Ecco come contrasteremo il Prosek: Battistoni alla Camera

ROMA\ aise\ - “Metteremo in campo tutte le nostre forze e le nostre energie per bloccare questa errata ed assurda decisione, che mortifica la storia e l'identità dei nostri territori”. Così il sottosegretario alle Politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Battistoni, che ieri alla Camera ha illustrato la strategia italiana per contrastare la domanda di protezione della menzione tradizionale “Prosek” avanzata dalla Croazia all’Unione Europea.
Rispondendo all’interrogazione del deputato forzista Dario Bond, Battistoni ha ricordato che il Governo si è mosso subito dopo la comunicazione avuta a giugno dalla Commissione europea circa la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale Ue della domanda avanzata dalla Croazia, perché l’iscrizione del Prosek “avrebbe creato un pericoloso precedente di istituzionalizzazione dell'italian sounding”.
La Commissione, però, ha comunque avviato il procedimento di registrazione, ma, ha precisato il sottosegretario “ad oggi non è stata presa ancora una decisione finale sulla registrazione del “Prosek”, in quanto l'iter procedimentale è ancora nella sua fase istruttoria. La Commissione, infatti, pur avendo dato il via libera al processo autorizzativo, non è ancora entrata nel merito della domanda e lo farà soltanto nelle successive fasi di verifica e valutazione”.
Lo ha confermato anche il commissario UE all'Agricoltura, Janusz Wojciechowski, che, ha ricordato Battistoni, “nel corso del recente G20 agricolo, nell'asserire che la questione del Prosecco è molto specifica e che le obiezioni dell'Italia saranno prese in seria considerazione, ha dichiarato che la questione non è conclusa”.
Le prossime mosse. “Come previsto dall'articolo 98 del regolamento, nei prossimi 60 giorni dalla pubblicazione dell'assenso della Commissione faremo opposizione formale alla domanda croata e lo faremo in modo adeguato e compatto, sia con l'ausilio delle strutture tecniche del Ministero sia con la pressione, l'azione e l'interlocuzione politica che eserciteremo nei confronti di Bruxelles”, ha spiegato il sottosegretario. “Abbiamo già attivato un tavolo tecnico, coinvolgendo anche le regioni, le organizzazioni della filiera vitivinicola e i consorzi di tutela interessati, per predisporre una dichiarazione debitamente motivata relativa alle condizioni di ammissibilità, al fine di opporci alla protezione proposta”.
“Ci sono molti argomenti a sostegno delle nostre ragioni”, ha sottolineato Battistoni. Riconoscere il Prosek contrasterebbe “l'articolo 33, paragrafo 2, del regolamento UE n. 33/2019, che ammette la coesistenza con DOP e IGP soltanto per le menzioni protette anteriormente al 1° agosto 2009. A tal riguardo, ricordo che già dai negoziati per l'adesione della Repubblica di Croazia all'Unione europea, era stata avanzata dal medesimo Paese una tale richiesta e che, su opposizione dell'Italia, tale richiesta venne respinta. Infatti, la menzione tradizionale “Prosek” non venne iscritta nel registro della Commissione UE e la stessa Croazia fu costretta a registrare quel prodotto utilizzando altre denominazioni di origine”. Inoltre, l’Italia si appellerà “alla massima espressa dalla Corte di giustizia nella recentissima sentenza del 9 settembre 2021, nella causa “Comitè Interprofesional du Vin de Champagne contro GB”, la quale ha chiarito il concetto di evocazione al fine di impedire l'utilizzo improprio di menzioni già tutelate”.
“Non v'è chi non veda come il termine “Prosek”, per la sua affinità fonetica e visiva, evochi, nella mente del consumatore medio europeo, proprio il Prosecco italiano e, pertanto, non riteniamo che vi siano le condizioni giuridiche affinché esso possa essere registrato. Se ciò avvenisse, infatti, verrebbe palesemente smentito un autorevole principio giuridico affermato dalla Corte di giustizia europea, peraltro recentissimamente”, ha osservato il sottosegretario che, prima di concludere, ha ricordato l’importanza della produzione di Prosecco per il nostro sistema agroalimentare.
“Il Prosecco, che ha ottenuto anche il massimo riconoscimento di patrimonio dell'umanità da parte dell'UNESCO, è la prima DOP vitivinicola italiana in termini di valore alla produzione ed è cinque volte più grande della seconda DOP vitivinicola. È evidente, quindi, che c'è un settore che vive con il Prosecco e che rappresenta il nostro Paese nel mondo grazie ad una importante quota di esportazione. Pertanto, - ha concluso – metteremo in campo tutte le nostre forze e le nostre energie per bloccare questa errata ed assurda decisione, che mortifica la storia e l'identità dei nostri territori”.
Nella sua replica, Bond si è detto soddisfatto della risposta ma ha invitato il Governo ad istituire una “task force composta dal Ministero degli Affari esteri, dai Ministeri competenti delle Politiche agricole e dello Sviluppo economico” che si attivi “subito”, alla notizia di eventuali “nuovi attacchi” al made in Italy, che saranno “sempre più frequenti”, anche verso prodotti di nicchia. “Non un carrozzone, non un'altra Authority”, ma “una struttura capace di essere veramente veloce nell'intervenire” nei confronti di “Paesi che tendono a fare queste operazioni” così da “creare una sorta di accordo” preventivo, così da “evitare di andare a fare la partita”. (aise)