VOTO ALL’ESTERO: IL DOCUMENTO - GIACHETTI

VOTO ALL’ESTERO: IL DOCUMENTO - GIACHETTI

ROMA\ aise\ - Presidente della Giunta per le elezioni della Camera, Roberto Giachetti (Iv) ha predisposto e distribuito ai colleghi un documento in cui, tra l’altro, sintetizza tutte le criticità del voto all’estero emerse durante i lavori della Giunta e segnala alcuni punti che dovrebbero essere oggetto di riforma. Dalla formazione degli scrutatori alla qualità del materiale per i plichi, dall’inversione dell’opzione alle limitazioni per le candidature, Giachetti ha illustrato ieri il documento ai colleghi, nella seduta in cui la Giunta ha fatto stato della conclusione del procedimento di verifica dei poteri.
Riferendosi sia alla legge sull’elezione dei deputati che alla legge Tremaglia, Giachetti ha rilevato l’importanza della “preparazione e della selezione dei presidenti e degli altri componenti dei seggi”, visto che “sono stati riscontrati numerosi casi di verbali e tabelle di scrutinio compilati in modo non accurato e non adeguato”.
“Tutti i comitati di verifica costituiti per la verifica delle schede, tre nelle circoscrizioni nazionali e uno nella circoscrizione Estero, hanno constatato che sono state annullate molte schede che recavano, invece, voti validi, senza tenere nella dovuta considerazione le indicazioni sia di legge sia giurisprudenziali in favore della validità del voto, che deve essere ammessa ogniqualvolta possa desumersi la volontà effettiva dell'elettore”, ha ricordato il deputato, secondo cui “sarebbe pertanto opportuno evitare di inserire nuovamente, nella prossima selezione dei presidenti di seggio, coloro che, in questa tornata elettorale, hanno dimostrato una scarsa preparazione e accuratezza nello svolgimento del loro compito”.
Quanto, specificamente, al voto all’estero, Giachetti ha sostenuto l’opportunità di “invertire l’opzione”, cioè prevedere che gli iscritti all’Aire che vogliono votare per corrispondenza devono comunicarlo per ciascuna elezione. “Tale proposta è stata avanzata, come altre recepite dalla Giunta, dalla Presidente dell'Ufficio centrale circoscrizionale per la circoscrizione Estero nell’audizione del 4 ottobre”, ha ricordato Giachetti, aggiungendo che, nella stessa occasione, “è emersa anche l'opportunità di valutare l'ipotesi di un maggiore impiego di strumenti elettronici per la procedura di identificazione degli elettori (nella busta esterna che manda il consolato ci dovrebbe essere un codice a barre, di modo che queste operazioni vengano agevolate sia nella sveltezza sia anche nell'attendibilità) e, fatti gli opportuni approfondimenti, per le procedure di voto, dal momento che il voto è già espresso non in presenza ma da remoto”.
“Modalità di espressione del voto attraverso strumenti informatici sono state sperimentate e sono attualmente in uso in alcuni Paesi, che si sono dovuti porre la questione della sicurezza dei dati, che deve essere garantita attraverso piattaforme informatiche particolarmente sicure”, ha aggiunto, citando anche l’ipotesi avanzata circa il voto nei seggi (presso ambasciate, consolati o uffici di rappresentanza dell'Italia all'estero), che però, ripete la Farnesina da anni, sarebbe insostenibile economicamente.
Secondo Giachetti andrebbe modificato anche l'articolo 7 della legge n.459, quello, cioè, che “prevede che l'Ufficio centrale circoscrizionale per la circoscrizione Estero sia costituito presso la Corte di appello di Roma, nel senso di suddividere tra diverse Corti d'appello l'elettorato estero, attribuendo le 4 ripartizioni nelle quali è suddivisa la circoscrizione a 4 diverse corti d'appello”. Tale suddivisione comporterebbe “un carico di lavoro maggiormente ripartito tra gli uffici giudiziari, che potrebbero adottare misure organizzative più efficaci”.
Il presidente della Giunta ha anche ricordato che “l'enorme carico di lavoro connesso con lo scrutinio contemporaneo in una sola giornata di tutte le 4 ripartizioni della circoscrizione Estero ha comportato problemi logistici e di sicurezza del centro polifunzionale di Castelnuovo di Porto, rilevati anche dai membri della Giunta in occasione del sopralluogo effettuato il 23 ottobre 2018, nonché di incompletezza del personale addetto ai seggi”.
Da modificare anche l'articolo 12, comma 7, della legge n.459 “riguardante i termini entro i quali i plichi contenenti le schede votate vanno presi in carico dal consolato e quindi da questo spediti all'Ufficio centrale, sostituendo il giovedì antecedente la data stabilita per le votazioni in Italia con il mercoledì antecedente la medesima data”.
“Opportuno” per la nomina di presidenti e scrutatori “la possibilità di reperire tale personale soprattutto nel comune di Castelnuovo e nei comuni limitrofi, in modo da ridurre i problemi di mancato afflusso del personale stesso, di solito per motivi logistici”.
E ancora: nelle operazioni di scrutinio per la circoscrizione Estero “oltre alla compilazione non accurata dei verbali, si è tra l'altro riscontrato più di un caso nel quale si è fatta confusione tra schede nulle e schede annullate in via preliminare dai presidenti di seggio ai sensi dell'articolo 14, comma 3, lettera c), n.4), della legge 27 dicembre 2001, n. 459, e per diversi seggi si è registrata la mancanza della documentazione, soprattutto delle tabelle di scrutinio. Visto il numero particolarmente elevato di seggi della circoscrizione Estero i cui verbali risultano compilati in modo totalmente o parzialmente incongruo”, secondo Giachetti “andrebbe valutata la possibilità di prevedere – quanto meno per tale circoscrizione – l'introduzione di strumentazione informatica che verifichi la congruità dei dati di spoglio nei singoli seggi prima della chiusura delle operazioni nel seggio”.
Criticabile anche la qualità del materiale dei plichi: “il materiale trasmesso alla Giunta è giunto in uno stato di conservazione non ottimale, dovuto alla scadente qualità dei plichi”, ha detto in proposito il deputato, secondo cui sarebbe “opportuno segnalare al Ministero competente l'opportunità di adottare materiali più idonei allo scopo, con particolare riferimento alla busta esterna in materiale plastico (busta 7) e alla qualità della colla con la quale sono sigillati i plichi cartacei”. Al fine della revisione, da parte della Giunta delle elezioni, delle schede nulle o recanti voti di preferenza dichiarati nulli, “sarebbe opportuno prevedere una busta separata per tali ultime schede, che attualmente sono inserite nella stessa busta contenente le schede bianche e nulle”.
“Utile” prevedere anche per la circoscrizione Estero “la predisposizione di prospetti sui risultati dei singoli seggi al termine dello spoglio comunicati al Ministero dell'interno, così da fare avere alla Giunta delle elezioni, su sua richiesta, un ulteriore elemento documentale di riscontro dei dati, sul modello di quanto avviene per le sezioni elettorali delle circoscrizioni nazionali”.
Infine, un’annotazione sull’eleggibilità dei deputati: citando i lavori del Comitato permanente per le incompatibilità, le ineleggibilità e le decadenze, Giachetti ha segnalato “una disparità tra la verifica effettuata nei confronti degli eletti nelle circoscrizioni nazionali e degli eletti nella circoscrizione Estero”.
“L'articolo 10 del decreto del Presidente della Repubblica n.361 del 1957 – ha spiegato – richiede l'insussistenza di sovvenzioni e sussidi da parte dello Stato italiano alle società nelle quali i deputati ricoprano cariche o svolgano funzioni. L'Unione europea vieta la concessione di aiuti di Stato alle imprese private, ma tale divieto non vige in molti Paesi esterni all'Unione, dove risiedono alcuni degli eletti all'estero. Sarebbe pertanto opportuno una revisione della normativa per porre termine a tale disparità”.
Ringraziando i colleghi per il lavoro svolto, Giachetti ha preannunciato l’invio del documento alla Presidenza di Camera e Senato affinchè venga poi inoltrato alle Commissioni Affari costituzionali dei due rami del Parlamento, così come ai Ministri dell'interno e della giustizia. (aise) 

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