CONTRIBUTI ALLA TRADUZIONE PER CASE EDITRICI ITALIANE E SVEDESI: IL BANDO DELLA FONDAZIONE LERICI

CONTRIBUTI ALLA TRADUZIONE PER CASE EDITRICI ITALIANE E SVEDESI: IL BANDO DELLA FONDAZIONE LERICI

STOCCOLMA\ aise\ - La Fondazione C.M. Lerici di Stoccolma, nata in stretta connessione con l’Istituto Italiano di Cultura, eroga ogni anno contributi alla traduzione e pubblicazione rivolti a case editrici italiane e svedesi.
Il bando 2020 è stato aperto il 1° dicembre scorso e si chiuderà il 31 gennaio: le case editrici possono chiedere contributi per la pubblicazione di opere in italiano riguardanti la Svezia o la cultura svedese o, viceversa, di opere in svedese sull’Italia o la cultura italiana.
Nella selezione viene data la priorità alle opere ritenute più importati per lo scambio culturale tra i due Paesi.
La Fondazione assegna contributi per la copertura, ad esempio, dei costi relativi a traduzione e costi di stampa, mentre sono esclusi contributi per viaggi di ricerca o marketing.
Nella domanda, le case editrici dovranno specificare il costo dell’intero progetto editoriale e il budget che viene richiesto alla Fondazione, specificando le voci di spesa.
Si può fare domanda per importi compresi tra 5.000 e 50.000 corone svedesi.
Le case editrici dovranno fare domanda entro il 31 gennaio, compilando il modulo disponibile sul sito della fondazione.
LA FONDAZIONE LERICI
La storia della Fondazione C.M. Lerici si lega indissolubilmente alla storia dell’Istituto Italiano di Cultura di Stoccolma, la cui prima sede in Linnégatan 16, nel centrale quartiere di Östermalm, fu inaugurata nel 1942. Inizialmente, si svolgevano attività principalmente legate all’insegnamento della lingua italiana. Dopo pochi anni, tuttavia, tale sistemazione si rivelò inadeguata, così che fu decisa la costruzione di una sede indipendente, che ancora oggi ospita l’Istituto Italiano di Cultura.
Un ruolo chiave nell’edificazione del nuovo Istituto di Cultura fu ricoperto dall’industriale italiano Carlo Maurilio Lerici, il quale, giunto in Svezia negli anni Trenta, si dedicò prevalentemente alla produzione dell’acciaio inossidabile, coltivando al contempo numerosi interessi culturali, soprattutto in ambito archeologico.
Intorno alla seconda metà degli anni Trenta, nel quadro degli accordi bilaterali fra lo stato italiano e quello svedese riguardanti la donazione di appezzamenti di terreno da destinare a istituti culturali, fu individuata un’area nel quartiere di Gärdet. Il progetto del nuovo edificio fu firmato da Gio Ponti, in collaborazione con Pier Luigi Nervi e Ferruccio Rossetti, e donato a Carlo Maurilio Lerici, il quale si assunse l’onere di sostenere la maggior parte delle spese. La sede fu inaugurata il 24 novembre 1958, alla presenza del re di Svezia Gustavo VI Adolfo.
In quello stesso periodo, Carlo Maurilio Lerici decise di dare vita alla Fondazione che porta il suo nome e che ancora oggi eroga borse di studio per cittadini italiani e svedesi che intendono svolgere progetti di ricerca in Italia o in Svezia in un ampio spettro disciplinare, oltre che contributi alla pubblicazione di opere italiane e svedesi.
La Fondazione C.M. Lerici fu costituita con gli investimenti dei profitti derivati dai rapporti commerciali e industriali intessuti con la Svezia dallo stesso Lerici, il quale aveva intenzione di lasciare idealmente memoria della sua presenza e della sua attività nel paese da lui tanto amato. (aise) 

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