Covax: i leader del mondo si impegnano a supportare l'accesso equo ai vaccini anti-Covid

GINEVRA\ aise\ - I leader mondiali che partecipano al Global COVID-19 Summit ospitato dagli Stati Uniti hanno nuovamente sottolineato il loro impegno a garantire un accesso equo ai vaccini contro il COVID-19 per tutti i paesi attraverso COVAX – rilevando che un accesso equo è essenziale per porre fine alla fase acuta della pandemia. Sulla scia del momento e della solidarietà globale generata negli ultimi diciotto mesi da vari impegni - fra cui i vertici organizzati dalla Commissione europea, il G20 sotto le presidenze saudita e italiana, il Regno Unito, il G7 sotto la presidenza del Regno Unito, gli Stati Uniti e il primo ministro del Giappone - il vertice di due giorni fa ha previsto ulteriori impegni per COVAX e l'accesso equo.
Come paese ospitante del vertice, gli Stati Uniti hanno presentato l'obiettivo di vaccinare il mondo e, come parte del loro impegno, hanno promesso altre 500 milioni di dosi di vaccino Pfizer da consegnare ai paesi a basso e medio reddito attraverso COVAX. Queste dosi si vanno ad aggiungere all'accordo per 500 milioni di dosi Pfizer facilitato dagli Stati Uniti, annunciato a giugno, e a più di 90 milioni di dosi in eccesso condivise attraverso COVAX, portando il totale delle dosi USA da fornire attraverso COVAX a quasi 1,1 miliardi di dosi. Le consegne delle dosi precedentemente promesse sono in corso, e queste dosi aggiuntive saranno rese disponibili a partire da gennaio 2022. Inoltre, la US International Development Finance Corporation (DFC) fornirà più di 383 milioni di dollari in assicurazione contro i rischi politici a Gavi, l'Alleanza per i vaccini, per favorire le spedizioni in tutto il mondo.
Gli Stati Uniti e l'Unione Europea hanno annunciato un'agenda comune per combattere la pandemia globale, ribadendo l'impegno a condividere le dosi con COVAX e a sostenere le attività cruciali di preparazione, e invitando le altre nazioni a fare lo stesso - sottolineando in particolare l'importanza di una condivisione delle dosi programmabile ed efficace per massimizzare la sostenibilità del processo e minimizzare gli sprechi di dosi. Sulla base degli impegni precedenti, il Team Europe si è impegnato a condividere 500 milioni di dosi entro la metà del 2022.
Sottolineando la stretta collaborazione tra l'Unione Africana/AVAT (African Vaccine Acquisition Trust) e COVAX nella consegna delle dosi ai paesi africani, il Presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa ha invitato i paesi a reddito più elevato a scambiare il proprio posto nelle liste d'attesa per la produzione e a sostenere l'UA e COVAX nel loro obiettivo condiviso di aumentare la copertura in tutto il continente africano.
Oltre ai 285 milioni di dollari che la Svezia ha già promesso al Gavi COVAX Advance Market Commitment (AMC), il meccanismo di finanziamento che consente l'accesso a dosi completamente finanziate dai donatori per 92 economie a basso reddito, la Svezia ha annunciato che metterà a disposizione un nuovo impegno di 2,1 miliardi di corone svedesi (circa 243 milioni di dollari) in contributi in denaro e donazioni di dosi, per sostenere un accesso equo ai vaccini contro il COVID-19 alle economie ammissibili all'AMC nel 2021 e 2022.
Accanto a questi impegni, diversi paesi hanno promesso ulteriori donazioni di dosi da mettere a disposizione dei paesi di tutto il mondo, anche attraverso COVAX, con la Spagna che ha promesso altre 7,5 milioni di dosi, l'Italia altre 30 milioni di dosi da mettere a disposizione entro la fine dell'anno, e il Giappone, che ha ospitato il vertice "One World Protected" di Gavi COVAX AMC nel giugno 2021, che ha promesso circa 60 milioni di dosi. Inoltre, la Danimarca ha annunciato durante l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite questa settimana che avrebbe raddoppiato il suo impegno di donazione di dosi, portando il totale a 6 milioni di dosi promesse da condividere.
José Manuel Barroso, Presidente del consiglio di amministrazione della Gavi, ha dichiarato: "Questo vertice segna un importante passo avanti nella risposta globale contro il COVID-19 e un importante passo avanti per il multilateralismo. Vorrei ringraziare il presidente Biden e tutti i leader per il loro impegno per l'accesso globale ai vaccini e sollecitare tutti i partner e le parti interessate ad aumentare il loro sostegno a COVAX, in modo da poter raggiungere il nostro obiettivo di porre fine alla fase acuta di questa pandemia il più rapidamente possibile".
Richard Hatchett, CEO della Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (CEPI): "La scienza ha compiuto enormi progressi nella lotta per salvare vite, ripristinare l'economia globale e porre fine alla pandemia. Ora dobbiamo rimediare al fallimento morale essenziale della risposta mondiale alla pandemia, ovvero la mancanza di accesso equo agli strumenti salvavita che abbiamo sviluppato. Questo richiederà investimenti continuativi nella Ricerca e Sviluppo in modo da essere in grado di distribuire più vaccini, in modo più efficace e creare equità tra i paesi di tutti i livelli di reddito per quanto riguarda l'accesso a questi vaccini salvavita".
Adhanom Ghebreyesus, Direttore generale dell'OMS, ha dichiarato: “Sono grato al Presidente Biden e a tutti i leader per l'impegno dimostrato a vaccinare il mondo. Tuttavia, ciò di cui abbiamo bisogno per avere successo è un supporto consolidato e durevole che deve essere fornito adesso – non fra 6 o 12 mesi. Se vogliamo raggiungere gli obiettivi di vaccinazione del 10% della popolazione in tutti i paesi entro la fine di questo mese, del 40% entro la fine del 2021 e del 70% entro metà del prossimo anno, dobbiamo ampliare drasticamente l'accesso ai vaccini adesso.”
Henrietta Fore, Direttore generale dell'UNICEF, ha dichiarato: “Accogliamo con orgoglio il rinnovato impegno dei leader del mondo a fornire dosi di vaccino per i paesi a basso reddito. Lodiamo l'impegno degli Stati Uniti di 500 milioni di dosi aggiuntive l'anno prossimo, così come gli annunci fatti da Unione Europea, Danimarca, Giappone, Italia e Spagna, e speriamo di vedere queste promesse realizzate con rapidità. Solo il 12% delle promesse fatte all'inizio di quest'anno che si sono trasformate in dosi effettive, i paesi a basso reddito non possono più aspettare. Esortiamo i paesi che condividono le dosi ad accelerare i loro piani di donazione".
Seth Berkley, CEO di Gavi, ha dichiarato: “Con l'incremento delle varianti e il gap attuale nell'accesso equo ai vaccini contro il COVID-19, dobbiamo vaccinare con rapidità i più a rischio, ovunque nel mondo. Non possiamo permetterci ulteriori ritardi nel garantire vaccini ai più vulnerabili – farlo significherà una continuazione di questa pandemia e il suo impatto su tutte le nostre vite.”
COVAX ha recentemente pubblicato una previsione di fornitura aggiornata, che indica che mentre le consegne di COVAX ai paesi stanno accelerando e continueranno ad aumentare drasticamente fino alla fine dell'anno, rimangono rischi significativi.
Di conseguenza, i partner di COVAX hanno lanciato un appello urgente all'azione - per la rimozione di tutte le restrizioni all'esportazione, per i produttori di mantenere i loro impegni con COVAX e fornire trasparenza sui programmi di consegna e sulle liste di attesa. COVAX chiede anche che i paesi che sono avanti nelle liste di attesa dei produttori e che hanno già raggiunto un'alta copertura cedano il loro posto a COVAX e ai partecipanti a basso e medio reddito per sostenere, espandere, accelerare e sistematizzare le donazioni di dosi per fornire maggiori volumi, tempi di consegna e durata di conservazione, permettendo ai paesi di prepararsi meglio alla somministrazione.
Finora COVAX ha distribuito oltre 300 milioni di dosi a 142 paesi e secondo l'ultimo piano di fornitura, un totale di circa 1,2 miliardi di dosi sarà disponibile per le economie a basso reddito supportate dal COVAX Advance Market Commitment (AMC) entro la fine del 2021. Questo è abbastanza per proteggere il 20% della popolazione, o il 40% di tutti gli adulti, in tutte le 92 economie che partecipano all'AMC ad eccezione dell'India. La pietra miliare di COVAX di distribuire 2 miliardi di dosi, si stima sarà raggiunta nel primo trimestre del 2022. (aise)