Premio Andersen 2022: i vincitori della 41^ edizione

GENOVA\ aise\ - La prospettiva da cui si racconta una storia, attraverso parole o immagini, è una questione centrale nella letteratura per l’infanzia. Osservando i vincitori del Premio Andersen 2022, incontriamo tanti possibili sguardi sul mondo, dalla travolgente voce del ragazzo caraibico protagonista del romanzo Tutto daccapo di A-Dziko Simba Gegele (Atmosphere Libri) al topolino di Mario Ramos che viaggia in un mondo capovolto per cercare sé stesso. Sguardi che si posano anche sul mondo attuale, il tempo presente nel quale siamo immersi. Quando la giuria si è riunita per scegliere i finalisti di questa quarantunesima edizione del Premio Andersen, la guerra sembrava lontana dall’Europa. In poche settimane è cambiato tutto, cogliendoci impreparati. Ma le storie, anche quelle che arrivano da un tempo lontano, ci aiutano a raccontare la realtà in continua trasformazione.
LA GUERRA NEI LIBRI
Le pagine del diario di Michal Skibinski, che nel 1939 aveva otto anni e abitava a Varsavia, prendono vita nelle illustrazioni contemporanee di Ala Bankroft, pseudonimo della pittrice, fotografa e animatrice Helena Stiasny, che con le sue intense pennellate di colore, nel contrasto tra luce e buio, affianca la cronaca asciutta della vita di un bambino – una frase al giorno scritta come compito di scuola – per raccontare l’irruzione della guerra nel mondo dell’infanzia: Ho visto un bellissimo picchio (Einaudi Ragazzi), testimonianza che acquista oggi una nuova e inattesa urgenza, riceve quest’anno il Premio Speciale della Giuria. La guerra delle farfalle di Hilary McKay (Giunti, Miglior libro oltre i 15 anni), pluripremiato romanzo che ha il sapore di un classico, firmato da un’autrice britannica di recente ospite al Salone del Libro di Torino, ci riporta alla Prima Guerra Mondiale: un commovente e sincero racconto delle estati luminose dell’infanzia e dei grandi sogni dell’adolescenza, costretti a fare i conti con i limiti imposti dal conflitto. Sabrina Giarratana, Miglior Scrittrice dell’anno, nelle sue poesie racconta anche i bambini in fuga dalle bombe, che dormono dove capita e hanno lo sguardo perso altrove. Anche la tranquilla esistenza dei cuccioli protagonisti del Miglior albo senza parole, Riflettiamoci di Gek Tessaro (Carthusia), viene travolta da eventi traumatici – la furia dei cacciatori e di un incendio – che separano un piccolo rinoceronte e una piccola giraffa dalle loro famiglie: smarriti e infelici, ritroveranno coraggio nell’incontro, nel trovarsi riflessi l’uno nell’altra.
NOI E GLI ANIMALI
Se nelle tavole di Gek Tessaro gli animali sono muti, tra le pagine di Nord di Jesse Goossens e Marieke ten Berge (Clichy, Miglior libro di divulgazione) le creature delle regioni polari prendono la parola e si presentano al lettore. La foca dagli anelli racconta lo scioglimento dei ghiacci, l’aquila di mare il pericolo rappresentato da pesticidi e metalli pesanti: una divulgazione narrata in prima persona, per coinvolgere ed emozionare il lettore, come succede peraltro in Lupinella di Giuseppe Festa (Editoriale Scienza), giovane lupa ritratta da Mariachiara Di Giorgio, che riceve quest’anno il Premio Andersen come Miglior Illustratrice. Anche entrando nei territori a lei più consueti della narrazione fantastica, gli animali mantengono un ruolo importante: nelle tavole luminose di Mariachiara Di Giorgio non è raro imbattersi in creature selvatiche e animali antropomorfizzati. Quando gli esseri umani abbandonano il luna park per andare a dormire, nell’albo senza parole A mezzanotte (Gideon Sterer, Topipittori), in un’atmosfera surreale e sognante, sulle giostre salgono orsi, volpi, cinghiali, cerbiatti e lupi; le volpi guidano le macchinine degli autoscontri; le lepri rubano sacchetti di patatine. Lepri che sono protagoniste anche dell’ultimo titolo firmato dall’illustratrice e scritto da Giovanna Zoboli (come già Professione Coccodrillo, Premio Andersen nel 2018).
IL CIBO È SERVITO
La zuppa Lepron (Topipittori) è una narrazione fiabesca popolata ancora una volta di animali, ma che in realtà racconta l’umano, la nostra tensione al successo, l’insoddisfazione che ne deriva, la ricerca di una felicità più autentica. Il protagonista è un lepre (al maschile) con la passione della cucina e una specialità che propone una sola volta l’anno: la zuppa. Almeno finché non decide di aprire la fabbrica, di produrla in serie, affinché la sua specialità possa essere di tutti (ma senza svelare mai il proprio segreto). Un libro nel quale sentiamo i sapori e la gioia di condividerli; il valore del tempo e della lentezza.
Il cibo è inoltre al centro dei laboratori e dei libri di Federica Buglioni, che riceve il premio come Protagonista della Cultura per l’Infanzia. Con i racconti di Storie in frigorifero, uno dei titoli della serie “Ci provo gusto” (realizzata con Emanuela Bussolati per Editoriale Scienza), l’autrice ci invita a scoprire la storia degli alimenti; con Naturalisti in cucina (ill. Anna Resmini, Topipittori) accompagna i bambini nell’osservazione naturalistica del cibo, e nel saggio/manuale Uovo sapiens raccoglie la sua esperienza ventennale di progettista di laboratori interdisciplinari, che partono dagli alimenti per insegnare a leggere la realtà, dal punto di vista naturalistico, ma anche creativo e artistico. Un seme dà vita alle piante, si nasconde dentro ai frutti, ma può anche trasformarsi in colore per dipingere: lo sguardo scientifico, nella pratica laboratoriale, si nutre di dubbi e curiosità, apprende attraverso l’errore e non esclude l’immaginazione.
IL NOSTRO SGUARDO SUL MONDO
Immaginazione che ci riporta alla centralità del punto di vista: sapersi avvicinare in modo autentico allo sguardo dell’infanzia è un talento di pochi, grandissimi autori. Tra questi c’è Crockett Johnson, autore di Ellen e il leone (Camelozampa, Miglior libro 6/9 anni), una raccolta di dialoghi tra una bambina e il suo leone di pezza, che ci proietta dentro la dimensione ludica nell’infanzia. Il libro d’esordio di Mario Ramos, maestro del ribaltamento e della sorpresa, descrive il lungo viaggio di un topolino che vede tutto sottosopra, perché non è come gli altri. Il mondo a testa in giù (Babalibri), che arriva per la prima volta in Italia quest’anno e riceve il premio come Miglior libro 0-6 anni, è un albo che, con le sue immagini capovolte, sorprende lo sguardo ancora prima di essere letto. Palestra per l’immaginazione è infine Il nastro di Adrien Parlange (Fatatrac, Miglior libro fatto ad arte), che trasforma il classico segnalibro in tela in elemento mobile: il lettore interviene e lo posiziona in modo che entri a far parte dell’immagine, diventando la coda di un topo, e poi la stringa di una scarpa, il filo di un aquilone. Quando il segnalibro incontra una matita, si trasforma in un segno sulla carta, narrando l’atto del disegno e, in senso più astratto, l’ispirazione che nutre la scrittura e la poesia.
IL POTERE DELLA POESIA
Tra i vincitori di quest’anno anche la poesia ha un ruolo centrale. Il miglior albo illustrato, Io parlo come un fiume (Orecchio Acerbo), è scritto dal poeta canadese Jordan Scott, che in questo libro mette al centro se stesso e i propri ricordi: la lotta quotidiana con le parole che faticano a uscire dalla bocca, che restano impigliate; le passeggiate con il padre; il coraggio necessario a trovare la propria voce. Un testo vibrante, che emoziona, e trova eco nelle illustrazioni del talentuoso Sydney Smith, già vincitore nel 2021 con l’albo senza parole Fiori di città: un artista che riesce come pochi a farsi interprete del testo poetico per renderlo vivo e farlo risuonare in ciascuno di noi.
Senza uscire dai territori della poesia, torniamo a citare la Miglior Scrittrice dell’anno, Sabrina Giarratana: al cuore della sua produzione letteraria troviamo raccolte di filastrocche e poesie, dagli elementi naturali celebrati nel suo libro d’esordio Amica Terra (ill. Arianna Papini, Fatatrac), passando per i treni e i sentieri delle Filastrocche in valigia (ill. Pia Valentinis, Parapiglia) fino ai titoli illustrati da Sonia Maria Luce Possentini: Poesie di luce (Giunti), Canti dell’attesa (Il Leone Verde) e Poesie nell’erba (AnimaMundi), dove incontriamo ragnatele invisibili, soffioni che svaniscono, ortiche pungenti e menta selvatica.
NARRAZIONI AL CONFINE
La poesia risuona anche tra le pagine del Miglior libro 9/12 anni, Il segreto di Nadia Terranova (Mondadori), dove il grande dolore sperimentato dalla giovane protagonista in seguito alla morte dei genitori è lenito dalle parole silenziose della nonna, che tiene un barattolo vuoto sul tavolo per raccogliere i “baci rotti” e invita la nipote a scavare una buca nella terra, dove posare i propri segreti. Al racconto alimentato dalle parole si alterna una narrazione per immagini, firmata da Mara Cerri, che trasforma i silenzi in un viaggio onirico e misterioso. Al confine tra generi e modalità narrative si colloca anche il Miglior fumetto, Mule boy e il troll dal cuore strappato (Beisler) di Øyvind Torseter, un racconto fiabesco tra illustrazione, vignette e balloon.
I LUOGHI DEI LIBRI
Concludiamo il viaggio alla scoperta dei vincitori di quest’anno nei luoghi dedicati ai libri. Rapimento in biblioteca di Margaret Mahy (ill. Quentin Blake, Interlinea, Miglior libro mai premiato), che rende omaggio a tutte le biblioteche e al potere delle storie, è l’avventura di una coraggiosa bibliotecaria che trasforma una banda di briganti in assidui lettori e consumatori di storie. Il premio alla libreria dell’anno per ragazzi, intitolato a Gianna e Roberto Denti e promosso da AIE-Associazione Italiana Editori e rivista Andersen, sarà invece annunciato la prossima settimana a pochi giorni alla cerimonia di premiazione. (aise)