CORONAVIRUS: UNITÀ DI CRISI A LAVORO

CORONAVIRUS: UNITÀ DI CRISI A LAVORO

ROMA\ aise\ - Quasi 6mila chiamate al giorno arrivano all’Unità di crisi della Farnesina. Lo ha detto questa mattina Stefano Verrecchia che, intervistato da Uno Mattina, ha spiegato cosa sta facendo il Ministero degli esteri per far rientrare in Italia i connazionali bloccati all’estero a causa delle restrizioni attuate da diversi paesi a per l’emergenza sanitaria da coronavirus. Anche quelli che, malgrado gli avvisi del Governo, sono partiti in piena emergenza.
Le restrizioni prese in Europa, ha spiegato il Capo dell'Unità di crisi, riguardano “viaggi non essenziali” ma le indicazioni della Commissione Ue “consentono il rientro degli europei” nei paesi di provenienza; ci sono, insomma, “delle eccezioni”.
“Come Unità di crisi stiamo assistendo i connazionali già da due settimane: abbiamo fatto, a suo tempo, anche un invito a rientrare se non fosse stato essenziale rimanere all'estero. Ora – ha aggiunto – stiamo facendo un lavoro intensissimo, disponibili 24 ore su 24 sia attraverso il nostro numero, che raggiunge anche 6000 chiamate al giorno - lo 0636225 – sia l’indirizzo email”.
“Quello che stiamo cercando di fare come Farnesina, come ha detto anche il ministro Di Maio – ha chiarito Verrecchia – è di aiutare a predisporre voli, contando molto anche sull'aiuto delle compagnie aeree, di Alitalia e delle altre compagnie come la Neos, nei Paesi dove sono chiusi i voli”. Si tratta, quindi, di “predisporre dei voli eccezionali. Questo significa che la nostra rete di ambasciate e consolati lavora con le autorità locali dove non è previsto che ci siano voli” cercando di ottenere “eccezioni da parte delle autorità locali che consentano degli slot”. “L'abbiamo già fatto in varie aree, a cominciare dall'Austria, dall'Albania, dalle Maldive e dal Marocco – ha elencato Verrecchia - così come con la Spagna. Per quanto riguarda Tenerife e le Gran Canarie, la nostra Ambasciata ha attivato una task Force raggiungibile via web o via telefono”. Da qui, oltre ai voli, “c’è anche un traghetto di Grimaldi che va da Barcellona a Civitavecchia, che ha una capacità di carico molto importante, arriva anche a 1500 persone”.
La Farnesina, insomma, lavora sia “con le nostre compagnie, che si rendono disponibili” sia con le autorità dei paesi “per ottenere delle autorizzazioni che diversamente non ci sarebbero”.
Autorizzazioni necessarie anche per riportare a casa italiani che, in piena emergenza, sono partiti lo stesso in vacanza.
Per il loro rientro, e per quelli degli altri connazionali bloccati, le precauzioni prese sono quelle stabilite dalla protezione civile, ha spiegato Verrecchia, dalla distanza gli uni dagli altri alla misurazione della febbre, all’uso delle mascherine: tutte raccomandazioni, ha concluso, “che abbiamo scritto in modo molto chiaro sui nostri siti”. (aise) 

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