BICAMERALE: TERMINATO L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI IN COMMISSIONE ESTERI

BICAMERALE: TERMINATO L’ESAME DEGLI EMENDAMENTI IN COMMISSIONE ESTERI

ROMA\ aise\ - Con l’esame degli emendamenti è proseguito in Commissione Affari Esteri alla Camera l’esame della proposta di legge sulla istituzione di una Commissione parlamentare per gli italiani nel mondo, nel testo unificato che fa sintesi di quelli presentati da Longo, Carè, Nissoli, Ungaro, Schirò, Siragusa e Formentini.
Dieci, ha spiegato il Presidente della Commissione Piero Fassino, gli emendamenti presentati dai gruppi, tutti ammissibili; quattro quelli approvati nella seduta di ieri alla presenza del sottosegretario agli esteri Merlo.
Relatrice del provvedimento in Commissione, Simona Suriano ha espresso parere contrario sull’emendamento Nissoli (FI) che mirava ad includere i sindacati tra i soggetti da consultare dalla Commissione per definire il proprio programma di attività. L’emendamento non è stato posto in votazione per l’assenza della presentatrice.
Con il parere contrario della relatrice sono stati cassati dalla Commissione quelli di Formentini (Lega) che miravano a sostituire i previsti compiti della commissione “c) studio, monitoraggio e approfondimento delle questioni riguardanti gli italiani all'estero” con “la verifica dell'eventuale esistenza di situazioni di grave discriminazione nei confronti degli italiani residenti all'estero, indicando gli interventi da intraprendere per la tutela dei loro diritti”. A parere dei deputati leghisti, poi, la Commissione non dovrebbe “promuovere un processo migratorio circolare delle persone e delle competenze per rendere l'Italia una comunità di attrazione e non di appartenenza”.
Su quest’ultimo punto, così come sulla composizione della commissione, Formentini ha avuto un botta e risposta con Ungaro (Iv): secondo il parlamentare eletto all’estero “il capitale umano, per sua natura, non ha nazionalità e, dunque, è auspicabile che il nostro Paese diventi polo attrattivo per i talenti provenienti da ogni parte del mondo”.
Secondo Formentini, invece, “tale affermazione rappresenta un'esaltazione del fenomeno migratorio, come tale inaccettabile”.
Sulla composizione della Commissione – che l’articolo 3 del testo unificato descrive così: “La Commissione è composta da diciotto senatori e diciotto deputati, nominati, pariteticamente, dal Presidente del Senato della Repubblica e dal Presidente della Camera dei deputati su designazione dei gruppi, in modo da assicurare la presenza di almeno un rappresentante per ciascun gruppo costituito in almeno uno dei due rami del Parlamento, nonché in modo proporzionale alla consistenza dei gruppi dando priorità ai deputati e ai senatori eletti nella circoscrizione Estero, garantendo l'equilibrata rappresentanza dei sessi”Formentini con un altro emendamento chiedeva di sostituire le parole “nonché in modo proporzionale alla consistenza dei gruppi dando priorità ai deputati e ai senatori eletti nella circoscrizione Estero, garantendo l'equilibrata rappresentanza dei sessi” con “nonché in modo proporzionale alla consistenza dei gruppi, garantendo la presenza di deputati e senatori eletti nella circoscrizione Estero”. Questo perché, ha spiegato in Commissione, “il nostro gruppo è impegnato a scongiurare che la bicamerale diventi una sorta di club degli italiani eletti all'estero”.
D’accordo con lui sulla opportunità di “evitare che l'istituenda Commissione diventi circuito esclusivo o prevalente dei parlamentari eletti all'estero”, Ungaro ha replicato sottolineando che “il provvedimento in esame risulta assai equilibrato laddove assicura la priorità ai parlamentari eletti all'estero, che se da un lato non devono assumere un ruolo autoreferenziale, dall'altro devono essere titolari di una sorta di diritto di prelazione nella composizione della Commissione”.
Dello stesso avviso Elisa Siragusa (M5S) secondo cui “l'approvazione dell'emendamento produrrebbe un effetto opposto a quello auspicato dai colleghi della Lega, ovvero evitare che gli eletti all'estero acquisiscano un ruolo preponderante all'interno della Commissione bicamerale”. Suriano ha infine ribadito che “le disposizioni dell'articolo 3 assicurano una adeguata rappresentanza agli eletti all'estero, che risulterebbe ulteriormente rafforzata dall'eventuale approvazione dell'emendamento Fusacchia”, cioè quello – effettivamente approvato dalla commissione – che prevede “la partecipazione come membri della Commissione a tutti gli eletti all'estero”.
Approvato anche quello di Laura Boldrini (Pd) che tra i compiti della Commissione, laddove si prevede “la definizione di nuove regole per il recupero e per il mantenimento della cittadinanza degli italiani residenti all'estero” aggiunge “che integrino il criterio dello ius sanguinis con la comprovata conoscenza della lingua e della Costituzione italiane quali presupposti per una effettiva appartenenza alla comunità civile e culturale del nostro Paese, anche al fine di prevenire eventuali condotte illegali in connessione con le procedure di concessione della cittadinanza italiana agli italo-discendenti”.
Approvato l’emendamento Nissoli – sottoscritto dalla relatrice – secondo cui a convocare la Commissione Bicamerale devono essere i Presidenti di Camera e Senato – non solo quello della Camera come si legge nel testo base.
Su altro emendamento della deputata forzista – sempre sull’inserimento dei sindacati tra i soggetti da consultare questa volta “per l'esercizio delle competenze attribuite alla Commissione – Suriano ha espresso parere contrario e, sempre per l’assenza di Nissoli non è stato posto ai voti; bocciato l’ultimo a prima firma Formentini che voleva eliminare il riferimento alla rispondenza alla legislazione europea dal secondo comma dell’articolo 6 (2. La Commissione può trasmettere relazioni e segnalazioni alle Camere e al Governo, ogni qualvolta lo ritenga, per formulare osservazioni e proposte sugli effetti, sui limiti e sull'eventuale necessità di adeguamento della legislazione vigente per promuovere la condizione degli italiani nel mondo e risolvere i problemi individuati, anche per garantire la rispondenza alla normativa dell'Unione europea e in riferimento ai diritti previsti dalle convenzioni internazionali.)
Terminato l’esame degli emendamenti, il presidente Fassino ha esortato i Gruppi “a promuovere una rapida calendarizzazione del provvedimento in Assemblea e a verificare la sussistenza delle condizioni necessarie ad un celere esame del provvedimento da parte dell'altro ramo del Parlamento”, rassicurato su questo punto da Siragusa, Formentini, Ungaro e Quartapelle che ciascuno per il proprio partito ha confermato di aver “già acquisito rassicurazioni da parte degli omologhi Gruppi presso il Senato”. (aise) 

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