodossi. E nel mare di queste tradizioni naviga la sua appassionante scrittura d’autore, fortemente ispirata al passato e insieme proiettata in un sound moderno. Raffinato polistrumentista, utilizza in scena uno strumentario antico (santur persiano, l’harmonium indiano) e moderno (pianoforte, chitarre) dialoga incessantemente con loop machines e ‘ambient effects’, aprendo nuovi e sorprendenti scenari sonori. Dalle 18 (info e prenotazioni 3387441568) sarà possibile partecipare alla visita guidata dell'antica città messapica di Vereto.
Lunedì 26 luglio (ore 17:30 - ingresso 8 euro - info e prenotazioni www.shopmuseomarta.it), infine, il festival conclude il suo cammino nel chiostro del MArTA - Museo Archeologico Nazionale di Taranto, in collaborazione con la rassegna “Il mare intorno. Storie dalle acque di Taranto” del progetto FISH. & C.H.I.P.S., con il concerto del trio La Cantiga de la Serena. Il biglietto include la visita guidata al Museo. Dalla Preistoria alla fondazione di Taranto, passando per la conquista romana, per la città tardoantica e medievale, fino alla collezione Ricciardi: le raccolte del MArTA illustrano un periodo storico lungo e affascinante. Ricostruire la storia di un territorio tramite le testimonianze che lo raccontano, con un approfondimento speciale sui reperti identitari. (aise)