L’ITALIA CHE SI PRENDE CURA DELL’ITALIA

L’ITALIA CHE SI PRENDE CURA DELL’ITALIA

MILANO\ aise\ - Dar voce e visibilità a quanti, in vari modi e in diversi ambiti, si occupano di “beni comuni”, ovvero di territori, ambiente, paesaggi, beni culturali, tradizioni e persone. Questo l’obiettivo de “L’Italia che si prende cura dell’Italia”, iniziativa promossa da Touring Club Italiano e Fondazione Cariplo, con la collaborazione di Labsus, cui hanno partecipato giovedì scorso a Milano le principali organizzazioni nazionali che “si prendono cura” dell’Italia.
Dopo l’introduzione di Claudia Sorlini, Vice Presidente del Touring Club Italiano in rappresentanza del Presidente dell’Associazione, Franco Iseppi, hanno preso parte al dibattito Vincenzo Torti, Presidente del CAI, Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana, Marco Magnifico, Vice Presidente del FAI, Stefano Ciafani, Presidente di Legambiente e, in collegamento video, Carlo Petrini, fondatore di Slow Food.
La giornata si è conclusa con l’intervento di Giuseppe Guzzetti, Presidente di Fondazione Cariplo.
L’evento è stato un’occasione non solo per confrontarsi sulle attività svolte dalle singole organizzazioni ma anche per sottoscrivere un impegno sui beni comuni che le associazioni coinvolte hanno riassunto nei sei punti che riportiamo di seguito.
1. la Costituzione racchiude al suo interno il senso del prendersi cura dell’Italia come bene comune, sia con riferimento agli artt. 4, 9 e 118 ultimo comma sia ai suoi principi generali;
2. prendersi cura dei beni comuni non produce effetti positivi solo su chi si impegna direttamente ma anche sulla società nella sua interezza, contribuendo a rafforzare le relazioni di comunità e il senso di appartenenza;
3. i cittadini attivi e le organizzazioni che si prendono cura dei beni comuni sono una ricchezza, troppo spesso purtroppo considerata come una interferenza invece che come un’opportunità da parte delle istituzioni. Occorre superare queste diffidenze e incentivare una cultura di condivisione e di collaborazione fra istituzioni e cittadini;
4. è necessario che le istituzioni, le imprese e i mezzi di informazione diano sempre maggior attenzione e visibilità a questa energia espressa dalla società civile sostenendo la crescente disponibilità dei cittadini a dedicare il proprio tempo alla cura dei beni comuni materiali e immateriali, anche attraverso le attività promosse dalle organizzazioni stesse;
5. le nostre organizzazioni, pur nei differenti ambiti di intervento, vedono nella cura dei beni comuni l’elemento unificante delle rispettive funzioni: sussidiarietà, integrazione tra pubblico e privato, rapporto virtuoso tra cittadini e istituzioni, creazione di senso di appartenenza e di senso civico, produzione di conoscenza e valorizzazione dei territori;
6. le nostre organizzazioni si impegnano pertanto, anche mettendo in essere forme sistematiche di collaborazione, a promuovere le attività di cura del Paese e a sensibilizzare su tale tema i rispettivi membri e in generale la pubblica opinione”. (aise) 

Newsletter
Rassegna Stampa
 Visualizza tutti gli articoli
Notiziario Flash
 Visualizza tutti gli articoli