ITER AMORIS: LA DANTE DEL PRINCIPATO DI MONACO CELEBRA IL DANTEDÌ

ITER AMORIS: LA DANTE DEL PRINCIPATO DI MONACO CELEBRA IL DANTEDÌ

MONTACARLO\ aise\ - La Dante del Principato di Monaco celebrerà il prossimo 25 marzo il Dantedì, giorno simbolico che a partire dal 2020 l’Italia ha annunciato di voler ufficialmente dedicare a Dante Alighieri, al fine di rendere al Sommo Poeta il dovuto omaggio quale Padre della lingua italiana e permettere di onorarlo sia nel nostro paese che ovunque nel mondo.
Per questa ricorrenza, la Dante Monaco ha preparato, in collaborazione con il Servizio Diocesano della Cultura di Monte-Carlo, uno straordinario evento fuori programma: mercoledì 25 marzo andrà dunque in scena presso la Chiesa di Santa Devota alle ore 19.30 il Recital Concerto “Iter Amoris” ideato dall’attore, regista e drammaturgo Pietro Conversano, che sarà anche la voce recitante, accompagnato da elementi di due gruppi di musica antica l’Ambroisie sotto la direzione di Marie-Claire Bert e il duo Flor-Enversa. Il recital si svolgerà attraverso un breve percorso dantesco sotto il segno dell’Amore.
Dante fu poeta dell’Amore: all’amore lo richiamava il suo temperamento ricco di passioni e l’ampio orizzonte delle sue esperienze. Non meno vivo fu però in lui il senso dell’eterno, misura di tutte le cose, al quale l’umanità deve mirare costantemente come meta, senza soffocare il senso dei valori della vita terrena. Il viaggio oltremondano del poeta Dante Alighieri, può quindi essere interpretato come una rieducazione all’amore: da sentimento che trova in sé la propria giustificazione e il proprio fine, a forza che tocca l’animo per elevarlo al di là dell’effimero di cui sono costellate la vita e la società dell’uomo.
E la Divina Commedia così come era cominciata si chiude con la parola AMORE, che accoglie in sé tutte le cose create insieme alla volontà e al desiderio stesso di Dante: “…l’Amor che move il sole e l’altre stelle”. L’eterno e il terreno: le due anime del poema.
È proprio in questa sublimazione dell’amore che si realizza e si glorifica l’Io del Poeta, come l’Io di ogni altro uomo che con lui si è smarrito nella selva e ha saputo ritrovare il cielo. (aise) 

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