SALUTE E DIRITTI PER IL PERSONALE MAECI NEI PAESI EXTRA UE: PETTARIN (FI) INTERROGA DI MAIO

SALUTE E DIRITTI PER IL PERSONALE MAECI NEI PAESI EXTRA UE: PETTARIN (FI) INTERROGA DI MAIO

ROMA\ aise\ - La Farnesina dovrebbe “preservare l'integrità e la salute del personale all'estero nei Paesi extra-Schengen”. Un tema evidenziato dal deputato di Forza Italia Guido Germano Pettarin in una interrogazione al Ministro degli esteri Di Maio.
“la rete delle ambasciate e dei consolati italiani nel mondo ha fornito, sin dall'inizio dell'emergenza, e ancora prima che fosse dichiarata la pandemia, un'amplissima azione di sostegno ai cittadini e alle istituzioni italiane che si è estesa a tutti i campi, dall'assistenza consolare ai connazionali in difficoltà, ai rapporti con le autorità locali e con le organizzazioni internazionali”, scrive Pettarin nella premessa, prima di sottolineare che “la rete estera dell'Italia è stata ancora una volta fondamentale per raccogliere informazioni sulla situazione nei diversi Paesi, per difendere interessi italiani e immagine dell'Italia nel mondo, soprattutto quando veniva e viene tuttora duramente attaccata da diverse parti con il pretesto che il Coronavirus è stato intercettato in Italia prima che altrove”.
“Di fronte a queste gravi sfide, - annota il deputato forzista – si sono manifestati in tutta la loro gravità problemi antichi della rete, che comprende anche gli istituti italiani di cultura e l'Agenzia Ice (Istituto commercio estero), primo fra tutti quello della carenza e dell'invecchiamento del personale di ruolo, specialmente i collaboratori amministrativi. Molte sedi presentano posti scoperti. In questa situazione, scoppio e conseguenze della pandemia sono state gravissime; per molte categorie questo periodo è durissimo. Sono stati spesso giustamente citati – e anche l'interrogante oggi si associa ancora al doveroso omaggio – professionisti del settore sanitario, insegnanti e tanti altri ancora impegnati in prima linea. Pochi però sembrano ricordare che tra queste categorie vi sono coloro che stanno assistendo i nostri connazionali all'estero”.
“Ci si è fino ad oggi dimenticati – accusa Pettarin – di quei servitori dello Stato che per la loro funzione prestano servizio fuori dal nostro Paese, come personale diplomatico, di ambasciate, consolati, istituti di cultura e Ice. Funzionari che da mesi vivono in perenne emergenza, spesso situazioni pericolose e precarie, anche sotto coprifuoco militare, lontano da casa, assistendo gli italiani ovunque si trovino, organizzando rimpatri e rimanendo sul posto per fronteggiare nuove emergenze; da molti mesi è impossibile tornare a casa e per moltissimi rivedere le famiglie, fare fronte a problemi ed esigenze personali e famigliari, sottoporsi a interventi e visite mediche. Non è stata offerta ai dipendenti alcuna copertura assicurativa specifica in caso contagio, considerando che molti Paesi sono sprovvisti di strutture sanitarie adeguate oppure chiedono per le cure costi elevatissimi”.
“A normativa vigente – ricorda, quindi, il deputato – l'obbligo di quarantena ribadito dal Ministro Speranza con l'ordinanza del 30 giugno 2020 costringe i dipendenti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, che fortunosamente riuscissero a rientrare in Italia, a perdere l'indennità di servizio per i 14 giorni di isolamento oppure a consumare i residui periodi di congedo in casa: in tal modo sono lesi i diritti minimi di chi, per dovere d'ufficio, proprio perché all'estero, sta scontando le più gravi conseguenze della pandemia; non bisogna dimenticare che tali periodi riposo non sono solo garantiti dalla legge, ma sono anche indispensabili per garantire al massimo livello di efficienza e adeguatezza i servizi al cittadino e alle istituzioni. I dipendenti del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale sono sfiniti e ci si chiede per quanto ancora si intende abbandonarli a se stessi nei Paesi dove si trovano, con le relative condizioni di vita e di accesso a beni e servizi e la scomparsa dei mezzi di trasporto per l'Italia: tutto questo stravolge completamente le precedenti classificazioni di disagio delle sedi, facendo precipitare molte situazioni in oggettivo e grave disagio, senza che finora la Farnesina abbia assunto alcun provvedimento in merito”.
Pettarin, quindi, chiede a Di Maio “quali iniziative intenda assumere per preservare l'integrità e la salute del personale all'estero nei Paesi extra-Schengen, in particolare garantendo fruizione effettiva dei periodi congedo, con esplicito riferimento all'obbligo di quarantena e possibili rotazioni straordinarie, rimodulazione delle fasce di rischio e disagio sulla base della nuova situazione internazionale e copertura dei rischi da contagio nei Paesi privi di sostanziale accesso alle cure”. (aise) 

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