Lecce: Beatrice e Ludovica Rana in concerto per lo Schubert Club di Minneapolis (USA)

LECCE\ aise\ - Beatrice e Ludovica Rana sulla scena dell’abbazia di Santa Maria di Cerrate a Lecce, in un concerto “virtuale” prodotto dalla celebre associazione statunitense Schubert Club di Minneapolis, negli Stati Uniti. Le due musiciste si faranno interpreti di alcuni brani della grande tradizione concertistica per violoncello e pianoforte ma anche di preziose composizioni meno note firmate da donne, come Fanny Mendelssohn Hensel e Clara Wieck Schumann, che sfidando le restrizioni del loro tempo si sono cimentate in un mondo creativo riservato da sempre ai soli uomini.
L’evento in streaming
sarà disponibile per un mese a partire da giovedì prossimo, 15 aprile, alle ore 19.30 (ore 2.30 del 16 aprile in Italia) sulla piattaforma schubert.org ma anche sulla pagina Youtube e Facebook dell’associazione. Come tutti i “virtual concert” prodotti da Schubert Club sarà gratuito e senza necessità di prenotazione del biglietto.
Ormai da un anno molte abitudini sono state sconvolte dalla pandemia. Lo spettacolo dal vivo si è in parte spostato dalle sale da concerto, dai teatri, dalle piazze, agli schermi dei pc, dei tablet e delle smart tv. Ascoltare la musica a casa, in pantofole e con le proprie cuffie o auricolari, è diventata ormai una nuova forma di consumo culturale.
Tante stagioni concertistiche e teatri nel mondo hanno prodotto numerosi spettacoli in streaming. Anche Schubert Club, avviando una stagione di concerti virtuali, a beneficio del suo vasto pubblico, in tutto il mondo. Tra questi, per la sezione International Artist Series, è inserito quello di Beatrice Rana, pianista ventottenne tra le stelle del panorama musicale mondiale, “artista esclusiva” di Warner Classics, oggi direttrice artistica dell’Orchestra Filarmonica di Benevento OFB, e la sorella Ludovica Rana, violoncellista venticinquenne, già affermata solista sulla scena internazionale, vincitrice di diversi concorsi nazionali e internazionali, diplomata nella classe di Giovanni Sollima all’Accademia di Santa Cecilia.
Le due sorelle salentine hanno scelto uno dei monumenti simbolo del Sud Italia, splendido esempio di architettura romanica pugliese e primo bene FAI in Puglia, per rispondere alla chiamata di Schubert Club. Il loro è un concerto “in famiglia”, sotto diversi punti di vista.
Saranno proposti alcuni brani della grande tradizione concertistica per violoncello e pianoforte come i Phantasiestücke, Op. 73 di Robert Schumann, la Sonata No. 2 in Re maggiore, Op. 58 e la Romance sans paroles, Op. 109 di Felix Mendelssohn – Bartholdy, affianco ai meno noti brani come la Fantasia di Fanny Mendelssohn Hensel, i 2 Lieder, Op. 13 di Clara Wieck Schumann.
Il programma è una lunga narrazione in cui il tema centrale è proprio l’hausmusik. Protagonisti, interpreti, compositori e compositrici di questo recital sono coinvolti in un rapporto familiare, per usare il nuovo linguaggio “pandemico”, sono congiunti: sono sorelle le due interpreti, Beatrice e Ludovica Rana, fratello e sorella i compositori Felix e Fanny Mendelssohn – Bartholdy, marito e moglie sono Robert Schumann e Clara Wieck Schumann, virtuosa del pianoforte e una delle pochissime donne di cui si parla nei manuali di storia della musica.
“Quando ho ricevuto dall’Associazione Schubert Club di Minneapolis la proposta di registrare un recital in Italia non ho potuto immaginarlo che in Puglia, nella mia terra - spiega Beatrice Rana –; ho pensato di realizzarlo nell’Abbazia di Santa Maria di Cerrate, una delle meraviglie dell’età medievale dell’intera area salentina, un vero spaccato di arte greco-bizantina. La luce del posto, i riflessi della pietra, gli straordinari affreschi di pittura bizantina, la straordinaria acustica e soprattutto la presenza di Ludovica, mia sorella, sul palcoscenico “virtuale” con me, hanno reso questa esperienza un momento di assoluta intima felicità. Certo, ci tengo a ribadirlo, lo spettacolo dal vivo manca in maniera esasperata, manca la vita intorno al concerto, manca l’affetto della gente, quella straordinaria energia che solo il pubblico in sala può dare; il live streaming non è e non può essere considerato un’alternativa se non provvisoria al concerto dal vivo!” conclude Beatrice Rana. (aise)