REFERENDUM/ LA CONFSAL UNSA ESTERI INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO MERLO

REFERENDUM/ LA CONFSAL UNSA ESTERI INCONTRA IL SOTTOSEGRETARIO MERLO

ROMA\ aise\ - La Confsal Unsa Esteri, insieme a tutte le altre organizzazioni sindacali del MAECI, ha incontrato lunedì scorso il Sottosegretario agli Affari Esteri, Ricardo Merlo, per discutere riguardo la tematica del Referendum all’estero e dei servizi consolari.
Il sindacato, in particolare, ha chiesto a merlo di "apprendere le modalità con cui la politica intenda affrontare il predetto impegno elettorale, in particolar modo nei paesi in cui la diffusione accelerata da Covid-19 è tuttora in corso, la media giornaliera di decessi raggiunge i mille morti e ogni 24 ore si assiste ad un aumento di 40mila nuove infezioni. Non a caso - è stato sottolineato durante l'incontro - lo stesso Governo ha vietato voli diretti e indiretti da molteplici paesi del Sudamerica e, per delimitare il rischio di contagio sul posto di lavoro, ha implementato ed esteso a tutta la PA forme di attività lavorativa in smart-working, al fine di garantire i servizi ai cittadini".
Peraltro, affinché lo smart-working possa essere pienamente realizzato all’estero ai fini di un miglioramento dei servizi a distanza agli utenti, secondo la sigla sindacale c’è bisogno di un ulteriore sforzo da parte della Farnesina, tra cui “l’acquisto presso le sedi di strumenti informatici più adeguati, come pure la digitalizzazione degli archivi, rappresentano misure che consentirebbero ai lavoratori di operare in maniera mirata ed efficace dal proprio domicilio”.
Inoltre, il sindacato ha rilevato che "il lavoro preparatorio al Referendum verrebbe a svolgersi nel contesto di una effettiva e tuttora accelerata emergenza epidemiologica, da cui è colpita la collettività italiana all’estero, ma anche gli stessi operatori consolari, ai quali dovranno essere garantite uguali misure di prevenzione dal contagio, nonché di tutela nei confronti delle autorità ospitanti in ambito di esecuzione del servizio esterno reso in loco. La preparazione del Referendum - secondo Confsal Unsa - implicherebbe una presenza numerica consistente di personale in contemporanea presso le sedi, e questo, per il sindacato, implica l’indispensabile organizzazione del lavoro in turni e squadre differenti, per consentire il necessario distanziamento di sicurezza tra i dipendenti".
Il Sottosegretario - riporta il sindacato - ha ascoltato quanto esposto dai rappresentanti sindacali presenti all’incontro, dichiarando di voler informare il Ministro degli Esteri sui contenuti, con l’auspicio che la politica e il Parlamento assumano, nel caso, le decisioni più adeguate.
“In tutte le sedi - ha concluso il sindacato -, particolarmente laddove, ad oggi, non sono stati ancora raggiunti i picchi massimi di contagio, i colleghi saranno inevitabilmente esposti massicciamente al virus, nel più totale spregio della loro salute e di quella delle loro famiglie”.
Infine, Confsal Unsa ha denunciato “che il tutto è aggravato dalla totale assenza di ogni forma di tutela a favore dei lavoratori in ambito di copertura sanitaria e non solo, la cui mancanza è oggetto da anni di denuncia da parte del nostro Sindacato che richiede specifica sottoscrizione di adeguate polizze assicurative laddove l’offerta sanitaria è palesemente insufficiente”. (aise) 

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