APRIRE UNA “UNITÀ DI CRISI VENEZUELA”: LA RISOLUZIONE DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA

APRIRE UNA “UNITÀ DI CRISI VENEZUELA”: LA RISOLUZIONE DI FRATELLI D’ITALIA ALLA CAMERA

ROMA\ aise\ - Istituire una “Unità di Crisi”, una sorta di “Sportello amico del Venezuela”, che fornisca “adeguato programma di sostengo sia ai cittadini italiani residenti in Venezuela, che ai connazionali che, dopo lunghe permanenze in Venezuela, fanno ritorno nel nostro Paese” alla luce della grave crisi politica in corso nel Paese sudamericano. Questo, in sintesi, quanto Giovanni Donzelli e Andrea Delmastro Delle Vedove, deputati di Fratelli d’Italia, chiedono al Governo in una risoluzione presentata alle Commissioni Affari Costituzionali ed Esteri della Camera.
“Il Venezuela, dal 2013, vive una crisi politica, economica e umanitaria senza precedenti”, scrivono i due deputati nella premessa. “Il governo di Nicolàs Maduro, ottenuto mediante elezioni fraudolente e mantenuto con la violenza perpetrata dalle gerarchie militari contro la popolazione civile, è ormai considerato largamente illegittimo dalla comunità internazionale; dal punto di vista economico, il Fondo monetario internazionale ha stimato un'inflazione pari a 1.000.000 per cento nello scorso 2019 e una perdita di 2/3 del Pil in soli sei anni di crisi economica; le condizioni critiche in cui versano sia la società, che l'economia venezuelana, - riportano Donzelli e Delmastro Delle Vedove – hanno inevitabilmente delle forti e gravi ripercussioni sui cittadini italiani che vivono in Venezuela e su quelli che, dopo lunghe permanenze per studio o lavoro, decidono di far ritorno nel nostro Paese”.
“Data la grave difficoltà economica e sociale e l'ingente mole di lavoro, - annotano i due parlamentari – i consolati italiani presenti nel Paese incontrano notevoli difficoltà nel garantire adeguata assistenza ai nostri connazionali che si rivolgono ai servizi consolari per lasciare il Paese e ritornare in Italia; appare quindi necessaria l'istituzione di una “Unità di Crisi” straordinaria per il Venezuela presso la Farnesina, che consentirebbe di fornire una più adeguata assistenza ai nostri concittadini”.
“Attraverso la creazione di uno “Sportello Amico”, - spiegano Donzelli e Delmastro Delle Vedove – tale unità si dovrebbe occupare di fornire adeguate soluzioni alle seguenti problematiche: assistenza sociale per i connazionali emigrati che hanno fatto ritorno in Italia; omologazione e riconoscimento dei titoli di studio conseguiti in Venezuela; riconoscimento della patente auto venezuelana, mediante una traduzione giurata delle suddette patenti e il riconoscimento di queste da parte delle autorità giudiziarie italiane; ripristino del tasso di cambio Dicom (cambio parallelo) nel calcolo delle prestazioni di tipo assistenziale erogate dall'Inps a favore dei cittadini italiani residenti in Venezuela, come già favorevolmente ribadito dal Ministero del lavoro e delle politiche sociali, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze-Ragioneria generale dello Stato, nel 2016; accelerazione e conclusione delle pratiche per il riconoscimento delle invalidità di tipo psico-fisiche, nonché quelle concernenti l'assistenza medica in caso di patologie rare e/o gravi; rafforzamento dell'assistenza da parte di mediatori italo-venezuelani al fine di velocizzare le pratiche concernenti permessi di soggiorno, richieste d'asilo, l'orientamento lavorativo, il sostegno psicologico e via dicendo, garantendo, in tal modo, il raggiungimento del benessere psico-fisico e l'inclusione sociale dei cittadini delle fasce più deboli e in maggiori difficoltà”.
Ribadita, poi, la “necessità di effettuare anche una rendicontazione dei fondi sinora stanziati dall'Italia a sostegno dei connazionali in Venezuela, nonché di un esame della documentazione a riguardo al fine di valutare le modalità entro le quali tali fondi siano stati distribuiti”, i due parlamentari impegnano il Governo “ad adottare iniziative per istituire una “Unità di Crisi” (Sportello amico del Venezuela) che svolga le funzioni indicate in premessa nell'ambito di un adeguato programma di sostengo sia ai cittadini italiani residenti in Venezuela, che ai connazionali che, dopo lunghe permanenze in Venezuela, fanno ritorno nel nostro Paese” e “a concedere, in via provvisoria, un permesso di soggiorno per motivi umanitari ai cittadini venezuelani di origine italiana al fine di consentirne il rimpatrio e l'accesso al programma di sostegno”. (aise) 

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