Magazzino Italian Art con IIC e Casa Italiana Zerilli-Marimò portano per la prima volta in USA l’artista Namsal Siedlecki

Ph. Igor Londero

COLD SPRING\ aise\ - Magazzino Italian Art, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di New York e con Casa Italiana Zerilli-Marimò presso la New York University, presenta la prima mostra personale negli Stati Uniti di Namsal Siedlecki, “Viandante”, e una nuova opera site-specific dell’artista. L’inaugurazione si terrà presso l’Istituto Italiano di Cultura il 28 ottobre, dalle 18 alle 20.
Aperta al pubblico dal 29 ottobre al 4 dicembre 2021, “Namsal Siedlecki: Viandante” espone un gruppo di lavori eseguiti con diversi media, dalla scultura alla pittura, all’installazione, tra cui tre opere inedite Viandante, Nuovo Positivo e Verneuil (2021). In contemporanea con la mostra presso l'Istituto Italiano di Cultura, Siedlecki presenta una nuova installazione site-specific a Magazzino Italian Art, Trevis Maponos (2021), esposta in anteprima a partite dall’estate.
Il lavoro di Siedlecki esplora in particolare le dicotomie tra naturale e l’artificiale, e la relazione esistente tra natura, tempo e intervento umano. Questa mostra fa luce sulla ricerca continua da parte dell’artista di questi concetti con una focalizzazione sui temi del viaggio, della trasformazione e dell’estinzione.
“Namsal Siedlecki: Viandante” prende come punto di partenza la figura del viandante, i viaggiatori, coloro che sono in costante movimento, si trasformano in relazione ai posti e ai paesaggi che attraversano. La mostra estende ai materiali il concetto di “transitorietà” che caratterizza il viandante e include opere create con processi alchemici che provocano alterazioni fisiche nel tempo, e altri lavori che rintracciano materiali quasi scomparsi in natura al fine di dare loro vita in nuove forme.
Già dal titolo della mostra, “Namsal Siedlecki: Viandante” è un richiamo diretto a storie di viaggiatori, viaggi, esplorazioni e conquiste e crea un dialogo unico tra passato e presente. Tutte le opere in mostra invitano i visitatori a viaggiare nel tempo e nello spazio e, contemporaneamente, affrontano l'impatto che l’uomo ha avuto sul mondo naturale.
Tra le opere in mostra: Estinti (2021) che prende il titolo da un raro tipo di marmo che è stato completamente esaurito dallo sfruttamento minerario umano. L’artista usa lo scanner 3D per registrare gli spazi vuoti di un busto di bronzo scegliendo di rievocare la forma all’interno della scultura con l’uso di un materiale che non esiste più.
Verneuil (2021) è una fusione in bronzo di un forno usato per produrre rubini sintetici. Questa opera sottolinea l’abilità dell’essere umano nel creare macchinari in grado di replicare artificialmente i processi naturali, di accelerarli e di prenderne il controllo. Come una macchina del tempo, ci fa intravedere il futuro verso cui ci stiamo rapidamente avviando.
In Viandante (2021), da cui prende il nome la mostra, una scultura di una figura umana viene immersa in una vasca galvanica dove è in atto l’infinito processo di perdita e acquisizione della materia. Attraverso il bagno galvanico, le sculture, complete al loro ingresso nella vasca, iniziano un nuovo percorso di trasformazione e cambiamento senza fine. La serie Deposizione (2020) di Siedlecki è realizzata attraverso un processo di sedimentazione. Per creare le tele esposte, Siedlecki le ha immerse in una “fontana pietrificante” riempita con acqua ricca di calcio. Dopo circa sei mesi, le tele hanno accumulato in modo organico sulla loro superficie piatta cristalli di calcite che le hanno trasformate in elaborati rilievi scultorei. Qui, come in gran parte del lavoro di Siedlecki, il tempo con il suo potenziale trasformativo gioca un ruolo cruciale nel processo creativo. In Nuovo Positivo (2021) Siedlecki usa la stampante 3D per creare un’altra versione in cera dei vuoti dell’originale scultura in bronzo, alla base del lavoro Estinti (2021). Immergendo la forma in una vasca galvanica, il processo attribuisce un nuovo volto alla superficie della scultura.
“L’Istituto Italiano di Cultura è orgoglioso di presentare la prima personale di Namsal Siedlecki negli Stati Uniti. Siedlecki è un artista che incarna le relazioni culturali tra Italia e Stati Uniti e genera un tipo di dialogo che risulta essere essenziale su scala globale”, afferma Fabio Finotti, direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a New York.
“Namsal Siedlecki è il primo artista italo-americano che esporremo a Magazzino e questa scelta rappresenta un passo significativo per un’istituzione che cerca di costruire un ponte tra due culture e di presentare lavori che si collocano al di fuori di un preciso lessico nazionale”, dichiara Vittorio Calabrese, direttore di Magazzino Italian Art. “La mostra rappresenta un’importante collaborazione tra tre istituzioni italiane a NY ed è un grande privilegio poterla presentare nei nuovi spazi espositivi dell’Istituto Italiano di Cultura”.
Namsal Siedlecki, nato nel 1986 a Greenfield, USA, vive e lavora a Seggiano in Italia. La sua pratica artistica esplora diverse dicotomie e la relazione tra natura, tempo e intervento umano. Usando una serie di media e di processi – che includono la stampa 3D, la fusione e complessi trattamenti chimici – il lavoro di Siedlecki indaga questioni relative a trasformazione, cambiamenti nell’arco temporale ed estinzione.
I suoi lavori sono stati esposti recentemente presso: MAXXI (Roma), Gamec (Bergamo), Palazzo Reale (Milano), Musèe Bargoin (Clermont-Ferrand), Fondazione Sandretto Re Rebaudengo (Torino), American Academy in Rome (Roma), Villa Medici (Roma), 6a Biennale Internazionale dei Giovani Artisti di Mosca (Mosca), Fondazione Bevilacqua la Masa (Venezia), Magazzino (Roma), ChertLüdde (Berlino), Galleria Acappella (Napoli), Very Project Space (Berlino), Frankfurt am Main (Berlino), Galeria Boavista (Lisbona), Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci (Prato), Galeria Madragoa (Lisbona), Villa Romana (Firenze), Cripta747 (Torino). Nel 2015 ha vinto il Cy Twombly Italian Affiliated Fellow in Visual Arts presso l’American Academy a Roma.
Magazzino Italian Art è un museo e centro di ricerca per la promozione dell’arte italiana contemporanea e del secondo dopoguerra negli Stati Uniti. Il museo si trova a Cold Spring, nello stato di New York, ed è un’istituzione no-profit che promuove gli artisti italiani dall’Arte Povera fino ai giorni nostri. Attraverso iniziative curatoriali, scientifiche e di divulgazione, Magazzino esamina gli effetti e l’influenza esercitata dall’arte italiana a livello globale. Magazzino è stato co-fondato da Nancy Olnick e da Giorgio Spanu ed è diretto da Vittorio Calabrese. Il museo di circa 2.000 metri quadrati ha aperto al pubblico nel 2017, imponendosi come nuovo punto di riferimento culturale.
Magazzino darà avvio ai lavori di costruzione di un nuovo edificio destinato a ospitare mostre, eventi e programmi didattici. Il nuovo edificio di 1.200 mq, denominato Robert Olnick Pavilion, farà sì che il museo disporrà in totale di 3.000 mq per le sue attività. Progettato dagli architetti Alberto Campo Baeza e Miguel Quismondo - autore quest’ultimo dell’edificio principale di Magazzino - il nuovo padiglione permetterà di ampliare il programma del museo in costante crescita.
L'Istituto Italiano di Cultura di New York è stato fondato nel 1961 dal Governo Italiano. La sua missione è di promuovere le lingue e le culture italiane negli Stati Uniti. Sotto la guida del Ministero degli Affari Esteri, del comitato consultivo e del suo personale, l'Istituto Italiano di Cultura di New York promuove scambi culturali tra Italia e Stati Uniti, in svariati settori, dalle arti alle discipline umanistiche, dalla scienza alla tecnologia. Nel cuore dell'attività dell'Istituto Italiano di Cultura vi sono le collaborazioni con le più importanti istituzioni accademiche e culturali della costa orientale degli USA. Gli scambi scientifici, l'organizzazione e il sostegno a mostre di arti visive, i contributi per la traduzione e la pubblicazione di libri italiani ispirano e alimentano le iniziative dell’Istituto. L’Istituto Italiano di Cultura di New York si dedica con particolare impegno a investigare la relazione tra memoria e innovazione, così come le varie identità presenti nella civiltà italiana. L'Istituto è una “finestra” sui principali aspetti culturali e sociali dell'Italia passata e attuale.
Casa Italiana Zerilli-Marimò, sede del Dipartimento di Italian Studies della New York University, fu istituita grazie alla generosa donazione della baronessa Mariuccia Zerilli-Marimò a imperituro ricordo del marito Guido. Casa Italiana è stata inaugurata nel novembre del 1990 con l'intento specifico di diffondere la cultura italiana negli Stati Uniti. Casa Italiana promuove un ricco programma di eventi culturali di alta qualità: dalla letteratura alle teorie politiche, dalle arti figurative alla storia della scienza. Su iniziativa del suo primo Direttore, il Professor Luigi Ballerini, Casa Italiana ha iniziato a collaborare con centri e istituti italiani di cultura, del settore pubblico e privato, che hanno il fine comune di ampliare la conoscenza della cultura italiana negli Stati Uniti. Nel 1998, la direzione dell’istituzione è passata al Professor Stefano Albertini sotto la cui guida la Casa è diventata uno stimato centro di ricerca e la New York University uno dei più importanti centri di studi europei ed internazionali del mondo. (aise)