STATO DI EMERGENZA E CONNAZIONALI ALL’ESTERO: DALLA TERZA COMMISSIONE PARERE FAVOREVOLE AL DECRETO

STATO DI EMERGENZA E CONNAZIONALI ALL’ESTERO: DALLA TERZA COMMISSIONE PARERE FAVOREVOLE AL DECRETO

ROMA\ aise\ - Nella seduta di ieri pomeriggio la Commissione Affari esteri della Camera ha approvato il parere favorevole al Dl 83/2020, quello, cioè, che ha prorogato lo stato di emergenza al 15 ottobre.
Il decreto - Misure urgenti connesse con la scadenza della dichiarazione di emergenza epidemiologica da COVID-19 deliberata il 31 gennaio 2020 – è stato esaminato in sede consultiva per le parti di competenza.
Come ricordato dal relatore, Cristian Romaniello (M5S), alla presenza del Vice Ministro Del Re, il provvedimento “è diretto a prorogare l'efficacia delle disposizioni contenute nei decreti legge n.19 e 33, che hanno disciplinato, rispettivamente, l'applicazione delle misure di contenimento dirette a contrastare l'espandersi dell'epidemia ed il loro graduale allentamento in rapporto all'evolversi della situazione epidemiologica”.
Tra le norme che restano in vigore la sospensione dell'organizzazione di fiere e congressi; in materia di spostamenti da e per l'estero, rimane di cinque giorni il periodo massimo di permanenza senza obbligo di quarantena domiciliare per chi fa ingresso nel territorio nazionale per ragioni di lavoro, così come per il personale di imprese o enti aventi sede legale o secondaria in Italia che va all'estero per comprovate ragioni lavorative.
E ancora, viene prorogata la norma prevista dal “Cura Italia” che consente ai consolati italiani all'estero di erogare sussidi senza promessa di restituzione anche a cittadini italiani non residenti nella circoscrizione consolare, nei limiti del previsto stanziamento aggiuntivo di 6 milioni di euro. “Tale facoltà eccezionale – ha ricordato Romaniello – è stata introdotta in considerazione delle particolari difficoltà vissute dai nostri connazionali, che si trovino anche temporaneamente all'estero, in relazione alla pandemia in atto”.
Prorogate al 15 ottobre anche le disposizioni che consentono l'esercizio temporaneo di professioni sanitarie ai soggetti che abbiano acquisito all'estero un'apposita qualifica regolata da specifiche direttive dell'Unione europea, nonché le assunzioni, in ambito sanitario e socio-sanitario, di cittadini di Paesi non appartenenti all'Unione europea titolari di un permesso di soggiorno che consente di lavorare, fermo restando ogni altro limite di legge.
Il parere favorevole è stato approvato senza i voti di Lega e Forza Italia, che si sono astenuti. (aise) 

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