FRONTALIERI: BERUTTI (MISTO) INTERROGA IL GOVERNO SULLA REVISIONE DELL’ACCORDO ITALIA - SVIZZERA

Frontalieri: Berutti (Misto) interroga il Governo sulla revisione dell’accordo Italia - Svizzera

ROMA\ aise\ - A che punto è il confronto tra Italia e Svizzera sulla revisione dell'accordo bilaterale sui frontalieri del 1974? A chiederlo è Massimo Berutti, senatore eletto con Forza Italia ora nel Gruppo Misto, che in una interrogazione ai Ministri degli esteri e dell’economia, Di Maio e Gualtieri, chiede di sapere “quale sia la posizione di dettaglio del Governo italiano sulla revisione dell'accordo, in particolare in merito al il sistema fiscale applicato ai lavoratori frontalieri nonché relativamente ai ristorni per i Comuni italiani”.
“Il sistema fiscale applicato ai lavoratori frontalieri Italia-Svizzera e le compensazioni finanziarie a favore dei Comuni italiani di confine sono regolati da un accordo bilaterale, stipulato tra Italia e Svizzera il 3 ottobre 1974 e ratificato dalla legge 26 luglio 1975, n. 386”, ricorda Berutti nella premessa. “Secondo quanto si apprende da diverse fonti di stampa, l'accordo del 1974 sarebbe oggetto di un'intesa tra il nostro Paese e la Confederazione elvetica volta a pervenire ad una sua revisione relativamente alle disposizioni sulla tassazione dei lavoratori; l'eventuale revisione dell'accordo nella parte relativa al sistema fiscale per la tassazione dei lavoratori frontalieri avrà conseguenze significative sui nuovi assunti, che vedranno la tassazione sui propri redditi incrementata sensibilmente”.
“Nella fase di emergenza sanitaria determinata dal COVID-19 – ricorda ancora il senatore – le notizie circa la possibile revisione dell'accordo desta particolari preoccupazioni in un'ottica di sostenibilità sia per i nuovi lavoratori che per gli attuali frontalieri, ai quali vanno riconosciute sin da subito tutte le garanzie relative al mantenimento delle regole loro applicate”. Secondo Berutti “un'attenzione particolare deve essere data ai rischi di disparità di trattamento tra i lavoratori nonché a possibili elementi di cosiddetto dumping nel mercato del lavoro transfrontaliero”.
Posto che “secondo le ipotesi fin qui diffuse, la revisione dell'accordo potrà avere conseguenze negative per l'Italia anche in relazione ai fondi derivanti dai ristorni dei frontalieri, che rappresentano un'indispensabile fonte di finanziamento per la realizzazione di infrastrutture e servizi destinati alla popolazione dei comuni di confine”, il senatore chiede ai due Ministri “a che punto di avanzamento sia il confronto tra l'Italia e la Svizzera in merito alla revisione dell'accordo bilaterale stipulato tra i due Paesi il 3 ottobre 1974; quale sia la posizione di dettaglio del Governo italiano sulla revisione dell'accordo, in particolare in merito al il sistema fiscale applicato ai lavoratori frontalieri nonché relativamente ai ristorni per i Comuni italiani; se siano all'esame dell'Esecutivo eventuali strumenti di mitigazione per lavoratori ed enti locali” e, infine, “quali vantaggi deriverebbero da una revisione dell'accordo vigente per i lavoratori frontalieri e per i Comuni di italiani di confine”. (aise) 

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