BOCCA (FEDERALBERGHI): UNA PASQUA SENZA TURISMO CON ALBERGATORI AL LAVORO PER L’ACCOGLIENZA

BOCCA (FEDERALBERGHI): UNA PASQUA SENZA TURISMO CON ALBERGATORI AL LAVORO PER L’ACCOGLIENZA

ROMA\ aise\ - Durante le festività pasquali, Federalberghi era solita dare numeri e trarre conclusioni riguardo le scelte degli italiani in viaggio. Dati spesso sorprendenti e confortanti (l’anno scorso furono circo 8 miliardi l’indotto dai viaggi primaverili/pasquali), che quest’anno, però, non ci potranno essere a causa delle misure restrittive legate alla diffusione del Coronavirus. “Una pasqua senza turismo”, ha affermato Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, che con lucida consapevolezza ha comunque precisato che gli albergatori d’Italia sono e saranno al lavoro per l’accoglienza.
“La voce accoglienza resiste nel settore ricettivo - ha spiegato infatti Bocca -. Sono moltissimi gli albergatori che nelle regioni italiane hanno messo a disposizione le proprie strutture in questa drammatica circostanza. Non vi è stato bisogno di requisire gli alberghi, alla chiamata del Governo eravamo già pronti”.
“Su tutto il territorio - ha aggiunto -, ferve un cordone umanitario da parte della nostra federazione, che opera in sintonia con tante altre risorse della comunità civile per dare ricovero ai malati lievi costretti alla quarantena, ai medici ed agli infermieri che si trovano a dover operare nei vari presidi ospedalieri”.
“Siamo fieri di fare la nostra parte – ha evidenziato il presidente di Federalberghi –. Le nostre associazioni territoriali sono come nuclei aggreganti che, in circostanze così estreme, stanno dando grande impulso alle singole realtà. Molti dei nostri federati hanno contribuito in modo consistente ad operazioni di crowdfunding, una poderosa raccolta fondi per le necessità degli ospedali, dei sanitari, e dei conseguenti presidi medici indispensabili per soccorrere e curare le persone colpite dal virus”.
“Ho sempre sostenuto che il nostro Paese dia il meglio di sé nei momenti più difficili – ha concluso Bocca – Abbiamo saputo, tutti, essere uniti nel contenimento del male. Pensiamo a che potenziale avremmo restando uniti per il bene e per la nostra ripresa”. (aise) 

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