Inaugurata all’Ermitage di San Pietroburgo la mostra “Glasstress. Finestra sul futuro”

SAN PIETROBURGO\ aise\ - Inaugurazione in grande stile, lo scorso 11 settembre al Museo Statale Ermitage a San Pietroburgo, della stupefacente mostra "Glasstress. Finestra sul futuro", organizzata da Museo Statale Ermitage, Berengo Studio e Fondazione Berengo, in collaborazione con Ermitage Italia e Villaggio Globale International, con il supporto del Consolato Generale d'Italia a San Pietroburgo e il sostegno di Lavazza.
Una delle più grandi esposizioni dedicate alle opere contemporanee in vetro di Murano occupa più di 10 sale, all'interno del General Staff Building, incluse le monumentali Grand Enfilade e White Hall, così come gli spazi intimi della Courtyard Gallery e della Red Hall.
La mostra presenta più di 50 opere realizzate in vetro da artisti contemporanei nell'isola veneziana di Murano. Tra i partecipanti vi sono artisti famosi come Ai Weiwei, Renate Bertlmann, Koen Vanmechelen, Michael Joo, Petah Coyne, Mat Collishaw e Laure Prouvost. Di particolare interesse sono i pezzi creati da Ilya ed Emilia Kabakov, Chapman Brothers, Jaume Plensa e Hans Op de Beeck, artisti le cui opere sono già state esposte con grande successo in mostre presso l'Ermitage.
Presenti all'inaugurazione anche: il Direttore Generale dell'Ermitage Michail Piotrovsky, il Console Generale d'Italia a San Pietroburgo Alessandro Monti, Dimitri Ozerkov curatore della mostra e Capo del Dipartimento d'Arte contemporanea del Museo e del Progetto Hermitage 20/21 e, in qualità di rappresentante della Fondazione Berengo, l'artista Marya Kazoun e Koen Vanmechelen, art director e uno degli artisti esposti.
“Abbiamo legami di vecchia data con Glasstress. Nell'ambito di questo progetto abbiamo realizzato una splendida mostra a Venezia. Oggi Glasstress è all'Ermitage. Questa mostra rappresenta un'ottima formula, poichè permette di presentare un ampio spettro di arte contemporanea, artisti famosi e non ancora così noti, uniti attraverso un materiale magico come il vetro. Il vetro è una delle più grandi invenzioni artistiche dell'umanità. Le persone hanno imparato a imitare la natura in modo impeccabile e a creare allo stesso livello”, ha detto Mikhail Piotrovsky, direttore generale del museo russo. “Artisti di diversi Paesi e generazioni riflettono nelle loro creazioni processi sociali attuali, eventi storici, esperienza personale, caratteristiche e filosofia di quello che per molti di loro era un materiale ancora inesplorato. L'elevato numero di presenze offrirà ai visitatori dell'Ermitage l'opportunità unica di conoscere uno spaccato dell'attuale panorama artistico internazionale e di scoprire come i tradizionali metodi di lavorazione del vetro possano essere utilizzati per produrre opere d'arte contemporanea“.
L'opera di Ai Weiwei, Black Chandelier in Murano Glass, è una complessa scultura in vetro composta da teschi, scheletri, ossa di animali, organi interni e parti di granchi. È una reinterpretazione del classico lampadario in vetro veneziano, che ne ribalta funzioni e significati. L'opera è una riflessione dell'artista sul deterioramento del rapporto delle persone con la natura, l'impatto sul mondo animale e il futuro nebuloso dell'umanità.
Anche Babylon di Joana Vasconcelos è un'opera ispirata ai magnifici lampadari dei palazzi veneziani: una moltitudine di lunghi tentacoli lavorati a maglia, impreziositi da perline e sfere di vetro, trafitti da decine di lampade a LED, che si intersecano e si intrecciano con grandi elementi rotondi in vetro di Murano. Un esuberante organismo femminile in pizzo prende possesso della struttura in vetro del lampadario e lo trasforma nell'incredibile giardino pensile a cui fa riferimento il titolo.
Con l'aiuto dei Maestri vetrai muranesi che hanno soffiato il vetro, Ilya ed Emilia Kabakov hanno ricreato la loro opera The Man Climbing Over the Wall, conosciuta anche come The Eternal Emigrant (1995/2004), e hanno dato un nuovo impulso vitale a una scultura ancora attuale.
L'opera di Jaume Plensa See No Evil, Hear No Evil, Speak No Evil fa riferimento alla rappresentazione orientale delle tre scimmie sagge, famosa in tutto il mondo. Tuttavia l'artista, desiderando creare una diversa interpretazione simbolica, ha volutamente scambiato le teste dei primati con il volto di una giovane ragazza. L'indizio è celato all'occhio di chi guarda, poiché i mondi di Plensa si trovano nel regno dei sogni e delle illusioni.
“L'arte non conosce confini. Non può essere tenuta in gabbia. Va in giro liberamente”, sottolinea Adriano Berengo, presidente di Berengo Studio e Fondazione Berengo. “Nonostante tutte le quarantene, i blocchi e le restrizioni che abbiamo incontrato in questi tempi senza precedenti, è evidente che l'energia creativa non può essere tenuta sotto chiave. Dico questo con enorme orgoglio da Murano, perché nonostante tutte le difficoltà siamo riusciti a organizzare questa mostra e perché nonostante tutto stiamo continuando a produrre grande arte e a renderla fruibile alle persone di tutto il mondo”.
“Il veneziano Adriano Berengo ha dato una svolta incredibilmente importante alla storia del vetro moderno di Murano”, commenta Dimitri Ozerkov. “È riuscito a coniugare la tradizionale industria del vetro con il fenomeno dell'arte contemporanea nella sua versione postmodernista. Ciò gli ha permesso di portare il lavoro con il vetro fuori dalla tradizionale sfera decorativa e delle arti applicate, che era il suo luogo storico, per approdare nella sfera della creatività concettuale. “Il vetro di Murano si è trasformato da materiale ordinario adatto per realizzare vasi, recipienti per bere, lampadari e bigiotteria a mezzo di espressione personale per un artista di oggi. Nel mondo di oggi la cosa più importante è la comunicazione, la traduzione da un linguaggio ad un altro. La Fondazione Berengo è nata appositamente per creare un dialogo tra artisti contemporanei e vetrai specializzati, uno scambio che si fonda sulla comunicazione interdisciplinare. Il concetto di un'opera è trasmesso dall'artista all'artigiano, il quale propone un metodo per realizzarla nella materia. Attraverso il dialogo, viene stabilita una procedura per il loro lavoro congiunto e il grado in cui l'autore dell'idea sarà coinvolto nel processo tecnico. Il risultato finale è approvato dall'artista. Questo nuovo sistema ha permesso di ridare vita e rivedere attraverso un'ottica moderna l'intera storia e l'immaginario del vetro nella cultura mondiale”.
Koen Vanmechelen, art director e tra gli artisti partecipanti alla mostra, vede le opere d'arte “come specchi a due facce: riflettenti da un lato e trasparenti dall'altro. Sono finestre su un'epoca e, allo stesso tempo, possono svelare come saremo percepiti da chi ci guarda dal futuro poiché l'arte è pensata dal futuro. Quindi “Glasstress. Finestra sul futuro” è una riflessione sui nostri tempi: un periodo in rapida evoluzione”.
Nel 2015, nell'ambito degli eventi collaterali della 56^ Biennale d'Arte Contemporanea di Venezia, Palazzo Cavalli-Franchetti a Venezia è diventato la sede della mostra “Glasstress 2015 Gotika”, organizzata dal Museo Ermitage in collaborazione con Berengo Studio e parte degli eventi in occasione del 250° anniversario del museo russo. L'esposizione comprendeva oggetti appositamente selezionati dalla collezione dell'Ermitage – armature, piatti da chiesa, reliquiari e altre opere d'arte applicata realizzate in stile gotico e neogotico – che sono stati presentati in dialogo con pezzi realizzati da artisti contemporanei presso Berengo Studio nell'isola di Murano. In quel momento nacque l'idea di presentare il progetto anche a San Pietroburgo. Gli anni successivi sono stati impiegati nell'accurata selezione delle opere, così come degli artisti che hanno prodotto nuove opere appositamente per l'evento all'Ermitage.
La mostra “Glasstress. Finestra sul futuro” si svolge nell'ambito del progetto Ermitage 20/21, istituito nel 2007, che mira a raccogliere, esporre e studiare l'arte del XX e XXI secolo.
I curatori della mostra sono Dimitri Ozerkov, capo del Dipartimento di Arte Contemporanea dell'Ermitage; Yelisei Zakharenkov, ricercatore junior nello stesso dipartimento e Olga Kozhura, tecnico di laboratorio del dipartimento.
Per la mostra è stato realizzato un catalogo illustrato in lingua russa. I testi all'interno sono di Dimitri Ozerkov, Yelisei Zakharenkov, Adriano Berengo, Presidente di Berengo Studio e della Fondazione Berengo, Koen Vanmechelen, art director della mostra. (aise)