IL MINISTRO SPERANZA IN SENATO:IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE È IL PATRIMONIO PIÙ PREZIOSO CHE ABBIAMO

IL MINISTRO SPERANZA IN SENATO:IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE È IL PATRIMONIO PIÙ PREZIOSO CHE ABBIAMO

ROMA\ aise\ - Il coronavirus “non conosce confini, colpisce anche le superpotenze: le vecchie dispute geopolitiche sono datate, per affrontare la pandemia occorrono solidarietà e cooperazione”. Così il Ministro della salute Roberto Speranza che questa mattina in Senato ha reso un'informativa sulle iniziative per affrontare l'emergenza epidemiologica COVID-19.
Nel suo intervento – che oggi pomeriggio replicherà a Montecitorio – Speranza ha anche sostenuto che l'Europa deve cambiare politiche, perché “non è accettabile” sommare alla crisi sanitaria una crisi sociale. Richiamando le parole del Presidente della Repubblica, il Ministro ha poi invocato “un'azione comune, un clima politico unitario per la coesione sociale del Paese”. Secondo Speranza, la strada imboccata è quella giusta: “le decisioni drastiche iniziano a dare risultati”, ma facili ottimismi possono “vanificare sforzi e sacrifici”.
Le misure prese dal nostro Paese, e poi adottate via via anche da altre nazioni, stanno facendo “rallentare la curva del contagio”, ma “la battaglia è molto lunga” e, quindi, “non si deve abbassare la guardia”.
È importante portare sotto il valore uno l'indice del contagio, ma senza il vaccino il virus non sarà sconfitto completamente.
Come anticipato nei giorni scorsi, Speranza ha ribadito che è intenzione del Governo “confermare fino al 13 aprile tutte le limitazioni delle attività economiche e dei movimenti delle persone”.
Per un periodo “non breve”, ha aggiunto, occorrerà gestire la transizione, graduando le misure e conservando le pratiche adottate per evitare nuovi focolai: è l'unica strada “realistica e praticabile” per “riaccendere i motori dell'economia” e riconquistare libertà e socialità.
L'Italia, ha proseguito Speranza, “dovrebbe essere orgogliosa del lavoro fatto che è stato riconosciuto dall'OMS, con cui la relazione è continua e proficua”.
Il Ministro ha quindi ripercorso le fasi dell’epidemia, da quando è stato dichiarato lo stato d'emergenza il 31 gennaio, ha citato le difficoltà del nostro Paese alle prese con l’acquisto all’estero di mascherine e dispostivi e sottolineato che, in questi mesi, i posti letto di terapia intensiva sono stati portati a 9.081, mentre quelli di pneumologia sono stati triplicati.
Ricordato, poi, il superamento dei tetti ordinari per le assunzioni di personale e l’aggiornamento delle linee di indirizzo degli ospedali, Speranza ha indicato come priorità del futuro “la medicina territoriale, la teleassistenza, la velocizzazione delle capacità diagnostiche dei test”.
“Essenziale”, per il ministro, la definizione del tasso di sieroconversione dei pazienti che hanno sviluppato anticorpi.
Quanto all’Agenzia del farmaco, Speranza ha spiegato che l'Aifa si è attivata su quattro livelli: promozione di studi clinici e valutazione centralizzata e coordinata, lista di farmaci per il trattamento dell'infezione, contrasto della carenza di medicinali, informazione sui farmaci.
Assicurata il suo impegno sul fronte della “massima vigilanza” per evitare speculazioni a danno dei malati, Speranza ha sostenuto che occorre tornare a sviluppare con gli ospedali la rete dei servizi territoriali. Serve una “rinnovata integrazione” tra politiche sanitarie e sociali.
Concludendo, il Ministro ha voluto sottolineare come l'emergenza abbia dimostrato che il Servizio sanitario, istituito nel 1978, sia “il patrimonio più prezioso” che abbiamo e che è su di esso che “bisogna investire. Considerarlo tema per la ripresa strategica è il modo migliore per onorare le vittime” del coronavirus. (aise) 

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