IL SOTTOSEGRETARIO SCALFAROTTO A COLLOQUIO CON IL SEGRETARIO DI STATO UNGHERESE BÓKA

IL SOTTOSEGRETARIO SCALFAROTTO A COLLOQUIO CON IL SEGRETARIO DI STATO UNGHERESE BÓKA

ROMA\ aise\ - Colloquio telefonico ieri tra il sottosegretario agli Affari Esteri Ivan Scalfarotto e il segretario di Stato ungherese per la cooperazione europea e internazionale negli Affari di Giustizia, János Bóka, nel corso del quale il sottosegretario ha chiesto maggiori informazioni al collega circa due recenti decisioni del Parlamento ungherese che hanno sollevato dibattito e preoccupazione nell’opinione pubblica italiana e internazionale.
Si tratta della mancata ratifica della Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne e della norma di legge che identifica il sesso delle persone quale “sesso alla nascita”.
Riguardo la Convenzione di Istanbul, Bóka ha ricordato come a parere del Governo di Budapest la legislazione ungherese in vigore permetta già di offrire una tutela giuridica pari a quella della Convenzione, la cui ratifica sarebbe considerata pertanto non necessaria.
Oggetto di approfondimento specifico è stata poi la norma sull’inserimento nel certificato di nascita della nozione di “sesso alla nascita”, che secondo numerosi osservatori internazionali si profila come un ostacolo al riconoscimento legale delle persone transessuali. La norma ha in particolare sollevato i rilievi della Commissaria per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa, Dunja Mijatovic, che l’ha definita “una violazione dei diritti umani”, e una lettera di 63 europarlamentari al governo ungherese per chiederne la cancellazione.
Il segretario di Stato ungherese ha indicato che il Governo magiaro è consapevole dei suoi obblighi internazionali in materia derivanti segnatamente dalla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo e dalla Giurisprudenza delle Corti internazionali: il provvedimento avrebbe efficacia solo sulla redazione del certificato di nascita e non implicherebbe pertanto, da parte di Budapest, la volontà di limitare il diritto al cambiamento di genere.
Quanto alla possibilità di ottenere nuovi documenti corretti (passaporto, carta d’identità) dopo il completamento della transizione, elemento essenziale per comprendere a pieno la portata della nuova normativa, il Segretario di Stato alla Giustizia magiaro ha specificato trattarsi di competenza di altri dicasteri e ha assicurato ulteriori informazioni al collega italiano una volta che le relative disposizioni saranno chiarite.
Scalfarotto ha ringraziato la controparte per le delucidazioni e ha concluso sottolineando al collega ungherese la grande attenzione che l’opinione pubblica italiana rivolge ai temi dello Stato di diritto e dei diritti e libertà individuali delle persone all’interno dell’Unione Europea. (aise)


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