CITTADINANZA: LA SENATRICE TESTOR (LEGA) RACCOGLIE L’APPELLO DEI TRENTINI NEL MONDO E INTERROGA IL GOVERNO

CITTADINANZA: LA SENATRICE TESTOR (LEGA) RACCOGLIE L’APPELLO DEI TRENTINI NEL MONDO E INTERROGA IL GOVERNO

ROMA\ aise\ - Fare chiarezza sulle pratiche avviate e mai concluse relative al riconoscimento della cittadinanza italiana in base alla legge n. 379 del 2000. La richiesta di intervento che l’Associazione dei Trentini nel Mondo ha affidato ad una lettera al Ministro dell’Interno Lamorgese viene rilanciata in Parlamento da una interrogazione della senatrice Elena Testor (Lega) che alla titolare del Viminale, ma anche al Ministro degli Esteri Di Maio, chiede di fornire informazioni certe ai discendenti degli emigrati dal Trentino e dagli altri territori ex Austro-Ungarici divenuti italiani al termine della Prima Guerra Mondiale, che hanno presentato i documenti necessari ma che ancora attendono la conclusione della pratica.
Nella premessa, Testor ricorda che “l'associazione "Trentini nel mondo" dal 1957 opera a favore degli emigrati Trentini in tutto il mondo; l'obiettivo dell'associazione è promuovere, attraverso il lavoro di centinaia di volontari, la cultura, la lingua e lo stile di vita italiani nelle grandi città e nelle piccole località dell'Europa, dell'America Latina, dell'Australia, degli Stati Uniti e del Canada; ad oggi, infatti, l'associazione raccoglie oltre 200 circoli diffusi in trenta Paesi”.
Per i Trentini all'estero, annota la senatrice, “il riconoscimento della cittadinanza italiana rappresenta una situazione di particolare rilevanza; mentre la cittadinanza viene riconosciuta a tutti gli Italiani emigrati a partire dalla fondazione del Regno, per gli emigrati dal Trentino e dagli altri territori ex Austro-Ungarici divenuti italiani al termine della Prima Guerra Mondiale, la cittadinanza italiana è riconosciuta solo a partire dalla data dell'entrata in vigore del Trattato di Saint Germain del 16 luglio 1920; per sanare tale incongruenza, è stata emanata la legge n. 379 del 2000, che permette anche ai concittadini Triestini emigrati prima di quella data, di richiedere, a determinate condizioni, il riconoscimento della cittadinanza italiana; l'adesione è stata molto significativa e le domande presentate sono state superiori alle aspettative. Molte persone hanno completato l'iter positivamente e ora sono riconosciute a pieno titolo come cittadini italiani”.
Rilanciando la segnalazione della Trentini nel mondo, Testor spiega che “molte famiglie sarebbero ancora in attesa e la documentazione di riferimento, nonostante sia stata regolarmente presentata nei termini, non risulta pervenuta all'ufficio della Direzione centrale per i diritti civili, la cittadinanza e le minoranze, incaricato dell'assolvimento delle pratiche relative alla legge n. 379 del 2000. Al contempo, sembrerebbe che gli uffici consolari che hanno accolto le domande non abbiano più pratiche in giacenza; il rischio è che molte delle richieste presentate non trovino risposta da parte delle autorità sull'esito del riconoscimento”.
“Tale problematica è particolarmente sentita nella comunità del sud del Brasile, dove c'è un'alta concentrazione di comunità di origine trentina, ma si riscontra anche in diverse parti del mondo, in special modo in altri Paesi del Sudamerica; il riconoscimento della cittadinanza italiana è visto non solo come un'opportunità per sé e per la propria famiglia, ma anche come un importante tributo alle fatiche e ai dolori degli antenati emigrati e come l'attestazione di un'identità italiana preservata per generazioni” conclude la senatrice che a Lamorgese e Di Maio chiede di sapere “quali iniziative di loro competenza intendano intraprendere al fine di sollecitare un'accelerazione delle pratiche ancora inevase, e di sostenere, tramite gli interventi necessari, gli uffici competenti in modo che tutti i richiedenti possano ricevere una risposta in merito alle loro istanze”. (aise) 

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