Cittadini italiani prigionieri politici nelle carceri venezuelane: la risoluzione di Forza Italia in Senato

ROMA\ aise\ - “Garantire le azioni necessarie da intraprendere affinché si possa ottenere il rilascio dei cittadini italiani prigionieri politici nelle carceri venezuelane”: è solo parte del dispositivo di una risoluzione a prima firma Enrico Aimi e sottoscritta da numerosi senatori di Forza Italia che chiedono al Governo di intervenire in particolare per il rilascio di Hugo Marino, Juan Planchart e Juan Marrufo Capozzi.
Nella premessa, i senatori ricordano che “dai dati dell'ultimo annuario statistico pubblicato il 18 dicembre 2020 dal Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, sono 2.204 i cittadini detenuti in istituti penitenziari che si trovano fuori dal territorio italiano, di cui circa l'80 per cento in Europa, il 10 per cento circa nel continente americano e la parte rimanente distribuita negli altri continenti; gli enti italiani che si occupano della protezione dei detenuti all'estero sono principalmente le ambasciate e i consolati, i quali godono di una serie di poteri da esplicare per garantire che ai detenuti vengano riconosciute le minime garanzie di tutela dignitosa”.
Citate la Convenzione di Vienna sulle relazioni consolari del 1963 e la Convenzione di Strasburgo sul trasferimento delle persone condannate del 1983 che “costituiscono il quadro normativo di riferimento in base al quale si dovrebbe garantire la protezione, disciplinando nella fattispecie i compiti dei consolati, l'estradizione e il trasferimento dei condannati” i senatori sostengono che “la mancanza di vincoli e soprattutto il fatto che non tutti gli Stati abbiano sottoscritto gli accordi citati rendono evidente la debolezza del diritto internazionale”.
In Venezuela, puntualizzano, “tra i circa 400 prigionieri politici vi sono 3 cittadini italiani: Juan Planchart e Juan Marrufo Capozzi sono detenuti, con gravi problemi di salute, nelle carceri venezuelane dal 2019, mentre Hugo Marino risulta scomparso dopo essere stato sequestrato; Hugo Marino, intermediario governativo italo-venezuelano, nel giugno 2013 ha coordinato le operazioni di ritrovamento di un bimotore precipitato il 4 gennaio dello stesso anno al largo dell'arcipelago di Los Roques, in Venezuela, su cui viaggiavano 4 persone, Vittorio Missoni, la moglie Maurizia Castiglioni, Pralboino Guido Foresti ed Elda Scavenzi; il 20 aprile 2019 Hugo Marino sbarcato all'aeroporto Simon Bolivar di Caracas, secondo alcune testimonianze, subito dopo aver effettuato una chiamata telefonica alla madre, per informarla del suo arrivo, è stato prelevato da uomini della Direcion general de contrainteligencia militar; i familiari di Hugo Marino, dopo essere stati informati del fermo, si sono recati nella sede della DGCIM per avere informazioni circa il loro parente detenuto, e fornirgli ciò che avrebbe potuto alleviare il suo stato, viste le condizioni disumane in cui versano le carceri venezuelane. Respinta la richiesta dei familiari e negata l'autorizzazione a lasciare gli effetti personali del detenuto, gli stessi a distanza di una settimana sono ritornati alla DGCIM, ma, a differenza della volta precedente, è stato loro dichiarato che in quella sede non esisteva alcuna persona detenuta con il nome di Hugo Marino. Da quel momento non si hanno più notizie di lui, e secondo alcune indiscrezioni dovrebbe trovarsi in stato di arresto a Caracas, ma nessuna conferma o smentita è mai stata dichiarata dal nostro Ministero”.
Marino, ricordano, “titolare di una società specializzata in recuperi a seguito di incidenti marini, si era anche occupato delle ricerche e del ritrovamento di un altro aereo scomparso nel 2008 sempre al largo di Los Roques su cui viaggiavano 14 persone, tra cui diversi italiani”.
“Considerato che il 4 luglio 2019, Michelle Bachelet, alto commissario delle Nazioni Unite, ha presentato un rapporto di abusi, repressione politica, violenza indiscriminata delle forze dell'ordine in Venezuela; il 27 settembre 2019 con la risoluzione 42/45, il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite ha approvato la creazione di una missione internazionale indipendente di accertamento dei fatti in merito ad esecuzioni extragiudiziali, sparizioni forzate, detenzioni arbitrarie e trattamenti disumani commessi nel Venezuela dal 2014; la missione, guidata da Marta Valinas e composta da Francisco Cox e Paul Selis, in un primo rapporto ha denunciato casi di sequestro di persona e tortura da parte delle forze dell'ordine e presumibilmente ordinati dalle autorità politiche venezuelane; e che il Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite con una risoluzione dell'ottobre 2020 ha esteso per ulteriori due anni le funzioni della missione internazionale di accertamento sul Venezuela”, con la risoluzione si impegna il Governo a “intraprendere ogni azione utile atta a garantire innanzitutto il riconoscimento delle garanzie fondamentali di tutela dei diritti umani dei tre cittadini con doppia cittadinanza venezuelana e italiana, Hugo Marino, Juan Planchart e Juan Marrufo Capozzi”; in secondo luogo ad “attivare le nostre rappresentanze diplomatiche affinché si possa avere certezza dello stato di salute di Hugo Marino, rispetto al quale né il tribunale penale né la Corte suprema di giustizia venezuelane hanno mai fornito risposta alla richiesta di "habeas corpus" inoltrata dai familiari” e, infine, “a garantire le azioni necessarie da intraprendere affinché si possa ottenere il rilascio dei cittadini italiani prigionieri politici nelle carceri venezuelane”. (aise)