TUTTO SUI RIMPATRI: DEL RE RISPONDE A 5 STELLE E LEU

TUTTO SUI RIMPATRI: DEL RE RISPONDE A 5 STELLE E LEU

ROMA\ aise\ - Dall'11 marzo al 5 maggio oltre 75.000 connazionali hanno fatto rientro in patria, grazie a quasi 650 operazioni (tra voli e altri mezzi) organizzate o facilitate dalla Farnesina e dalla rete diplomatica in 111 Paesi. Questi i numeri aggiornati a martedì scorso che il viceministro degli esteri Emanuela Del Re ha riportato in Commissione esteri rispondendo a due interrogazioni sui rimpatri: una dei deputati 5 Stelle, a prima firma Suriano, in cui si chiedeva alla Farnesina “quali iniziative avesse assunto con altri Stati europei per facilitare il completo rientro dei cittadini italiani ancora all'estero attraverso la predisposizione di voli, anche utilizzando l'apposito Meccanismo dell'Unione europea di protezione civile”; l’altra di Leu, a prima firma Palazzotto, che aggiungeva anche la richiesta di informazioni su particolari paesi.
Lunga e articolata, quindi, è stata la risposta fornita da Del Re, che prima ha spiegato come si organizza un volo, poi chiarito l’utilizzo del meccanismo di protezione civile europea e infine fornito i dati sui Paesi citati da Palazzotto.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“Dall'11 marzo al 5 maggio oltre 75.000 connazionali hanno fatto rientro in patria, nel rispetto della normativa vigente, grazie a quasi 650 operazioni (tra voli e altri mezzi) organizzate o facilitate dalla Farnesina e dalla rete diplomatica in 111 Paesi. Questi numeri sono destinati a crescere, poiché sono già in programma ulteriori operazioni per i prossimi giorni.
I rientri sono stati possibili grazie all'azione mirata della Farnesina volta a mantenere aperte delle rotte commerciali indispensabili per raggiungere l'Italia, da “hub” aeroportuali quali Londra, Bruxelles, Francoforte, Parigi.
A queste azioni si è affiancata l'attività incessante di Ambasciate e Consolati, sostenute dalla Sede centrale, per ottenere dalle Autorità dei vari Paesi le necessarie autorizzazioni ad effettuare voli in deroga alla sospensione del traffico aereo.
Si tratta nella maggior parte dei casi di una procedura di autorizzazione complessa, articolata, che richiede un coordinamento strettissimo e una pressione costante sulle autorità dei Paesi interessati.
Il Meccanismo Europeo di Protezione Civile non consente un rientro gratuito per i connazionali all'estero, ma prevede una quota di rimborso dei costi sostenuti dallo Stato attivante, da un minimo dell'8 ad un massimo del 75 per cento, con quota restante a carico dei connazionali.
Il Meccanismo può essere attivato in quei Paesi dai quali non vi sono altre soluzioni commerciali praticabili, neppure con una o più triangolazioni. Esso richiede inoltre che a bordo sia collocata una quota di passeggeri europei.
Anche il Meccanismo Europeo, inoltre, prevede l'ottenimento delle necessarie autorizzazioni da parte delle Autorità locali e, data la complessità dell'operazione dovuta a sua volta al necessario coinvolgimento di più nazionalità, non sempre va a buon fine in tempi rapidi.
Tenuto inoltre conto dell'obbligo di distanziamento a bordo, introdotto dal 28 marzo, la scelta di attivare prioritariamente voli europei avrebbe comportato la necessità di realizzare almeno il triplo delle operazioni di rimpatrio organizzare fino ad oggi, rallentandole.
Date le caratteristiche della nostra collettività all'estero, composta da migliaia di persone spesso concentrate in Paesi da cui erano o sono ancora possibili collegamenti commerciali, pur complessi e costosi, la Farnesina ha quindi ritenuto il Meccanismo non pienamente rispondente alle esigenze di rimpatrio. Basti pensare alla Spagna, dove avevamo oltre 14.000 persone, oltre 5.000 solo alle Canarie.
L'Italia si è avvalsa del Meccanismo, non attivandolo in prima battuta ma beneficiando dei posti messi a disposizione in operazioni promosse da altri Stati Membri, per oltre 1.000 connazionali provenienti da parti del mondo da cui non erano più disponibili alternative commerciali e dove i numeri della collettività lo consentivano.
Dall'inizio dell'emergenza sanitaria, secondo i dati del SEAE forniti dall'Alto Rappresentante Borrell nel comunicato del 24 aprile, sono rientrati in Europa circa 500.000 cittadini UE grazie a voli nazionali organizzati dai singoli Stati Membri al di fuori del Meccanismo Comune Europeo. Con i voli realizzati nell'ambito del meccanismo UE sono rientrati invece solo circa 59.000 cittadini, di cui 53.000 dell'Unione Europea e 6.000 del Regno Unito. Al 5 maggio, come ricordato in precedenza, l'Italia è riuscita ad assicurare il rientro di oltre 75.000 connazionali.
Reputo doveroso dare un riscontro alle specifiche situazioni citate dall'On. Palazzotto.
Dalla Cambogia sono rientrati 38 cittadini italiani a bordo di un volo svizzero diretto a Zurigo lo scorso 2 aprile. Da Zurigo è infatti rimasto attivo un collegamento aereo garantito da Alitalia. I 5 tecnici bloccati in Nigeria sono in contatto costante con l'Ambasciata italiana ad Abuja e con il Consolato a Lagos. Sono in cima alla lista dei connazionali da rimpatriare, in particolare con voli messi a disposizione nei prossimi giorni da Regno Unito e Irlanda, cui sono già stati segnalati i nominativi.
Dalla Bolivia sono rientrate, ad oggi, circa 80 persone, grazie a voli europei tra il 28 marzo e il 4 maggio. L'Ambasciata d'Italia a La Paz sta seguendo inoltre il caso di alcuni connazionali ai quali sono stati proposti man mano i vari voli europei organizzati in loco, da loro rifiutati in quanto non diretti.
I lavoratori di Disney World sono rientrati in Italia con volo commerciale speciale operato dalla compagnia NEOS lo scorso 19 aprile.
Dall'Argentina sono stati organizzati ad oggi 5 voli, due il 23 marzo, a soli dieci giorni dalla sospensione del traffico aereo verso l'Europa, uno il 23 aprile, uno il 25 aprile e uno il 30 aprile. I due voli del 23 marzo sono peraltro rientrati in Italia pieni solo a metà, riportando in patria circa 410 connazionali rispetto ai circa 700 trasportabili. Molti hanno rinunciato all'ultimo minuto. Considerando anche i voli successivi e i rientri favoriti a bordo di altri mezzi grazie all'assistenza dell'Ambasciata e della rete consolare nel Paese, sono riusciti a rientrare dall'Argentina circa 1.060 connazionali. La rete consolare ha erogato circa 40 prestiti consolari, tra 1.200 e 2.000 euro ciascuno, per assistere i connazionali in difficoltà per l'acquisto dei biglietti.
Dal Messico è stato organizzato un primo volo da Cancùn a Milano Malpensa il 25 marzo per 180 connazionali, e un secondo volo avrà luogo il 6 maggio. È rimasto inoltre operativo il collegamento di linea tra Città del Messico e Parigi, operato da AirFrance e da AeroMexico, da dove sono ancora operativi i collegamenti di Alitalia.
Dall'India sono stati organizzati fino ad oggi 4 voli: un volo Air India da New Delhi il 21 marzo, un volo Alitalia da New Delhi il 27 marzo, un volo da Goa il 3 aprile, un volo da Bangalore il 21 aprile.
Dall'Australia il numero totale di rimpatriati dall'inizio della crisi è di oltre 2.300 connazionali (turisti, studenti, titolari di visto vacanza lavoro). Grazie ad un'iniziativa diplomatica italo-francese, la compagnia Qatar Airways ha operato in strettissimo coordinamento con le Ambasciate dell'Unione Europea e con la locale Delegazione UE e ha coperto così quasi tutti i rientri, garantendo peraltro uno sconto del 10 per cento a chi inserisse il codice promozionale TRAVELHOME all'atto della prenotazione. Qatar Airways ha inoltre potenziato i collegamenti fino al 15 aprile e, dopo quella data, ripristinato il normale piano operativo dei voli. Sono tuttora operativi 4 voli Doha-Roma alla settimana. A fine aprile Lufthansa ha peraltro ripristinato i collegamenti da Sydney a Francoforte, mentre Virgin e Qantas avevano ripristinato quelli su Londra già a inizio aprile. Sia da Francoforte che da Londra è possibile raggiungere l'Italia con voli diretti.
Dal Sud Africa si sta lavorando in questi giorni per la realizzazione di un volo commerciale speciale.
In Angola, le autorità locali hanno chiuso tutte le frontiere dal 20 marzo. L'Ambasciata a Luanda si è subito attivata per effettuare una ricognizione delle richieste di assistenza al rimpatrio dai cittadini italiani presenti nel Paese: ne sono emerse 30. Ai connazionali sono state comunicate tempestivamente le informazioni relative ai voli europei disponibili. Una squadra consolare è stata sempre presente presso l'aeroporto di Luanda per assistere i connazionali in partenza e se necessario fornire dispositivi di protezione individuale e gel disinfettante.
Un terzo di coloro che avevano in un primo momento richiesto assistenza al rimpatrio ha scelto poi di non partire. Ad oggi, sono rientrati 8 connazionali su un volo AirFrance e 3 connazionali con volo Lufthansa il 4 aprile, mentre 9 connazionali sono partiti il 14 aprile con volo TAP per Lisbona.
Gli italiani in Madagascar, in costante raccordo con la competente Ambasciata italiana a Pretoria, sono stati in primo luogo invitati a convergere sulla capitale Antananarivo, da cui AirFrance ha operato un volo il 23 aprile. In 29 sono partiti alla volta di Parigi, su un totale di circa 38 che avevano chiesto assistenza. I rimanenti 9 hanno deciso di non partire.
La Guinea Bissau è Paese sconsigliato dalla Farnesina, con la sola eccezione dei viaggi ritenuti necessari. La comunità italiana presente è composta per lo più da italiani che lavorano nelle ONG e religiosi. Pochi sono i connazionali che hanno contattato l'Ambasciata italiana a Dakar, competente per il Paese, chiedendo supporto per il rientro. Su Bissau vengono organizzati periodicamente diversi voli di rimpatrio della portoghese TAP. La compagnia ha ideato un sistema di registrazione dei potenziali passeggeri che vengono quindi informati della disponibilità dei voli. Le modalità di registrazione sono state comunicate dall'Ambasciata a tutti gli italiani registrati (Aire, stabili presenze e turisti). Sono così rientrati in Italia gli italiani che ne avevano necessità e rispettavano i requisiti previsti dalla normativa vigente.
Per quanto riguarda, infine, la Mauritania, l'Ambasciata a Rabat, competente per il Paese, ha curato il rientro in Italia di piccoli gruppi di connazionali rimasti bloccati nel Paese, assistendoli con triangolazioni da Nouakchott su capitali europee. La Mauritania è peraltro un Paese sconsigliato dalla Farnesina, con la sola eccezione dei viaggi ritenuti necessari.
Ho ritenuto opportuno rispondere anche in dettaglio per mostrare ancora una volta, come già fatto il 16 aprile dal Ministro Di Maio nell'audizione di fronte a questa stessa Commissione riunita con quella del Senato, l'incessante impegno di un'operazione di rimpatrio mai realizzata in queste dimensioni e nemmeno mai simulata. L'impegno della Farnesina e del Governo non cesserà fino a che l'ultimo connazionale che ne abbia diritto non sarà rimpatriato”. (aise) 

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