SCUOLA ITALIANA BARCELLONA: DEIDDA (FDI) INTERPELLA IL GOVERNO

Scuola italiana Barcellona: Deidda (FdI) interpella il Governo

ROMA\ aise\ - “Assicurare la piena operatività dell'Istituto italiano statale comprensivo di Barcellona”. A chiederlo è il deputato di FdI Salvatore Deidda che ha presentato in merito una interpellanza ai Ministri degli esteri e dell’istruzione, Di Maio e Azzolina.
“L'Istituto italiano statale comprensivo di Barcellona – scrive Deidda nella premessa – è una scuola internazionale italiana con sede in Barcellona, di proprietà del Governo italiano, composto sia dalle scuole secondarie “Edoardo Amaldi” sia dalla scuola primaria e dalla scuola dell'infanzia “Maria Montessori”: in particolare, l'amministrazione scolastica e il liceo occupano un campus nel centro della città catalana, mentre tutte le altre classi trovano sede nel distretto di Sarrià”.
“L'attività dell'istituto, ormai storico ente nazionale, operante nella città catalana da decenni – stigmatizza il deputato – rischia di essere interrotta in ragione di molteplici problematiche legate all'affitto dei locali, nonché della mancanza di attenzione degli ultimi Governi: e ciò, nonostante che la comunità italiana a Barcellona e nella regione della Catalogna sia una della più importanti e numerose comunità di nostri connazionali all'estero, facendo registrare, solamente in Catalogna, circa centomila residenti; come si è già accennato, l'Istituto svolge le sue lezioni presso i seguenti due edifici, i quali ospitano circa 800 alunni, entrambi in possesso dell'associazione Casa degli italiani, la quale ha stipulato appositi contratti d'affitto con il locale consolato italiano: a) il primo, il plesso sito in carrer Setantí, 10-12, nel distretto di Sarrià-Sant Gervasi, dove hanno sede, dal 1958, la scuola dell'infanzia e la scuola primaria Maria Montessori, oltre che la scuola secondaria di primo grado Edoardo Amaldi; b) il secondo, il palazzo sito in Pasaje Méndez Vigo, 8, nel centrale quartiere Eixample, dove dal 1928 ha sede il liceo scientifico, unitamente ad alcuni uffici amministrativi”.
“Nonostante l'Istituto manchi di una palestra per tutti i gradi scolastici, di un laboratorio di scienze per i ragazzi della scuola secondaria, nonché di una sala computer e una biblioteca adatta ad accogliere i ragazzi della scuola media e della scuola elementare, le famiglie degli alunni, al fine di non recedere il fortissimo legame con l'Italia, rinnovano, costantemente, la fiducia all'Istituto”, continua Deidda, che aggiunge: “alle suindicate carenze strutturali, di recente, si è aggiunta l'assenza di un dirigente scolastico, in quanto, lo storico dirigente dell'Istituto, dopo il grande lavoro svolto anche nell'affrontare l'emergenza epidemiologica in atto, la scorsa estate ha presentato le dimissioni, e la sostituta, arrivata al suo posto ad anno scolastico iniziato, a quanto consta all'interpellante ha lasciato l'incarico prima di Natale, senza peraltro fornire alcuna, opportuna informazione alle famiglie”.
Il deputato ripercorre, quindi, gli eventi susseguitisi dal maggio dell’anno scorso: “il 19 maggio 2020, l'associazione Casa degli italiani ha comunicato al consolato italiano di Barcellona l'intenzione di rientrare nel possesso dei due edifici, considerato che il contratto d'affitto sottoscritto dalle parti, scaduto già nel giugno del 2018, non risulta essere stato ancora rinnovato; la grave situazione dell'Istituto in questione sta avendo grande risalto sui mass media, sia locali che nazionali: e ciò, già dal gennaio 2020 con la comparsa della notizia relativa alla chiusura della sede sita nel quartiere Eixample, a causa della mancanza delle licenze di sicurezza, come anche dichiarato dal presidente della scuola, Carlo Prandini, il quale, con una circolare, comunicava la decisione del consolato italiano di chiudere “temporaneamente” la struttura che ospita il liceo, per la mancanza della licenza d'uso e del piano di attività del plesso, due permessi edilizi che garantiscono l'esistenza dei requisiti di sicurezza necessari per la conduzione dell'attività scolastica; la console, Gaia Danese, al riguardo ha dichiarato che il mancato rinnovo delle suindicate licenze fosse da imputare all'assenza di licenze comunali aggiornate, tali da permettere l'utilizzo degli edifici per le attività scolastiche, mentre, il presidente dell'associazione proprietaria dei locali, Mirko Scalletti, ha a sua volta sostenuto che tali autorizzazioni avrebbero dovuto essere gestite e richieste dalla scuola”.
“Il liceo ha poi riaperto, con autorizzazioni temporanee, - precisa Deidda – seppure con l'invito all'adattamento degli spazi alle nuove normative: e ciò, almeno fino alla successiva chiusura, determinata da un nuovo lockdown generale imposto dalle autorità spagnole, al fine di fronteggiare l'emergenza sanitaria in atto; a causa della grave situazione relativa sia all'inidoneità delle strutture, sia alla direzione dell'Istituto, molti genitori si trovano disorientati in quanto, pur volendo far crescere i propri figli nell'istituto in esame, si vedono costretti a dover depositare le richieste di iscrizione al liceo entro la data odierna, in una condizione di totale incertezza sul futuro dell'istituzione scolastica”.
Secondo il deputato “appare opportuno, altresì, accertare l'effettiva titolarità dell'immobile sito in via Mendez Vigo a Barcellona, come anche già richiesto, con altri atti di sindacato ispettivo, nell'altro ramo del Parlamento, a fronte della rilevazione di alcuni elementi di scarsa chiarezza relativi proprio alla titolarità del diritto di proprietà dell'edificio ospitante”.
Deidda, quindi, chiede ai ministri “se siano a conoscenza della situazione suindicata e quali iniziative abbiano intenzione di assumere, al fine di assicurare la piena operatività dell'Istituto italiano statale comprensivo di Barcellona, nonché di verificare la reale titolarità dell'immobile su menzionato”. (aise) 

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