L’Unhcr per la Giornata Internazionale contro l’omofobia e la transfobia

GINEVRA\ aise\ - “Oggi, in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia e la transfobia, penso ai molti rifugiati LGBTIQ+ che ho incontrato per i quali gli abusi e le offese sono diventati una realtà quotidiana. Purtroppo, il dolore spesso inizia nelle loro stesse case, con le loro famiglie – distruggendo l’unica rete di cui tanti rifugiati mi hanno detto di avere più bisogno”. Così l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati, Filippo Grandi, che oggi rilancia un appello a tutti i paesi affinchè “tengano le loro porte aperte alle persone LGBTIQ+ che hanno bisogno di un rifugio”.
“In El Salvador, ho incontrato l’attivista Bianka Rodriguez”, ricorda Grandi. “Tenuta sotto la minaccia delle armi, abusata dalla sua stessa madre e costretta a lasciare la scuola a causa di bullismo perché trans, Bianka ora lavora per garantire leggi eque e per costruire reti di sostegno per le persone LGBTIQ+ in El Salvador, comprese quelle costrette a fuggire dalle loro case e comunità a causa del loro orientamento sessuale o identità di genere. Oggi, sono orgoglioso di annunciare che l’Unhcr, Agenzia ONU per i Rifugiati, ha scelto Bianka come la nostra prima sostenitrice di alto profilo trans, in modo che possa unirsi a noi nel nostro lavoro per proteggere e sostenere le persone LGBTIQ+ che sono state costrette a fuggire in tutto il mondo”.
Le relazioni tra persone dello stesso sesso – ricorda Grandi – sono criminalizzate in oltre 70 paesi, e sei paesi le hanno classificate come punibili con la morte. In altri paesi, le persone LGBTIQ+ subiscono discriminazioni che impediscono loro di andare a scuola, trovare lavoro o gestire le proprie attività. Le persone LGBTIQ+ spesso subiscono uno stigma simile quando arrivano nei paesi vicini. Sono ad alto rischio di abusi e violenze di genere e spesso ricevono poca o nessuna protezione dalla polizia. Spesso vengono loro negati i servizi di base, come l’assistenza sanitaria e legale”.
L’Unhcr, sottolinea Grandi, “è impegnata a salvaguardare i diritti delle persone LGBTIQ+ che sono state costrette a fuggire. Per fare questo, continuiamo a lavorare con gli alleati LGBTIQ+ della società civile, del settore pubblico e privato e del mondo accademico per assicurarci che i rifugiati siano ascoltati e inclusi nelle decisioni che riguardano loro e le loro comunità. Ci affidiamo a persone come Bianka che ci guidano e ci dicono cosa funziona. Viviamo in un mondo che è sempre più a corto di soluzioni per i rifugiati. La possibilità di essere reinsediati in un paese terzo – spesso l’unica soluzione o quella più sicura per i rifugiati LGBTIQ+ – è oggi ai minimi storici. Finché persiste la persecuzione basata sull’orientamento sessuale e l’espressione di genere, chiedo ai paesi di fare un passo avanti per le persone LGBTIQ+, che sono spesso a maggior rischio e con bisogni di sicurezza più urgente”.
Ogni persona LGBTIQ+ deve poter vivere in pace e sicurezza nel proprio paese. L’Unhcr continuerà a battersi per questo. Fino ad allora, - conclude Grandi – abbiamo bisogno che le nazioni accolgano coloro che cercano rifugio, e l’Unhcr si assicurerà che i rifugiati LGBTIQ+ ricevano il supporto di cui hanno bisogno, ovunque essi siano”. (aise)