“FIGLI DEL TORO”: IL LIBRO DI NICOLA MASTRONARDI ALLA DANTE DI ROMA

“FIGLI DEL TORO”: IL LIBRO DI NICOLA MASTRONARDI ALLA DANTE DI ROMA

ROMA\ aise\ - Verrà presentato mercoledì 29 gennaio al Palazzo Firenze di Roma, sede della Società Dante Alighieri,Figli del Toro”, il secondo romanzo storico di Nicola Mastronardi, già autore del fortunato “Viteliú. Il nome della libertà”. Il Vice Presidente della Società Dante Alighieri, Gianni Letta, introdurrà la serata assieme a Stanislao de Marsanich, presidente de I Parchi Letterari, e Maurizio Mastrangelo, fondatore di Flavour of Italy Academy.
Tra i saluti istituzionali, ci saranno quelli di Gianni Di Cesare, sindaco di Anversa degli Abruzzi, e Mario Giannantonio, referente culturale del Parco Letterario Gabriele d’Annunzio, promotori dell’iniziativa. Mentre a moderare la presentazione sarà il giornalista Emilio Casalini. Al termine dell’incontro, è previsto anche un assaggio di prodotti provenienti da territori molisani e abruzzesi, quelli narrati nel romanzo.
“Giurarono, e fu così che nacque Italia.” È una delle frasi-chiave del romanzo storico di Mastronardi, giornalista, autore tv, collaboratore da anni di trasmissioni Rai. Appassionato cultore della storia antica dell’Appennino italiano, accademico dei Georgofili dal 2001, Mastronardi è al suo secondo romanzo storico scritto, come il primo, per “tentare di colmare un incredibile vuoto nella cultura generale italiana”. Il vuoto sarebbe la non conoscenza delle origini della Italia come nazione e del ruolo fondamentale che i popoli italici diedero alla storia italiana in età classica prima di Roma, in alleanza con essa e, infine, costringendo la Repubblica a cambiare completamente la sua storia e la sua natura e avviandola all’Impero.
Una storia “epica, sanguinosa ed esaltante” secondo Mastronardi, rimasta sin qui alla sconosciuta alla letteratura mondiale e non narrata compiutamente dagli storici antichi greci o filo romani.
“Figli del Toro”, 420 pagine, Volturnia edizioni, prende le mosse dal settembre del 91 avanti Cristo quando i popoli che abitavano l’Appennino d’Italia, stanchi di veder ignorati diritti e aspirazioni, scendono in campo contro Roma, padrona del mondo, con un esercito di centomila uomini per riconquistare territori e auto determinazione. Le inascoltate richieste per l’ottenimento della cittadinanza romana dei Marsi e la mai spenta vocazione alla libertà degli indomiti Sanniti, portano allo scontro titanico, generalizzato fra la Repubblica e la Confederazione italica in una inedita lotta per la sopravvivenza. Sarà il conflitto armato più devastante che la Penisola italiana abbia mai conosciuto nei tempi antichi, con i popoli appenninici protagonisti assoluti di vicende che cambiarono per sempre il destino della stessa Roma.
La serena esistenza di due amiche - l’una sannita, l’altra romana – l’amore appassionato di una coppia di sposi e il rapporto meraviglioso di una figlia con suo padre, vengono travolti dalla più crudele ed insensata tra le invenzioni degli uomini: la guerra. Mentre una sacerdotessa dai capelli rossi guida i condottieri italici verso le prime straordinarie vittorie mettendo a rischio la propria vita.
“Spero di emozionare i lettori fino alle lacrime” scrive Mastronardi presentando il nuovo lavoro contando così di bissare il successo di “Viteliu. Il nome della Libertà”, tutt’ora un long seller grazie all’entusiastico passa parola dei lettori. Cinque premi letterari vinti, sessanta scuole del centro Italia che lo leggono, oltre duecento presentazioni all’attivo tra le quali si segnalano quelle ospitate nei Musei Archeologici Nazionali di Campania, Umbria, Marche, Molise e Abruzzo. I luoghi del romanzo, nell’Appennino centro meridionale, sono ormai oggetto di turismo scolastico e culturale.
Nicola Mastronardi è nato nel 1959 nel cuore del Sannio settentrionale (Agnone, Molise), terra dei Pentri, dove vive. Per parte di madre è abruzzese di Avezzano (Aq), terra dei Marsi.
Laureato in Scienze Politiche alla “Cesare Alfieri” di Firenze, già cultore di materie storiche dell’Università del Molise, è membro dell’Accademia dei Georgofili, per agli approfonditi studi sulla storia della Civiltà pastorale dell’Appennino italiano.
Reporter storico del mensile Cavallo Magazine (1991 – 2010), per tredici anni è stato consulente e autore di Rai Uno per Linea Verde e La Vita in Diretta Estate, trasmissione per la quale ha curato e condotto la rubrica “Cammini d’Italia” nel 2017. Attualmente è autore di documentari di viaggio a cavallo nel mondo per Kilimangiaro (Rai Tre). (aise) 

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