BICAMERALE/ RICCARDI: NEL 2021 NUOVA PIATTAFORMA DELLA DANTE

BICAMERALE/ RICCARDI: NEL 2021 NUOVA PIATTAFORMA DELLA DANTE

ROMA\ aise\ - “Quando ho assunto 5-6 anni fa la presidenza della Dante Alighieri avevo davanti una istituzione nobile, piuttosto ferma”, con una sede centrale “dai poteri limitati”, perché “l'origine della Dante Alighieri è molto democratica, direi “risorgimentale”, con comitati autonomi che hanno un legame diciamo “federale” con la sede centrale”, che ha “poteri limitati” rispetto agli omologhi stranieri, come il British Council e Alliance Francaise”. Così Andrea Riccardi, presidente della Dante Alighieri, nel suo intervento di questa mattina di fronte al Comitato italiani nel mondo della Commissione esteri della Camera, che lo ha ascoltato nell’ambito dell’esame delle proposte di legge sulla costituzione di una commissione bicamerale per le questioni degli italiani all’estero.
Già ospite della Commissione nel giugno 2019, Riccardi ha centrato il suo intervento sullo stato della rete della Dante e sulle criticità che l’emergenza coronavirus ha fatto emergere, prima fra tutte la didattica a distanza. Anche per questo, e in vista dell’anniversario dantesco dell’anno prossimo, Riccardi ha annunciato la creazione di una nuova piattaforma che rilanci (anche) online la missione della società.
Richiamato il congresso celebrato l’anno scorso a Buenos Aires e l’importanza della lingua “senza cui non c’è identità”, Riccardi ha indicato come priorità l’insegnamento dell’italiano per “recuperare le quarte generazioni” di connazionali, ma anche “i tanti che amano il nostro paese per i motivi più diversi”. Negli anni, su questa spinta, “c'è stata una metamorfosi dei comitati”, che hanno cominciato proprio ad “insistere molto sulla lingua. Questo – ha aggiunto – ha portato al rafforzamento delle scuole esistenti e all'apertura di nuove scuole”. La sede centrale “ha introdotto il controllo della certificazione”, cosa “importantissima”, messo “in rete” le scuole e “rilanciato l’insegnamento dell’italiano” in zone strategiche come i Balcani, le sedi del Mediterraneo, l’Africa.
“Siamo testimoni di un nuovo senso di appartenenza all'italianità, di un legame con la lingua e con la cultura che non è antagonistico con altre identità, ma che si configura in modo diverso di paese in paese”, ha aggiunto Riccardi, che ha voluto sottolineare l’importanza data dalla Dante alla valorizzazione dei libri italiani e agli accordi con gli istituti omologhi dei paesi europei.
Ad aiutare la Dante in questo processo anche l’aumento dei fondi a disposizione, passati dai 300.000 euro l'anno del suo arrivo a Palazzo Firenze ai 3 milioni di oggi. Contributi che la Società cerca di integrare con l’intervento dei privati che, però, sono “abbastanza insensibili nel comprendere che il prodotto italiano si lega alla lingua”.
Da anni la Dante “riscontra che c’è una grande domanda di italiano, con un problema: se io, studente di italiano, non trovo un'offerta di insegnamento d'alto livello cambio idea, perché l'italiano non è una lingua “utile” come l’inglese o lo spagnolo o anche l'arabo. Il nostro lavoro, quindi, è stato quello di innalzare l'offerta”.
Riccardi si è detto “molto soddisfatto del risultato di più di 5 anni” di lavoro, ma, ha aggiunto, “vorrei parlare anche della crisi” visto che il lockdown in tutto il mondo “ha messo in crisi gli insegnamenti in presenza, cioè la gran parte dei corsi della Dante”.
“Il nostro problema maggiore era la formazione dei docenti e il controllo, ma ora un buon numero delle nostre scuole ha chiuso o lavora non più in presenza con metodi un pochino, diciamo, rudimentali. Allora – ha spiegato - da un lato abbiamo fatto uno sforzo economico per evitare che i comitati chiudessero, per via di bollette, affitti eccetera, dall'altro c'è sembrato che dalla crisi dovevamo trarre l’insegnamento di superare l'idea di “scuola in presenza” per andare verso la costituzione di una grande “piattaforma Dante Alighieri” che avesse tre grandi “spazi”: l'insegnamento, la formazione dei docenti e la cultura. Se ne potrebbe aggiungere un quarto, che è il turismo”.
British Council e gli altri istituti, ha precisato Riccardi, “si sono già attrezzati in questo senso, anche perché un insegnamento su piattaforma consente un'offerta mista: preparazione su piattaforma, frequenza della scuola, viaggio in Italia”, senza contare che “ci sono aree del mondo in cui non abbiamo comitati, come la Cina, ma c’è una forte domanda di studenti cinesi, coinvolti con i programmi Marco Polo e Turandot, che però quest'anno non verranno. Quindi c’è esigenza di mettere su questa piattaforma” anche in vista “del grande anniversario dantesco del prossimo anno, “Dante 21”. Sarebbe questa l’occasione per lanciare questa grossa piattaforma per cui abbiamo già ottenuto la collaborazione del Ministero degli Esteri e dell’Istruzione affinché la piattaforma sia una riproposizione della presenza della Dante ma “virtuale”, in una dimensione, diciamo, degna e competitiva con quella dei nostri omologhi europei”. Un’azione che consenta di “rivitalizzare i comitati e di supportarli con una serie di prodotti culturali della sede centrale”.
La Dante, ha concluso Riccardi, “è una vecchia signora molto nobile, con un bel palazzo, mi sembra si sia rilanciata, ma ha subito la crisi. A questo punto deve proseguire robustamente sulla via del rilancio. Esiste una comunità italiana all'estero purché non ne tracciamo i confini, cioè è una comunità di “attrazione”, non di appartenenza, chiamiamola così “singola”, è una comunità di attrazione, che ha la sua forza nelle radici ma che ha anche la sua forza nell’attualità, nella proposta aggregante italiana, soprattutto nella vita. Io credo che su questo dobbiamo lavorare”. (aise) 

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