Haiti: il ritorno del colera mette a rischio le vite di 1,2 milioni di bambini

GINEVRA\ aise\ - Secondo l’UNICEF, il ritorno del colera ad Haiti - colpito dalla violenza - dopo 3 anni senza alcune segnalazioni di casi, minaccia il benessere e la salute di 1,2 milioni di bambini che vivono nella capitale di Haiti, Port-au-Prince.
Mentre il paese è alle prese con scontri tra gruppi armati e proteste violente per l’aumento dei prezzi, sono state registrate 7 morti e sono stati confermati 5 casi positivi. Ulteriori 60 casi sospetti sono in corso di indagine nell’area metropolitana di Port-au-Prince. Medici senza frontiere ha recentemente riportato che un bambino di 3 anni è morto per colera. Il colera è una malattia legata all’acqua che causa diarrea acuta e può essere letale se non trattata nelle prime ore.
“Con le crescenti violenze e l’insicurezza, molte delle famiglie più povere di Haiti non hanno alternative se non bere e utilizzare acqua non sicura,” ha dichiarato Bruno Maes, Rappresentante dell’UNICEF ad Haiti. “Le famiglie non possono acquistare sapone per lavare le mani, i rifiuti per strada non vengono raccolti, gli ospedali sono chiusi o non possono essere operativi. Tutti questi ingredienti hanno trasformato Haiti in una bomba a orologeria per il colera. Ora è esplosa.”
La recrudescenza del colera si verifica mentre i disordini sociali e la violenza pervadono il paese, limitando o ritardando la fornitura dei servizi di base, compresi gli ospedali e le strutture di approvvigionamento idrico. Come conseguenza, 17 delle 22 principali strutture sanitarie rischiano di chiudere a causa della mancanza di carburante. 50.000 bambini e neonati potrebbero non ricevere cure mediche nelle prossime settimane. 7.000 vittime di violenza sessuale potrebbero essere non assistite entro la fine dell’anno. Inoltre, tre quarti dei principali ospedali ad Haiti non stanno fornendo servizi regolari a causa della crisi del carburante, dell’insicurezza e di saccheggi.
I bambini e le famiglie che hanno bisogno di aiuto non possono accedere ad aiuti umanitari a causa della violenza. Gli aiuti consegnati al porto di Port-au-Prince non vengono distribuiti nel paese perché il porto è controllato da gruppi armati. L’accesso alle aree dove sono stati confermati o ci sono sospetti casi di colera resta difficile a causa dell’insicurezza, mentre la crisi del carburante complica ulteriormente la risposta al ritorno del colera.
Secondo gli ultimi dati disponibili sulla malnutrizione per Cité Soleil, dove è stato registrato il primo caso di colera nel paese, 1 bambino su 5 sotto i 5 anni soffre di malnutrizione acuta grave o moderata. A causa della scarsità di servizi di base a Cité Soleil, si teme che molti bambini possano morire a causa di questa recrudescenza del colera.
L’UNICEF ha posizionato aiuti di emergenza per supportare il Governo di Haiti a rispondere al ritorno del colera: 755.000 compresse per purificare l’acqua utili per 15.000 persone per 15 giorni; 28.230 saponette utili per 14.000 persone per un mese; 20 cisterne da 10 metri cubi, 10 cisterne da 5 metri cubi e 30 serbatoi sono già stati messi a disposizione dell'Agenzia nazionale per l'acqua e i servizi igienici di Haiti (DINEPA).
È stato ordinato un quantitativo di 80 fusti da 45 kg di cloro - per un totale di 3.600 kg - per supportare la DINEPA nella clorazione dell'acqua a Port au Prince, nella disinfezione delle abitazioni colpite e nel rifornimento dei centri sanitari nelle aree colpite.
“Il colera può facilmente diffondersi a macchia d’olio ad Haiti se le persone continuano ad avere accesso limitato o nullo ai servizi sanitari, idrici e igienici di base a causa dell’insicurezza,” ha dichiarato Maes. “Per ridurre il rischio di una grave epidemia, la nostra principale preoccupazione non è solo quella di acquistare e distribuire acqua, cloro e sapone, ma trovare il modo per raggiungere le famiglie più povere nelle aree controllate dalle gang.”
La risposta umanitaria dell’UNICEF ad Haiti resta ancora sensibilmente sottofinanziata. Ad oggi, è stato ricevuto solo il 20,2% dei fondi necessari per garantire a 2 milioni di persone accesso ad acqua pulita, uno dei principali interventi per proteggere i bambini da malattie mortali legate all’acqua e prevenire la malnutrizione. (aise)