Quando la ricerca scientifica costruisce ponti tra culture

SINGAPORE\ aise\ - Trentanove ricercatori provenienti dai 5 continenti e coordinati da Olimpia Niglio (Italia) eD Eric Yong Joong Lee (Corea) hanno realizzato un primo importante risultato scientifico intercontinentale che ha consentito di mettere a punto conoscenze e politiche culturali per la protezione del patrimonio del mondo.
Autori di Algeria, Canada, Colombia, Messico, Peru, India, Iran, Giappone, Giordania, Corea, Libano, Nepal, Siria, Turchia, Austria, Belgio, Francia, Grecia, Italia, Polonia, Romania, Spagna, Svezia e Australia hanno, infatti, collaborato al volume edito a Singapore e dal titolo “Transcultural Diplomacy and International Law in Heritage Conservation: A Dialogue between Ethics, Laws, and Culture”, introdotto da una prefazione di Francesco Francioni, professore emerito della European University Institute (Italia) e da Monsignor Francesco Follo, Osservatore Permanente della Santa Sede presso UNESCO (Francia).
Il volume fornisce un contributo sostanziale alla comprensione del quadro giuridico internazionale per la protezione e la conservazione del patrimonio culturale. Esso offre una serie di prospettive da parte di autorevoli studiosi sull’impatto del diritto nella conservazione del patrimonio.
Attraverso un approccio olistico, spiegano i curatori in una nota, gli autori aprono la strada ad un importante dialogo intorno all’intersezione tra le scienze umane e quelle giuridiche, dimostrando la reciprocità dell’interazione nei programmi e nei progetti di valorizzazione del patrimonio culturale nel mondo.
“Transcultural Diplomacy and International Law in Heritage Conservation” raccoglie per la prima volta una selezione di interessanti riflessioni sul ruolo della diplomazia culturale per affrontare le “intolleranze” che spesso governano le relazioni internazionali, causando danni al patrimonio umano e culturale.
Lo scopo principale di questo progetto di ricerca – chiariscono i curatori – è stato quello di analizzare i diversi paradigmi culturali che intervengono nella gestione del patrimonio, e di sostenere il miglioramento delle leggi e delle convenzioni internazionali per consentire migliori politiche culturali delle singole nazioni a tutela dei diritti umani.
I curatori, infatti, sostengono che solo attraverso un dialogo aperto tra le discipline umanistiche e la giurisprudenza la comunità internazionale sarà in grado di proteggere e valorizzare meglio la sovranità e promuovere il patrimonio culturale per lo sviluppo di un mondo migliore. Questa ricerca è rilevante per gli studiosi che lavorano in aree relative al diritto, alla gestione e alle politiche di conservazione e protezione del patrimonio culturale.
Il volume può essere acquistato qui. (aise)