DELEGHE ALLA FARNESINA: DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI) INTERROGA DI MAIO

DELEGHE ALLA FARNESINA: DELMASTRO DELLE VEDOVE (FDI) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - La mancata assegnazione delle deleghe ai viceministri e sottosegretario alla Farnesina è oggetto di una nuova interrogazione. A quella della Lega del mese scorso, si aggiunge l’interrogazione che Delmastro Delle Vedove di Fratelli d’Italia indirizza al ministro Di Maio, citando, in particolare, come terreno di scontro il commercio estero, conteso da Di Stefano e Scalfarotto, e l’America Latina, su cui “confliggono” Sereni e Merlo.
“In un articolo del 10 dicembre 2019 apparso su Il Foglio, a firma Francesco Maselli e titolato «Perché Di Maio non si decide a dare le deleghe al ministero degli Esteri», viene sollevato qualche dubbio sui reali motivi della mancata assegnazione delle deleghe alla Farnesina, una questione che ai più potrebbe sembrare solo tecnica e senza particolari conseguenze ma che comporta un problema amministrativo e uno politico”, scrive il deputato nella premessa. “Luigi Di Maio – ricorda Delmastro Delle Vedove – è Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale dal 5 settembre 2019 e il suo primo atto politico è stato quello di promuovere il trasferimento al suo nuovo Ministero della competenza per il commercio estero, fino a quel momento allo sviluppo economico”.
“Il Ministro Di Maio non ha ancora assegnato le deleghe ai suoi sottosegretari, benché queste fossero già state decise quando fu siglato l'accordo sulla composizione del Governo”, ribadisce il parlamentare, secondo cui “la mancata assegnazione delle deleghe comporta due problemi concreti. Il primo è amministrativo: in assenza di competenze predeterminate tutti i dossier che deve trattare la Farnesina arrivano al gabinetto del Ministro, che di volta in volta li smista ai sottosegretari. Un processo che, ad avviso dell'interrogante, fa lavorare tutti male e rende impossibile pianificare le partecipazioni ai summit internazionali di medio livello che non prevedono la presenza del Ministro e la conseguente difesa degli interessi nazionali. Per chi arriva a Roma dall'estero, inoltre, si pone il problema del non conoscere di cosa si occupano i suoi interlocutori che in questo modo sono anche meno credibili. Il secondo problema è politico. Ogni sottosegretario ha delle «mire» politiche e, ad avviso dell'interrogante, si muove autonomamente come se avesse le deleghe, senza coordinarsi con gli altri, in una sorta di concorrenza spesso poco sana”.
“Questa sovrapposizione o mancanza di chiarezza nella linea politica – annota Delmastro Delle Vedove – si acuisce per quei settori dove gli interlocutori sono in contrasto: il Sud America, i dossier di sicurezza, il commercio estero; a seguito di tale indecisione, il 28 febbraio 2020, il sottosegretario Scalfarotto è stato a un passo dall'annunciare di voler lasciare il Governo. Scalfarotto ha reso noto che sarebbe spettato a lui la delega al commercio estero e che il Ministro Di Maio sarebbe orientato per uno spacchettamento della delega in modo da assegnare al Sottosegretario Di Stefano i settori finanziariamente più rilevanti; sull'America Latina, invece, confliggono le linee politiche del Sottosegretario Sereni e quelle del Sottosegretario Merlo del Movimento associativo italiani all'estero”.
Posto che “tale incertezza lascia la politica estera italiana in balia degli eventi e senza alcuna politica di ampio respiro, come evidenziato a seguito dei casi inerenti alla gestione dei flussi migratori e al mancato riconoscimento di Juan Guaidò come Presidente ad interim del Venezuela”, il deputato di FdI chiede di sapere “quali siano gli intendimenti del Governo e le tempistiche previste in merito all'attribuzione delle deleghe ai Sottosegretari per gli affari esteri e la cooperazione internazionale”. (aise) 

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