CHIARIRE LA POSIZIONE ITALIANA SUL VENEZUELA: LA RISOLUZIONE DELLA LEGA IN COMMISSIONE ESTERI

CHIARIRE LA POSIZIONE ITALIANA SUL VENEZUELA: LA RISOLUZIONE DELLA LEGA IN COMMISSIONE ESTERI

ROMA\ aise\ - In vista delle elezioni politiche in Venezuela del 6 dicembre prossimo, l’Italia dovrebbe contribuire a garantirne la regolarità e, nel frattempo, “allineare” la sua posizione a quella “adottata dagli Stati alleati del nostro Paese”. Questo il dispositivo della risoluzione a prima firma Formentini, sottoscritta da tutti i colleghi della Lega membri della Commissione Esteri, tra cui Billi e Lorenzato.
Il Venezuela, si legge nella premessa, “continua a versare in una situazione di gravissima crisi economica, sociale e politica, in larga misura attribuibile al malgoverno del presidente Maduro, la cui permanenza al potere si deve al risultato di elezioni, la cui regolarità è stata contestata dalle opposizioni e da gran parte del mondo libero; dal punto di vista economico, il Venezuela fronteggia da anni un'iperinflazione di cui non riesce a venire a capo e sconta la caduta dei prezzi del greggio, che la pandemia da COVID-19 ha accentuato”.
“Il Governo venezuelano – riportano i deputati leghisti – ha cessato di fornire alla popolazione anche i servizi essenziali, il cui godimento è un diritto dei suoi cittadini, determinando condizioni difficili anche dal punto di vista umanitario, comprovate dall'attivazione di un massiccio deflusso verso l'estero dei suoi abitanti; da terra d'immigrazione, in effetti, il Venezuela si è trasformato in un Paese d'origine di consistenti flussi migratori; in questo clima di grandissime difficoltà, stando a Vatican News, nel solo 2020 si sarebbero tenute in Venezuela non meno di 5.800 manifestazioni di protesta contro le condizioni di vita, alcune delle quali condotte persino da alleati interni del presidente Maduro”.
“In queste condizioni, - ricordano i parlamentari della Lega – i venezuelani saranno chiamati a rinnovare il proprio Parlamento il 6 dicembre 2020; il clima politico è così incerto e i timori di brogli ed intimidazioni così alti che la partecipazione delle opposizioni al voto del 6 dicembre 2020 appare incerta; certamente, non incoraggia le opposizioni al regime madurista qualsiasi esitazione da parte degli Stati membri della comunità internazionale nei confronti di quanto il Presidente ha fatto finora per mantenersi al potere”.
L’Italia, “sotto questo profilo, risulta tuttora distante dalle posizioni assunte al riguardo dai suoi maggiori alleati atlantici ed europei; occorre più che mai dare un segnale univoco alla popolazione venezuelana circa la determinazione della comunità internazionale a non accettare più passivamente la violazione dei diritti umani e politici da parte delle autorità di Caracas”.
Per questo, la risoluzione – che sarà discussa in Commissione esteri – impegna il Governo “ad assumere tempestivamente ogni iniziativa di competenza in ambito internazionale che sia ritenuta utile per contribuire ad assicurare la regolarità del voto del 6 dicembre 2020 in Venezuela, anche come forma di sostegno ed incoraggiamento alle locali opposizioni, alcune delle quali starebbero considerando l'opzione della non partecipazione alle imminenti elezioni” e “a coordinare la politica italiana nei confronti del Venezuela con gli indirizzi adottati dagli Stati alleati del nostro Paese, tanto in relazione alle controverse elezioni presidenziali che Maduro ritiene di aver vinto quanto in rapporto alle imminenti elezioni politiche”. (aise) 

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