Il matrimonio non è una bacchetta magica: "Le guerre delle donne" di Emanuela Zuccalà

ROMA\ aise\ - Rasha ha 21 anni, rimpiange la sua Damasco e a Mafraq sta studiando graphic design. Si racconta a Emanuela Zuccalà in “Le guerre delle donne” con queste parole: “Mio padre è riuscito ad arrivare in Germania: due mie sorelle e un fratello potranno raggiungerlo perché sono ancora minorenni, mentre io e un’altra sorella siamo costrette a restare qui con mia madre. Tutti ci dicono di sposarci, come unica soluzione per sentirci protette: mia sorella ci sta pensando, io non voglio. Voglio studiare, lavorare. Essere indipendente. Mia zia aveva studiato Farmacia: ci ha insegnato che le donne studiano e lavorano. Il matrimonio non è una bacchetta magica per salvarci dalla crudeltà della vita. Magari fosse così semplice”.
“Le guerre delle donne” (Infinito edizioni) raccoglie le testimonianze di trenta donne, dall’Africa al Brasile fino all’Europa, unite nel dire no alle ingiustizie e alla violenza. Emanuela Zuccalà ci presenta attraverso un lavoro che unisce il reportage giornalistico e il colloquio intimo, le loro storie che toccano i nodi più cruciali dei diritti femminili violati, regalandoci ritratti profondamente rivoluzionari e indimenticabili.
Il libro (€ 15,00 – pag. 256) gode del patrocinio di ActionAid, Cospe, Cuamm, Intersos, No Peace Without Justice, WeWorld e Zona.
Emanuela Zuccalà è giornalista, scrittrice e regista, premiata a livello internazionale per i suoi lavori e il suo attivismo per i diritti delle donne. Tra i suoi libri, tradotti in varie lingue: Sopravvissuta ad Auschwitz. Liliana Segre, testimone della Shoah (Paoline); Donne che vorresti conoscere (Infinito edizioni, 2014); Giardino Atomico. Ritorno a Chernobyl (Infinito edizioni, 2017). (aise)