“LA PACE FREDDA. È DAVVERO FINITA LA GUERRA IN BOSNIA ERZEGOVINA?”: IL NUOVO LIBRO DI ANDREA CORTESI E LUCA LEONE

“LA PACE FREDDA. È DAVVERO FINITA LA GUERRA IN BOSNIA ERZEGOVINA?”: IL NUOVO LIBRO DI ANDREA CORTESI E LUCA LEONE

ROMA\ aise\ - Sarà in libreria dal prossimo 16 gennaio “La pace fredda. È davvero finita la guerra in Bosnia Erzegovina?” (€ 18,00, pag. 176+Dvd) nuovo libro di Andrea Cortesi e Luca Leone edito da Infinito Edizioni.
A firmare la prefazione al volume è Riccardo Noury, mentre l’introduzione è di Michele Buono e la postfazione di Giorgio Graziani.
“La pace è fredda perché la guerra è ancora calda”, annota Noury. “Basta esaminare l’apartheid ancora dominante nel sistema scolastico o il rifiuto di una memoria non dico condivisa ma almeno solidale e rispettosa. Basta osservare il disinteresse delle autorità alla richiesta di giustizia che ancora si leva dalle donne sopravvissute allo stupro. Con la giustizia non si fanno soldi e non si ottiene consenso: col clientelarismo e la corruzione sì”.
Nel novembre del 1995 gli Accordi di Dayton hanno fermato la guerra in Bosnia Erzegovina, ma non hanno costruito una vera pace. Un quarto di secolo dopo la fine del conflitto del 1992-1995 uno scrittore, un cooperante e una film-maker sono andati alla ricerca dei testimoni del conflitto, le stesse persone che, dopo la firma degli accordi di pace, si sono rimboccate le maniche per cercare di ricostruire un Paese che invece è diventato prigioniero di nazionalismi, corruzione, povertà e odi instillati a tavolino, in una società duramente messa alla prova da lutti e abbandono.
Jovan Divjak, Pero Sudar, Amor Mašovic, Staša Zajovic, Bakira Hašecic, Kanita Focak, Jacob Finci, Dervo Sejdic e tanti altri testimoni raccontano senza nulla tacere la guerra, il ritorno alla pace, le difficoltà, le speranze e le delusioni della Bosnia Erzegovina, ma anche della Serbia, di oggi. Da Sarajevo a Bratunac, via Belgrado, da Višegrad a Srebrenica, le voci dei protagonisti si rincorrono, superando le appartenenze culturali, per raccontare le tragedie individuali e familiari. Un quarto di secolo dopo, la Bosnia Erzegovina ha ancora attaccato alle caviglie il peso incalcolabile del conflitto, che la sta facendo sprofondare sempre più in basso. Sul presente e sul futuro si addensano nere nubi. Eppure, stando a sentire i protagonisti di questo lavoro, c’è ancora qualcosa che instilla una speranza di cambiamento nei bosniaco-erzegovesi.
Il volume sarà presentato mercoledì 15, a Modena, presso la libreria Ubik (via dei Tintori 22, ore 18,00): qui dialogherà con gli autori Saverio Cioce; mentre venerdì 17 gennaio, a Bologna, sempre presso la libreria Ubik (via Irnerio 27, ore 18,00) sarà Vito Di Stasi a confrontarsi con Cortesi e Leone.
Il volume gode del patrocinio di Amnesty International, Comune di Reggio Emilia, Iscos Emilia Romagna, Iscos Lombardia, Iscos Toscana, Letteraltura Adriatic Green Net, Bosna u srcu, Cooperativa sociale Madre Teresa, Diocesi di Chiavari, Fondazione Langer, Mirnimost, Non dalla guerra, SGB CISL Sudtirolo e del supporto di CSV Lazio. Il Progetto è finanziato con i fondi Otto per Mille della Chiesa Valdese.
Luca Leone, giornalista professionista, è laureato in Scienze politiche. È direttore editoriale e co-fondatore della casa editrice Infinito edizioni. Ha scritto per molte testate. Ha firmato una ventina di libri per più editori; tra questi, per Infinito edizioni, ama ricordare: Srebrenica. I giorni della vergogna (2005); Bosnia Express (2010); I bastardi di Sarajevo (2014); Srebrenica. La giustizia negata (2015, con Riccardo Noury); Eden. Il paradiso può uccidere (2016); Višegrad. L’odio, la morte, l’oblio (2017); Tre serbi, due musulmani, un lupo (2019, con Daniele Zanon).
Andrea Cortesi, romagnolo, vive a Reggio Emilia. Entra in Iscos Emilia-Romagna nel 2001 come obiettore di coscienza; dopo il servizio civile parte per il Perù, dove lavora per tre anni in progetti di sicurezza alimentare e di emergenza. Rientrato in Italia, torna in Iscos Emilia-Romagna, diventa direttore nel 2010. È laureato in Filosofia con una tesi su Michel Foucault e in Geografia e processi territoriali con una ricerca sull’economia familiare degli allevatori di alpaca del Perù. (aise) 

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