IL CONSOLATO A NEWARK? QUANDO CI SARANNO RISORSE ADEGUATE/ DI STEFANO RISPONDE A NISSOLI (FI)

IL CONSOLATO A NEWARK? QUANDO CI SARANNO RISORSE ADEGUATE/ DI STEFANO RISPONDE A NISSOLI (FI)

ROMA\ aise\ - “Ogni istituzione di un nuovo ufficio all'estero – incluso un eventuale Consolato a Newark – potrà essere presa in considerazione solo a seguito di un aumento delle risorse umane e finanziarie della Farnesina e dopo una valutazione delle differenti esigenze delle nostre crescenti comunità all'estero”. Così il sottosegretario agli esteri Manlio Di Stefano che ieri pomeriggio, in Commissione Affari esteri alla Camera, ha risposto alla interrogazione con cui Fucsia Nissoli, deputata di Forza Italia eletta in Centro e Nord America, chiedeva “notizie certe” sulla ventilata riapertura della sede consolare.
Nell’introdurre la sua interrogazione, Nissoli ha prima ricordato che “l'area del New Jersey è interessata da nuovi flussi migratori dall'Italia, caratterizzati da una significativa presenza di giovani, con conseguente aumento degli iscritti all'AIRE, circa il 10% in più rispetto alla data di chiusura del consolato”, nel 2012; e poi sottolineato che la regione è particolarmente interessante dal punto di vista della performance economica”. Di qui, “la necessità di procedere rapidamente alla riapertura della sede consolare di Newark”, ha aggiunto Nissoli, ricordando di avere presentato una interrogazione a risposta scritta “rispetto alla quale il Governo non ha manifestato chiusura nella risposta pubblicata il 5 marzo 2019. Auspico, quindi, di potere ricevere oggi un riscontro più preciso in merito alla data di riapertura del Consolato”.
Così non è stato. La risposta del sottosegretario non ha fornito date certe, limitandosi a ricordare la limitatezza delle risorse, sia finanziarie che umane della Farnesina, a fronte della quale il Ministero ha cercato di “semplificare l'accesso ai servizi da parte dei connazionali” attraverso la digitalizzazione (Fast It, F.I.C.O. e macchinette per le impronte ai consoli onorari).
“Alla luce della forte crescita degli iscritti all'AIRE registrata negli ultimi anni, in particolar modo in Europa e nel Sud America, l'Amministrazione, anche su sollecitazione del Parlamento, è tornata a riflettere sulla possibilità di istituire un limitato numero di uffici consolari, in particolare in quei Paesi dove la richiesta di servizi è sempre più pressante e le distanze sono tali da rendere insufficiente l'impegno degli uffici onorari o le periodiche visite dei funzionari itineranti”, ha detto ancora Di Stefano. “Considerata la perdurante carenza di personale delle aree funzionali dopo oltre dieci anni di blocco del turn-over – che potrà trarre solo parziale giovamento dalle assunzioni autorizzate con le due ultime leggi di bilancio – i nuovi uffici consolari, di cui si prospetta l'apertura (Isole Canarie e, in Brasile, Vitoria), avranno comunque strutture molto agili. La riapertura del Consolato a Manchester, nella stessa logica, non inciderà sulle attuali dotazioni finanziarie della Farnesina grazie alle risorse ad hoc stanziate dal “Decreto Brexit”. In conclusione, ogni istituzione di un nuovo ufficio all'estero – incluso un eventuale Consolato a Newark – potrà essere presa in considerazione solo a seguito di un aumento delle risorse umane e finanziarie della Farnesina e dopo una valutazione delle differenti esigenze delle nostre crescenti comunità all'estero”.
Nella sua replica, Nissoli si è detta “insoddisfatta” della risposta evidenziando che “la mancata riapertura della sede consolare è legata al rispetto di vincoli di finanza pubblica che tuttavia non dovrebbero pregiudicare l'efficienza dei servizi per i nostri connazionali residenti all'estero. Spero nell'azione del governo per una considerazione più adeguata in futuro delle esigenze dei connazionali che risiedono ed operano nel New Jersey”. (aise) 

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