MARCELLA CONTINANZA: LA FORZA DIROMPENTE DELLE PAROLE – DI VALERIA MARZOLI

MARCELLA CONTINANZA: LA FORZA DIROMPENTE DELLE PAROLE – di Valeria Marzoli

ROMA\ aise\ - Marcella Continanza si impose nel difficile mondo del giornalismo sin dagli anni ‘60. Iniziò la sua carriera scrivendo recensioni di libri di poesie e film d’autore sulla pagina letteraria de “La Provincia” di Como: “Poesia in forma di rosa” di Pier Paolo Pasolini, “Satire” di Aulo Persio Flacco. In poco tempo ne divenne la redattrice culturale.
Sul finire degli anni ‘70 firmò le prime pagine de “Il Diario” di Padova, scrivendo articoli di impegno civile. Erano anni difficili che sconvolsero il tessuto sociale e politico italiano. Atti terroristici insanguinavano quasi quotidianamente città come Roma, Bologna, Torino, Milano e i gruppi eversivi misero in discussione e minacciarono le istituzioni repubblicane. Allora Marcella Continanza non si tirò indietro e scelse di lavorare in cronaca, in prima linea, per cercare di dare una risposta, un senso a quei drammatici avvenimenti. Scrisse articoli vibranti, diretti, che facevano tremare i polsi.
Attenta osservatrice dei cambiamenti della società italiana conobbe realtà diverse; si interessò dei consultori, del divorzio, dell’aborto, della condizione femminile e della nuova consapevolezza delle donne di essere considerate al pari degli uomini.
Poi riprese a scrivere articoli culturali per “Il Diario” di Venezia e nel 1984 seguendo la sua passione per la settima arte, fondò e diresse il mensile “Vietato fumare: tutto cinema e dintorni”. Recensì “Il Gattopardo” di Luchino Visconti, sublimando l’inquadratura della scena del ballo che rappresenta il momento magico riservato solo al vecchio principe di Salina (Burt Lancaster) e alla bella Angelica (Claudia Cardinale) e “Uccellaci e uccellini” dove la comicità tramuta la prosa in poesia. Purtroppo, questa meravigliosa avventura durò soltanto un anno.
In seguito, Marcella Continanza si trasferì in Germania a Francoforte sul Meno dove lavorò per più di un decennio presso il “Corriere d’Italia”, giornale edito dalle Missioni Cattoliche.
Nel 1999 iniziò un’altra stagione della sua vita e fondò “Clic Donne 2000: il giornale delle italiane in Germania” che ha diretto fino alla sua scomparsa.
Il giornale nasceva dall’esigenza di dare voce a tutto quell’universo femminile che non trovava spazio nella stampa “ufficiale”. Dietro alla dura e dolorosa emigrazione degli uomini italiani esisteva anche il drammatico mondo dell’emigrazione delle donne a cui “Clic donne 2000” offriva l’opportunità di esprimersi liberamente. Marcella Continanza andava fuori dai cancelli delle fabbriche per intervistare impiegate, operaie, cameriere e piano piano quelle donne, che erano considerate solo un’appendice del mondo maschile si aprirono di fronte a quella giornalista così atipica, che si interessava di loro. Le spronava a raccontare le loro storie di soprusi, di disagi, di violenze, ma anche di nostalgia, che puntualmente pubblicava.
Quell’esile giornalista venuta da uno sconosciuto paese del meridione d’Italia, Roccanova in Basilicata, non si fermava davanti a niente e diventò promotrice di alcune istanze di quelle donne: si attivò presso le istituzioni per ottenere dei luoghi dove potessero riunirsi e trascorrere un po’ di tempo libero; diede vita a varie manifestazioni tra cui “Cibo e Memoria” dove ogni donna preparava una pietanza, un dolce del proprio luogo d’origine in grado di ricreare sapori ed emozioni perduti nella memoria che avevano il potere di rievocare la propria infanzia, i momenti felici vissuti nel passato; fondò la Rassegna “Donne e Poesia” rivolta a quelle donne italiane emigrate in Germania che ancora si esprimevano in italiano e che trovarono il coraggio di scrivere i propri sentimenti più profondi.
L’obiettivo primario della Rassegna era di valorizzare e fornire identità culturale alla scrittura poetica femminile e ribadire il vincolo di appartenenza con la lingua italiana che rischiava di scomparire nelle nuove generazioni di italo-tedesche. Nel corso degli anni la “Rassegna” ottenne vari riconoscimenti e venne ospitata negli Istituti di Cultura di Amburgo, Francoforte, Friburgo e divenne sempre più il luogo della parola delle donne immigrate in Germania.
Nel 2008 la sua grande passione per la poesia la portò a ideare un altro gioiello culturale: Il Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno. Un Festival peculiare che rappresentava il luogo ideale per accogliere la voce dei poeti europei. Con le sue letture poetiche, i suoi forum, i suoi dibatti, le sue mostre era diventato il cuore pulsante del “Maggio Poetico Francofortese”.
“Il nostro tempo è quello della rivoluzione tecnologica, il nostro mondo è quello della superinformazione dato da Internet, ma un microsoft non può sostituire la magia di Dante, di Shakespeare, di Goethe. Di certo può possedere nella sua memoria i loro poemi che è un modo di possedere la poesia, ma non l’oralità dell’aedo.” Affermava Marcella Continanza in un’intervista rilasciatami e pubblicata sull’AISE il 04 aprile 2011.
Marcella Continanza era lei stessa una “POETA” e la sua incisività espressiva ci regala momenti di forte lirismo. Nella sua poetica c’è l’intuizione della bellezza colta in un’immagine, cristallizzata in versi di toccante intensità espressi con un linguaggio carico di passione: “Le mani hanno voce/ sono piene di storie/ sciolgono i nodi…” o “Il cuore è un uragano di ciliegie…/” oppure “Il deserto attraversa strisciando/ la confusione della mente”.
Tanti sono stati i riconoscimenti e i premi che le sono stati assegnati. Ricordiamo: (1999) la Medaglia della Presidenza per la Rassegna “Donne e Poesia” e la sua attenzione prestata all’emigrazione in Germania dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, (2008) l’onorificenza di Cavaliere all’Ordine del Merito della Repubblica Italiana per l’impegno civile profuso nel giornalismo e per la qualità della sua scrittura dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, (2011) sempre il Presidente Giorgio Napolitano le ha anche assegnato una medaglia per il Festival della Poesia Europea di Francoforte sul Meno.
In questo groviglio di creatività, di intelligenza, di passioni e di emozioni si condensava la forza dirompente di Marcella Continanza che ha avuto il coraggio di percorrere sempre nuove strade e di allargare sempre gli orizzonti della vita di tante donne. Anche i miei. (valeria marzoli\aise) 

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